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RUBRICA: IDEE PER PREGARE
Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.
       
Preghiera con i giovani e per i giovani
I lontani. Chiamarono anche altre barche ad aiutarlo
[ REDAZIONE SITO WEB]
Preghiera per i giovani e con i giovani, che si definiscono
lontani da Dio e dalla chiesa. Protagonisti di questa preghiera sono “le sentinelle del mattino”.
“Le sentinelle del mattino”, sono un gruppo di giovani evangelizzatori che a loro volta formano altri giovani evangelizzatori, destinati all’annuncio del vangelo a giovani della strada, i cosiddetti “lontani”.
È lontano chi è incredulo, chi, pur avendo il cuore retto, è ferito perché ha sofferto, non ha percepito amore, non è stato difeso, non ha avuto la fortuna di esempi significativi e convincenti…
“I lontani: questo titolo mi piace!
Sa di nostalgia: di ponti, mantenuti almeno da una parte; di desideri taciuti; d’incontri o di ritorni auspicati, cercati, preparati nella preghiera e nella carità del cuore e dell’intelligenza". (Primo Mazzolari)

È così che questo gruppo di giovani si accostano ai loro coetanei dei “muretti” e con loro fanno esperienza di primo annuncio e di momenti di condivisione e preghiera.
Lo stile è quello di Gesù, che lungo le strade di Palestina si fermava, parlava, chiamava a seguirlo, così come ha fatto con Simone (l’apostolo Pietro), nel brano di Vangelo che viene proposto.

La traccia di preghiera è tratta dal DVD allegato al libro: A. Brugnoli, 
Corso base di evangelizzazione di strada

 
Preghiera iniziale
 
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
 
Ascoltiamo una testimonianza di Don Primo Mazzolari
 
I lontani: questo titolo mi piace!
Sa di nostalgia: di ponti, mantenuti almeno da una parte; di desideri taciuti; d’incontri o di ritorni auspicati, cercati, preparati nella preghiera e nella carità del cuore e dell’intelligenza. 
Sa di esilio. E poiché siamo un po’ tutti esuli, poiché ogni giorno ognuno è in tentazione di perdere o di far perdere la Casa del tempo, introduzione a quella dell’eternità: per tale accorato timore, per tale fraterna sollecitudine, siamo vicini ai lontani, così vicini che essi sono un po’ più noi, sono noi. 
Ci si salva salvando: si rimane nella Chiesa se si ha il coraggio di uscirne per ricondurvi il prodigo: si è cristiani a patto di ascoltare il lamento della pecora perduta e di lasciare le sicurezze per cercare, ritrovare, riportare, sulle spalle e sul cuore, proprio la perduta.
Accade, purtroppo assai di frequente, che uno vada tanto lontano perché qualcun altro s’è spostato in senso opposto. Allora sembra anche più difficile attraversare questa terra di nessuno, la quale invece, è la terra più nostra, santificata dalle lacrime più ineffabili. 
L’incredulità è una formula: la lontananza qualcosa di misurabile come la distanza si due punti fissi. Ma l’incredulo o il lontano, è un cuore il più delle volte retto, un’anima quasi sempre sofferente, un fratello al quale forse è mancata un’assistenza, una difesa, un’interpretazione, un esempio degno della verità. 
Vedere è un cruccio. Chi vede di più, ha un cruccio maggiore. Ah, poter chiudere gli occhi! Il cuore riposerebbe un poco: altrimenti, l’allerta sfibra. 
Ma vedere è pure un dovere: il primo dovere. 
L’amore è occhi aperti.
Canto: a scelta sulla chiamata
 
In ascolto della Parola (Lc 5,1-11)
Un giorno, mentre Gesù, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo
seguirono.
 
Breve scambio sulla Parola
 
Preghiera insieme:
Regala ciò che non hai
occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui tu sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso quando hai voglia di piangere.
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
“Ecco, quello che non ho, te lo do”.
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua
nella misura in cui
l’avrai regalata agli altri.
(Alessandro Manzoni).
 
Canto: a scelta
 
Febbraio 2012
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Ma
Me
Gio
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