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Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.

Mp3 SETTIMANA SANTA 2012
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Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome. (Fil 2,8-9)


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SETTIMANA SANTA - Anno B


Domenica delle Palme



Passione di nostro Signore Gesù Cristo
secondo Marco
(14,1 -15,47)


- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all'udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l'altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo, dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell'alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
"Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse".
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: "Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d'uomo"». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa' il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest'uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l'ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei? ». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa.

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Preghiera
Donaci o Padre, di entrare
in questa grande settimana,
con umiltà e riconoscenza
lasciandoci coinvolgere e sorprendere
dall’evento della passione e morte del tuo Figlio Gesù,
nostro Salvatore,
per partecipare gioiosi alla sua risurrezione.



Lunedì della Settimana Santa


Dal Vangelo secondo Giovanni (12,1-11)
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: "Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?". Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me". Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.


Risonanze
- Maria prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.
- Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?
- Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me.


Preghiera
Aiutaci, Signore,
ad essere come Maria di Betania:
attenti a compiere gesti d’amore
verso le persone che incontriamo,
perché tu ora sei presente in ciascuna di esse,
specie in coloro che soffrono povertà e ingiustizia,
in coloro che affrontano la giornata
con la morte nel cuore
e attendono un gesto gratuito
di conforto e di amore.

    Dona anche noi
    di essere “esagerati” nell’amare
    e senza calcoli nel donare.

Gloria al Padre



Martedì della Settimana Santa


Dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-33.36-38)
In quel tempo, mentre era a mensa con i suoi discepoli, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: "In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?".
Rispose Gesù: "È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò". E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: "Quello che vuoi fare, fallo presto". Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri". Simon Pietro gli disse: "Signore, dove vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi". Pietro disse: "Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!". Rispose Gesù: "Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte”.


Risonanze
- Disse Gesù a Pietro: “Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi”.
- Pietro disse: "Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!".
- Rispose Gesù: "Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte”.


Preghiera
Signore,
anche noi, come Pietro,
siamo affascinati dalla tua vita,
dal tuo amore, dalla tua tenerezza.
E ti diciamo che vorremmo stare sempre con te,
seguirti fino in fondo,
condividere per sempre la nostra vita con la tua.

Accetta questi nostri slanci di generosità
dettati dall’amore, dall’entusiasmo,
ma perdona la nostra presunzione
di crederci veri tuoi discepoli,
di saperti seguire fino in fondo,
di saper donare la nostra vita,
di saper morire con te.


Gloria al Padre



Mercoledì della Settimana Santa


Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-25)
Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: "Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?". Ed egli rispose: "Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"". I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: "In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà". Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?". Ed egli rispose: "Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".
Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".


Risonanze
- Da quel momento, Giuda cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
- Mentre mangiavano, disse: "In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà".
- Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".


Preghiera
Povero Giuda.
Che cosa gli sia passato nell'anima io non lo so.
È uno dei personaggi più misteriosi
che noi troviamo nella Passione del Signore.
Non cercherò neanche di spiegarvelo,
mi accontento di domandarvi un po' di pietà
per il nostro povero fratello Giuda.
Non vergognatevi di assumere questa fratellanza.

    Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore;
    e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui.
    E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore.
    Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani,
    il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare:
    'Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo!'

Don Primo Mazzolari


Gloria al Padre



Giovedì della Settimana Santa


Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-15)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo". Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!". Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti". Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete puri". Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.


Risonanze
- Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
- Si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli.
- Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.


Preghiera
Signore Gesù,
il mondo ci educa a stare in piedi ed esorta tutti a restarci.
E se manca lo spazio, giustifica le spinte
che cacciano fuori chi ci ostacola o ci è di impedimento.
Oggi, invece tu ci offri un comandamento nuovo.

    Non lo troviamo tra gli uomini. Non nasce dalle nostre tradizioni.
    È un comando che viene da Dio ed è un gran dono che oggi riceviamo.
    Gesù l’ha applicato per primo. Beati noi se lo comprendiamo!
    Il giovedì santo ci insegna come vivere e da dove iniziare a vivere:
    la vita vera è piegarsi verso i fratelli e sorelle, iniziando dai più deboli.
    Il giovedì santo è davvero un giorno umano.
    Per questo ti ringraziamo Signore Gesù.

