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RIVISTA: CATECHISTI PARROCCHIALI

Mensile a colori, di formazione e metodologia per catechisti, con un inserto tematico per riflettere e interagire con ragazzi e adolescenti.
pp. 48, € 2.00

   
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Noi, ragazzi di oggi

settembre 2009 - n. 6
Dossier: Ragazzi & dintorniInserto di Catechisti ParrocchialiFamigliasettembre 2009 - n. 6

Sommario:

Editoriale
Noi, ragazzi di oggi
[Gabriella Collesei]
I ragazzi di oggi sono protagonisti di tanta cronaca nera: violenza, bullismo, abuso di droghe… Gli esperti parlano di vera emergenza educativa. Tuttavia, gli adulti hanno le loro responsabilità e non possono rimanere assenti dai luoghi di ritrovo dei giovani. La sfida educativa, oggi, è questione di creatività.

Conoscere la Bibbia
Il profetismo nel Medio Oriente antico
[Renato de Zan]
Il profetismo è presente anche nel Medio Oriente antico, in Egitto e, soprattutto, nella terra di Canaan e in Mesopotamia; con queste due ultime civiltà, il profetismo biblico ha contatti formali e più accentuati. La suddivisione più adeguata del profetismo in Israele è quella che distingue tre fasi: paleoprofetismo, profetismo classico e profetismo apocalittico.

Vivere la Messa
Celebrazione che cambia la vita [leggi l'articolo]
[Roberto Laurita]
Il significato di ogni liturgia emerge dall’azione. La struttura della Messa si svolge in quattro atti: tempo dell’entrata o dell’accoglienza; tempo della Parola; tempo del rito; tempo del congedo o dell’invio in missione. In uno schema si presenta l’incrocio tra la linea del tempo orizzontale e quella verticale che ne scandisce il ritmo reale.

Itinerario – Io sono con voi
Diamoci la mano!
[Emilio Salvatore]
L’itinerario privilegia, per i più piccoli, la simbologia della mano. Parte dall’esperienza, per leggerla alla luce della Parola e offrire attività concrete e indicazioni per la vita. Rinvia, inoltre, a iniziative che coinvolgono anche i genitori. Dio con la sua mano sostiene e protegge i suoi figli e darsi la mano per accogliersi è assomigliare a Dio Padre.
 
Itinerario – Venite con me
I pescatori del lago
[Silvia Zanconato]
L’itinerario, a partire dall’approfondimento del brano biblico, indica attività a dinamiche per coinvolgere i fanciulli, e proposte per i genitori. La forza della chiamata di Gesù si coglie dalla sollecitudine con cui i primi discepoli lasciano tutto e lo seguono. La dinamica dei «pesci» consente di esprimere la volontà di seguire Gesù e diventare «pescatori di uomini».

Itinerario battesimale
Pastorale pre e postbattesiamle
[Fabio Narcisi]
Perché la pastorale battesimale non si riduca a pochi incontri, quasi inefficaci, si offre un itinerario pre e postbattesimale per accompagnare le famiglie nell’educazione religiosa fra le mura domestiche e favorire il progressivo inserimento nella comunità. Si dà, così, unità al percorso di iniziazione cristiana, accompagnando i figli fino alla soglia degli altri sacramenti.

Sussidi liturgici e pastorali
Festa di accoglienza (vai alla rubrica)
[M. Rosaria Attanasio]
Una celebrazione di gioia e di festa che fa ritrovare, come comunità di fede, e prepararsi insieme a vivere il cammino di conoscenza di Gesù e di impegno nell’annuncio. La presentazione dei segni e simboli della salvezza, oltre a creare maggiore partecipazione, immette nella concretezza e nella gratuità dell’amore di Dio.  

Note di psicopedagogia
Tanti bambini… un gruppo
[Franca Feliziani Kannheiser]
Già dal primo incontro di catechesi, occorre cambiare prospettiva: non catalizzare l’attenzione sui singoli fanciulli, ma sul gruppo che comincia a comporsi con le sue leggi e la sua identità e prende forma assieme alla catechista. Le chiacchiere, il chiasso? Sono espressione della forza che lega un gruppo e del bisogno di socializzare.

Comunicare con sprint
La strana mania del talk-show
[Rosario Carello]
Il modello del talk-show sostituisce i tradizionali convegni; allora, organizziamone uno, rispettando le regole del gioco: costituire i gruppi di autori; definire l’argomento e lo sviluppo; organizzare la messa in scena sul palco; stabilire un esperto di linguaggio televisivo (giudice) come punto di riferimento e di confronto.

