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RUBRICA: SUSSIDI PASTORALI
Suggerimenti, stimoli e materiali per catechisti, educatori, animatori, impegnati in una efficace comunicazione della fede.
   
Non straniero ma amico
"Gli altri" sono una ricchezza da valorizzare e integrare, sono portatori di valori al di là della provenienza, cultura e religione.

Giornata del migranteII giornali, i telegiornali, internet, ogni giorno parlano di immigrati clandestini, di ricerca e di
accordi di pace, di guerre che si consumano per interessi religiosi, culturali, economici…
Non possiamo nasconderci che siamo una società multietnica. I nostri ragazzi che vengono al catechismo hanno a scuola, in palestra, sul campo di calcio, all’oratorio, un compagno o una compagna stranieri. Diventa allora urgente un’opera educativa che miri a far comprendere che “gli altri” sono una ricchezza da valorizzare e integrare, che sono portatori di valori al di là della provenienza, cultura e religione.

Occhio sulla realtà
Il catechista può invitare i ragazzi a comunicare i nomi dei loro coetanei e il paese di provenienza. Si prosegue presentando loro il significato della Giornata del migrante e del rifugiato e invitandoli a confrontarsi con le parole: pace, immigrazione, cultura e religione.
- Qual è il significato che danno a queste parole? (scriverlo su una lavagna o su un cartellone).

Lavoro di gruppo
Ascolto in gruppo di due canzoni e confronto tra le parole dei testi delle canzoni e l’esperienza dei ragazzi.

» scarica traccia e testi delle canzoni

Vita a confronto
I ragazzi si ritrovano insieme e presentano la loro esperienza.
Sono invitati a:
- mettere insieme le parole o espressioni che hanno condiviso e scelto di comunicare al gruppo.
- unificare quelle uguali e simili e poi votarle. Quelle più votate divengono le parole del gruppo.

Cosa dice il Vangelo
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. (Lc 2,1-7)

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto,dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». (Mt 2,13-15. 19-23)

In una breve riflessione cercare di rileggere l’esperienza del gruppo con la Parola del vangelo e concludere con la preghiera.

Preghiamo

No, non è vero che la diversità
viene accettata spontaneamente.
Ci sono momenti in cui essa
mette a dura prova i nostri nervi,
ci sono frangenti in cui
vorremmo annullarla, come d'incanto,
per trovare tutti d'accordo con noi,
con gli stessi gusti e gli stessi desideri.
Tu ci hai fatti diversi:
lo vogliamo o no, questa è la realtà.
Una realtà scomoda,
per chi ama troppo l'ordine.
e la compattezza.
Una realtà colma di ricchezza,
per chi sa apprezzare le risorse
in qualunque persona.
Una realtà imbarazzante
per chi la avverte come un attentato
alle sue opinioni,
alla sua personalità.
Una realtà benefica,
per chi ama la propria e l'altrui libertà.
Grazie, Signore, per tutte le differenze
di pelle, di cultura, di tradizioni.
Grazie per averci salvati
dall'omologazione e dall'appiattimento,
dalla clonazione e dalla massificazione. (Diversità, preghiera di Roberto Laurita)

La sintesi di tutto il lavoro diviene l’esperienza del gruppo e l’impegno a vivere con i compagni e gli amici stranieri in modo nuovo, rispettandone la storia, la religione, la cultura.

Alcune proposte
1 - Per rendere vitale il cammino percorso nella catechesi e nella preghiera invitare una famiglia immigrata a raccontare la propria esperienza.
2 - Preparare con i ragazzi una festa con le famiglie immigrate della parrocchia. Fare organizzare da loro giochi, danze, canti e altro.
3 - Coinvolgere le famiglie dei ragazzi per preparare dei dolci o piatti tipici dei luoghi di provenienza.
4 - Allestire con i ragazzi un recital da cui sono tratte le canzoni: Ero forestiero di Fabio Baggio, coinvolgendo le famiglie straniere della parrocchia.

Marzo 2010
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