Gloria al Padre



Venerdì della Settimana Santa


Via Crucis

PRIMA STAZIONE | Gesù accetta l'ingiusta condanna
Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!"... E, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso ... (Mt 27,22.26)

Signore Gesù,
come un malfattore
vieni condannato al nostro posto e per noi.
Aiutaci a pentirci delle nostre colpe,
di cui tu, innocente,
hai voluto caricarti.
Fa’ che sappiamo riconoscerti
in ogni condannato della terra.
E se talvolta un ingiusto giudizio
dovesse pesare sulle nostre spalle,
aiutaci a portarlo insieme con Te. Amen.


SECONDA STAZIONE | Gesù abbraccia la croce
Allora i soldati condussero Gesù dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte... Dopo averlo schermito, lo condussero fuori per crocifiggerlo. (Mc 15,16.20)

Signore Gesù,
nessuno ti ha costretto a portare la croce:
sei tu a consegnarti liberamente alla morte
per amore dei peccatori.
Aiutaci a dire anche noi il nostro sì
davanti alla prova e al dolore,
sapendo che non saremo noi a portare la tua croce,
ma sarà la tua croce a portare noi. Amen.


TERZA STAZIONE | Gesù cade la prima volta
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui, per le sue piaghe noi siamo stati guariti. (Is 53,5)

Signore Gesù,
tu cadi sotto il peso della croce.
Come sei umano in questo tuo dolore!
Aiutaci a non vergognarci
dei nostri momenti di stanchezza e a non disperare mai:
nell'ora in cui crediamo di non farcela,
aiutaci a rialzare la testa
e a riprendere il cammino con te. Amen.


QUARTA STAZIONE | Gesù incontra sua Madre
Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima". (Lc 2,34s)

Maria, tu stai accanto a tuo Figlio
lungo la via della croce.
Il suo amore è il tuo, il tuo dolore è il suo.
Aiutaci ad accompagnare
chi porta la croce come tu hai accompagnato lui,
e accompagna anche noi,
Madre del Redentore e Madre nostra amata. Amen.


QUINTA STAZIONE | Il Cireneo soccorre Gesù
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. (Lc 23,26)

Donaci, Padre,
di riconoscere sui passi del nostro cammino,
nell'umile fatica dei giorni,
il volto di colui che ci chiede aiuto,
e ci aiuta a portare il dolore di tutti,
accompagnandoci col suo amore vittorioso
sulla via del nostro dolore,
per fare di essa la via della vita. Amen.


SESTA STAZIONE | La Veronica asciuga il volto di Gesù
Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia. (Is 53,3)

Aiutaci, Padre,
a credere alla forza dei piccoli gesti,
capaci di consolare il cuore di chi porta la croce,
e a riconoscere nei volti sfigurati dalla sofferenza
il volto dell'Uomo dei dolori, che redime il nostro dolore
e non cessa di chiederci
il semplice gesto di un atto di amore. Amen.


SETTIMA STAZIONE | Gesù cade la seconda volta
Salvami, o Dio: l'acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno: sono caduto in acque profonde e l'onda mi travolge. (Sal 69,2)

Umanissimo Signore,
Dio e fratello della nostra vita,
tu che cadi ancora sotto il peso della croce,
aiutaci a soccorrere la debolezza altrui
e aiutaci ad accettare la nostra
per offrirla insieme con te al Padre
e trasformare il dolore in amore,
facendo della fatica dei giorni
aurora di vita. Amen.


OTTAVA STAZIONE | Le donne piangono per Gesù
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. (Lc 23, 27)

Dona anche a noi, Signore,
come alle donne di Gerusalemme,
il dono delle lacrime, che esprimano la profondità dell'amore,
la verità della compassione, la tenerezza del cuore,
e sappiano comunicare agli altri la vicinanza dell'anima,
quando più forte e insostenibile appare il peso della croce. Amen.


NONA STAZIONE | Gesù cade la terza volta
Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Is 53,7)

Signore Gesù,
Agnello condotto al macello,
aiutaci a rialzarci con te dalle nostre cadute
e a percorrere fino alla fine
la via della croce della nostra salvezza,
accettando ogni giorno di andare, liberi e fiduciosi,
dove tu ci precedi e ci accompagni. Amen.


DECIMA STAZIONE | Gesù è spogliato delle vesti
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?... Si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte. (Sal 22,2.19)

Signore Gesù,
spogliato perfino dell'ultimo segno di possesso, le vesti,
quando ci sembra di non avere più nulla,
aiutaci a riconoscerci ricchi di te,
compagni della tua passione nell'esercizio della carità,
signori della nostra vita nel dono della fede, perché, possedendo te, possediamo veramente tutto. Amen.