Catechisti protagonisti
Le lettere di san Paolo ai veneziani
[Christine Huriet Del Torre]
I ragazzi della parrocchia di san Trovaso/Carmini (VE) hanno vinto il primo premio del Concorso «Immagina san Paolo», per i gruppi in preparazione alla cresima. Essi si sono coinvolti al massimo nella realizzazione di un video che li ha visti protagonisti di una comunità, seguita da Paolo. Interessanti le modalità di approccio «marittime» scelte e la valorizzazione della laguna.

Spazio dialogo
SOS cconfrontiamoci
[Tonino Lasconi]
Si individuano alcune emergenze più preoccupanti e interpellanti per i catechisti, quali: l’inefficacia educativa; la presenza limitata della famiglia; i media asfissianti, per suscitare dibattito e confronto su di esse.

Ascolto e seguo Gesù
Il Vangelo della Domenica per i ragazzi
[Annalisa Gasbarro, Ilaria Smelzo, Silvia Zanconato]
Pagelline da ingrandire, fotocopiare e colorare, corredate da proposte per vivere con creatività e partecipazione l’Eucaristia domenicale.

Vocazioni e ministeri nella Chiesa
Anno sacerdotale
[M. Rosaria Attanasio]
In occasione del 150° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, Benedetto XVI ha indetto l’anno sacerdotale dal tema: «Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote».

Eventi
Vangelo senza confini
[Teresa Beltrano]
È il tema della Giornata Missionaria Mondiale del 2009, che invita le comunità a non considerare soltanto le immediate esigenze di evangelizzazione del proprio contesto, ma a condividere l’annuncio del Vangelo a dimensione universale.


Vivere la Messa
Celebrazione che cambia la vita
[Roberto Laurita]

Come comprendere 
il significato della celebrazione Eucaristica?
Quali le sue tappe essenziali?
Lo schema che viene proposto
offre un aiuto semplice e chiaro 
per l’approfondimento del tema

Le riflessioni che i lettori troveranno in questa rubrica, a partire da questo articolo, non pretendono di essere originali.
Si desidera raggiungere un unico scopo: offrire un aiuto semplice e chiaro a tutti coloro che partecipano alla Messa perché possano cogliere meglio il significato di quello che vivono.
L’idea guida è semplice: mostrare come il significato dell’Eucaristia e la comprensione del suo mistero sono offerti già nella celebrazione stessa, cioè nel suo svolgimento. La liturgia, infatti, non consiste in quello che si dice, ma in quello che si fa. Il significato emerge dall’azione, ma questa ha costantemente bisogno di nutrirsi di significato.

Ognuno potrà intuire quale sarà il filo conduttore. Seguiamo la struttura della Messa, che si svolge in quattro atti. Ed è quanto accade in ogni celebrazione che ha, in ogni caso, quattro tempi: il tempo dell’entrata (o ingresso) o dell’accoglienza; il tempo della Parola; il tempo del rito; il tempo del congedo o dell’invio in missione.
Presentando questi «atti», ci domandiamo che cosa essi ci dicono del Mistero eucaristico e come possiamo compierli nel modo migliore. Le nostre pagine vogliono, dunque, approfondire la partecipazione personale e comunitaria, una partecipazione che il concilio Vaticano II vorrebbe «consapevole, attiva e fruttuosa» (Sacrosanctum Concilium 11).
Possa il sacramento del Corpo di Cristo far crescere il corpo della Chiesa nella fede sempre ardente e nell’amore offerto con generosità.

Le tappe della celebrazione
Per essere più chiari abbiamo voluto ricorrere a uno schema (scarica il pdf), che richiede alcune precisazioni e spiegazioni.
Si presenta un incrocio tra l’orizzontale e il verticale.
L’orizzontale è la linea del tempo, dello svolgimento. È la dinamica della celebrazione. Come accade nel canto gregoriano e in ogni sinfonia, c’è un crescendo di ritmo, che può raggiungere anche il culmine del dramma, ma poi si conclude in un finale generalmente rappacificato e sereno.
La linea, che circola attraverso tutta la pagina dello schema, rappresenta la continuità di questa dinamica eucaristica.
Senza questa dinamica, si corre il rischio di spezzare la celebrazione in tanti «tronconi». E allora capita di annoiarsi e di non coglierne l’insieme.
• Il verticale rappresenta la linea della divisione del tempo (e dello spazio). È la ripartizione, la scansione in tappe. Senza questa linea la celebrazione sarebbe tutta uguale e priva di una progressione reale. Si noterà la grande divisione in quattro tempi, che è del tutto tradizionale.
Ma ci si accorgerà anche di quelli che noi chiamiamo momenti di passaggio o anche zone di decompressione. Ogni nuova tappa della celebrazione non può ignorare quello che l’ha preceduta, se vuole portare veramente qualcosa di nuovo.

