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RUBRICA: VANGELO E VITA
Commento di don Tonino Lasconi alle letture della Messa domenicale. Riflessioni brevi ed esistenziali, perché il Vangelo diventi luce per la vita di tutti i giorni.
       
II Domenica - Tempo di Avvento - Anno B
[TONINO LASCONI]
PREPARATE! SPIANATE! RADDRIZZATE!



Preparare, spianare, raddrizzare la via al Signore ci riporta nella verità della nostra vita: siamo creature. Se ci dimentichiamo di questo, tutto diventa un girare a vuoto lungo cerchi che tornano sempre su se stessi, in una spirale che va fatalmente verso il basso.


“LEGGERE” LA BIBBIA

La parola di Dio di questa domenica sembra la rappresentazione di un cantiere, nel quale il datore di lavoro sprona gli operai sonnolenti, pigri e sfaticati: “Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata»”.
L’evangelista Marco accoglie il grido del profeta Isaia, ponendolo all’inizio del suo vangelo e storicizzandolo in Giovanni che lo grida nel deserto.

“Preparate! Spianate! Raddrizzate!”…
Se alle parole di Isaia e del Battista togliamo il fine, il perché, di questo lavorio, di questo affaccendarsi – cioè il Signore – questi verbi potrebbero essere la fotografia della nostra vita e della nostra società di oggi. 
Chi non si lamenta che si corre sempre, che non si ha più il tempo di pensare, di riflettere, di ragionare, di pregare, di incontrare, di dialogare? Chi non soffre di stress, di ansia? Chi non è a rischio di depressione?
Sì, davvero, questi verbi non solo fotografano la nostra vita e la nostra società. Ne fanno addirittura la radiografia, o, meglio, l’ecografia e perfino la tac. Cioè vedono dentro, dove non trovano il fine, il perché, l’anima di questo lavorio. Ed è per questo che il preparare, lo spianare, il raddrizzare spesso finiscono nel vuoto, nel non senso, nella delusione. La cronaca giornaliera è la spia di questa situazione. Guardiamoci intorno!
In questi ultimi decenni si è fatto di tutto per assicurare ai ragazzi e ai giovani un avvenire migliore. Adesso, oltre a trovarli troppo spesso vuoti e sfiduciati, si deve ammettere che avranno un domani meno roseo dei loro genitori.
Ci si è riempiti la bocca dei diritti della persona e ci si trova a scoprire forme di schiavitù più umilianti dei quelle antiche.
E’ stata cercata ogni possibile forma di assicurazione e ci si ritrova con tantissima gente in ansia per il lavoro precario, per la casa gravata da un mutuo sempre più angosciante, per i risparmi che rischiano di andare in fumo.
Ci si è dedicati alle cose, cercando di confezionarle e di abbellirle con una cura maggiore di quella dedicate alle persone, e adesso non si sa dove smaltire le scatole, e i rifiuti ci sommergono.

L’Avvento e la Parola che lo motiva possono essere uno stimolo forte a reagire, un impegno serio a ridare un’anima al nostro affannoso agitarsi. Come?
Ci vengono offerte indicazioni preziose e insostituibili.
Prima di tutto è necessario reinserire nel nostro “preparare, spianare, raddrizzare” il preparare la via al Signore, come fine, scopo e  anima. Senza di esso, tutto finisce fatalmente per essere aleatorio, incerto, deludente, controproducente. Perché soltanto riposizionando il Signore come fine della nostra vita, possiamo uscire dalla madre di tutte le illusioni, che consiste nel crederci al centro del mondo, illudendoci che il nostro piccolo giorno possa gareggiare o sostituire gli infiniti mille anni di Dio. 

Preparare, spianare, raddrizzare la via al Signore ci riporta nella verità della nostra vita: siamo creature. Se ci dimentichiamo di questo, tutto diventa un girare a vuoto lungo cerchi che tornano sempre su se stessi, in una spirale che va fatalmente verso il basso.

Giovanni Battista, il più grande trai i nati di donna, cosciente di essere comunque una creatura, proclama: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”.  Figuriamoci se noi, piccoli come siamo, ci illudiamo che dopo di noi non c’è più nessuno.

PER “LEGGERE” LA VITA


In questi giorni ha suscitato molto interesse una sottosegretario del governo che ha dichiarato il suo impegno per far riconoscere che anche i cani hanno un’anima. 
Speriamo che questo stimoli tutti a riscoprire che anche gli uomini ce l’hanno e che, soprattutto, devono metterla in funzione.



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