UNDICESIMA STAZIONE | Gesù è inchiodato alla Croce
Erano le nove del mattino quando crocifissero Gesù... Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra. (Mc 15, 25)

Signore Gesù,
le tue mani, che hanno comandato al vento e al mare,
trapassate dai chiodi della croce,
sembrano il segno della tua sconfitta:
sono invece il sigillo della vittoria dell'amore.
Aiutaci a credere nella potenza della debolezza,
rivelata dal tuo abbandono sulla croce:
e fa' che cerchiamo la nostra vera forza
nel riconoscerci amati e perdonati da te,
resi capaci di perdono e di amore. Amen.


DODICESIMA STAZIONE | Gesù muore
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù gridando a gran voce disse: "Padre nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, consegnò lo Spirito. (Lc 23,44)

Signore Gesù,
che muori abbandonato per amore nostro
e ci dai conforto col tuo dolore,
aiutaci a starti accanto nell'ora dell'abbandono,
insieme col Padre e con lo Spirito Santo,
facendo compagnia al tuo dolore,
per vivere con te l'offerta che salva il mondo e dà vita alla vita. Amen.


TREDICESIMA STAZIONE | Gesù è deposto dalla croce
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù... e, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce. (Mc 15,43.46)

Signore Gesù,
i chiodi che ti hanno trafitto sono i nostri peccati,
la paura di credere, di sperare, di amare.
Fa' che ognuno di essi, abbandonando la tua carne,
porti via con sé la colpa da cui nasce
e lasci posto alla fede, alla speranza e all'amore,
che con la tua morte ci hai ottenuto in dono. Amen.


QUATTORDICESIMA STAZIONE | Gesù nel sepolcro
Nel luogo dove era stato crocifisso vi era un giardino e nei giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. (Gv 19,41s)

Ora tutto è silenzio
e il mondo intero sta attonito dinanzi alla morte del Redentore del mondo.
Resta Maria, a credere, a sperare, ad amare.
Ottienici, Madre del Sabato Santo,
di vivere con fede il nostro pellegrinaggio
nel lungo Sabato del tempo,
per preparare con te la nostra Pasqua
e raggiungere te e il Figlio tuo
nella domenica senza tramonto
della vita che non avrà più fine. Amen.


QUINDICESIMA STAZIONE | Gesù risorge
Giunse Simon Pietro ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra come le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. (Gv 20, 6-8)

Cristo, immagine radiosa del Padre, principe della pace,
che riconcili Dio con l'uomo e l'uomo con Dio,
donaci di cercarti con desiderio,
di credere in te nell’oscurità della fede,
di aspettarti nell'ardente speranza,
di amarti nella libertà e nella gioia del cuore.
Fa' che non ci lasciamo vincere dalla potenza delle tenebre,
sedurre dallo scintillio di ciò che passa.
Donaci il tuo Spirito,
che diventi egli stesso in noi desiderio e fede, speranza e umile amore.
Allora ti cercheremo nella notte,
vigileremo per te in ogni tempo,
e i giorni della nostra vita mortale
diventeranno come splendida aurora,
in cui tu verrai, stella chiara del mattino,
per essere finalmente per noi
il Sole, che non conosce tramonto. Amen. Alleluia!

(a cura di Mons. Bruno Forte)



Sabato della Settimana Santa


Da un'antica “Omelia sul Sabato santo”
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione. Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo:

    "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.

    Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce.

    Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.

    Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio. Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli."

Progetto a cura della redazione www.paoline.it
Testi del Vangelo: Versione ufficiale CEI (2008)
Scelta delle preghiere: Nadia Bonaldo
Voci: Romano Cappelletto, Silvia Mattolini, Nadia Bonaldo, Antonella Mattei, Ciro Nastro

Brani musicali:
Domenica delle Palme: Ouverture, Osanna, Nelle mani di Caifa, da IL RISORTO, Paoline Editoriale Audiovisivi.
Altri giorni della Settimana santa: Christus factus est, Responsorio Settimana santa, Ubi caritas, Antifona, Crux fidelis, Inno, O vos omnes, Responsorio, da MELODIE GREGORIANE; Il misericordioso, da SIGNORE NOSTRA PASQUA, Paoline Editoriale Audiovisivi.

Canto: Chi mi seguirà, da DOMENICHE DI QUARESIMA, Paoline Editoriale Audiovisivi.

Maggio 2012
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