Un «momento di passaggio» è una specie di «zona intermedia». È quella zona per cui passa il sottomarino in immersione prima di uscire allo scoperto. È quel luogo che attraversiamo per uscire o entrare in chiesa, quando c’è una porta dotata di un piccolo riparo (bussola) o addirittura un nartece… Non siamo più all’esterno della chiesa, ma nello stesso tempo non siamo entrati veramente. Siamo ancora un poco nella tappa precedente della celebrazione e non siamo veramente entrati nella tappa che segue. È un momento che ci permette di distenderci per poi concentrarci meglio. Non possiamo immaginare che le diverse parti della Messa siano come perle da infilare una dopo l’altra nella collana.
Certo, ogni celebrazione avrà la sua originalità e non potrà essere la copia di questo schema generale. Ma noi siamo sicuri che seguirà, da vicino o da lontano, questo itinerario, che è un percorso di verità e di vita.

Riti iniziali
Elementi di un dinamismo
• Un’azione. L’Eucaristia è un’azione. La si chiamava così fin dai primi secoli (actio è una parola latina che è già contenuta in un’altra parola che serviva a designare l’Eucaristia delle origini: fractio, cioè «spezzare il pane»).
Quest’azione ha necessariamente un inizio e una fine, ma mai un inizio assoluto o un finale assoluto.
Altrimenti ogni Messa diventerebbe una specie di meteorite caduto dal cielo e non si saprebbe che cosa farne.
• Un momento di passaggio. Si capisce meglio, allora, quanto sia necessario il momento di passaggio ricordato poco sopra. Non si entra nella Messa come si sale su un autobus che si è appena fermato. Ci vuole un po’ di tempo, una transizione, sempre che i cristiani abbiano trovato il tempo di arrivare in orario! Non è cosa di poco conto «lasciare» la famiglia, la casa, le occupazioni immediate…
Quando si entra in una chiesa si hanno ancora nelle orecchie le grida dei bambini, i litigi dei più grandi, le preoccupazioni legate alle proprie responsabilità o anche semplicemente al cibo da mettere in tavola, al pieno di benzina da fare…
• Un portico d’ingresso. Non sarà affatto inutile, se si deve ritrovare una certa pace, riprendere coscienza di se stessi, del proprio rapporto con Dio. I riti d’inizio o di ingresso sono come un portico allungato, una specie di «nartece» che parte da casa nostra e ci permette di arrivare fino all’altare dell’Eucaristia.
Se è vero che la Messa comincia sempre «in un certo posto e a una certa ora», è altrettanto vero che il portico di ingresso ci permette di penetrare nel mistero con un desiderio e un senso di attesa e anche – perché no? – con un certo gusto: tutti atteggiamenti indispensabili.
• Un segno. L’importanza di questo primo momento è grande. Si tratta niente meno che di comprendere e assaporare la bellezza di un sacramento. Ogni rito – e il rito di ingresso in modo particolare – è un segno, cioè una realtà nella quale e attraverso la quale noi viviamo quello che Dio ci dona.
Un sacramento è un segno in cui si svolge e si effettua l’azione di Cristo nella Chiesa, cioè nell’azione degli uomini. È il Cristo che agisce ed è la Chiesa che compie il rito: ecco che cosa diventeranno i riti iniziali se assolveranno bene la loro funzione.

Per la riflessione personale e di gruppoNella nostra catechesi, nella nostra educazione alla liturgia:
• ci preoccupiamo più di spiegare «i singoli elementi» oppure cerchiamo di far cogliere il dinamismo della celebrazione?
• Che cosa significa per noi, concretamente, disporre il cuore alla celebrazione? Ci sono alcuni atteggiamenti che viviamo in modo particolare e il cui significato riusciamo a trasmettere ai bambini, ai ragazzi, ai giovani?
 

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