Luca, tra i tre evangelisti: Matteo, Marco e Giovanni, si distingue perché ha scritto un’opera in due volumi, il Vangelo che porta il suo nome e gli Atti degli Apostoli.
Quest’ultimo inizia così: “Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo” (At 1,1-2).
L’illustre Teofilo - forse una persona greca ricca e colta, ma più probabilmente la persona che ama Dio e lo cerca; simbolo di tutti i futuri lettori degli Atti degli Apostoli e del Vangelo.
Luca dall’esperienza ecclesiale rimanda a Gesù che ne è la fonte e la ragione. Noi, invece, siamo abituati a leggere prima il Vangelo e poi gli Atti degli apostoli.
I due volumetti trasmettono alla comunità cristiana l’originale riflessione su Gesù dell’evangelista e gli inizi della comunità cristiana, che segue alla risurrezione di Gesù.
Luca è affascinato dalla persona di Gesù e da tutto ciò che è accaduto dopo la sua morte, cioè la nascita della Chiesa, per opera dello Spirito Santo. Senza la testimonianza dei primi cristiani fedeli al Signore fino al martirio, Gesù non sarebbe stato conosciuto.
Chi è Luca? Questo nome compare tre volte nell’epistolario paolino.
L’apostolo Paolo lo ricorda come suo collaboratore: “Vi saluta Epafra con Marco, Aristarco, Dema e Luca miei collaboratori” (cfr Fm24); come medico a lui molto caro: “Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema” (Col 4.14); infine, ricorda che Luca gli rimase fedele durante la prigionia: “Solo Luca è con me” (2Tim 4,11). Paolo, sembra alludere a Luca nella seconda lettera ai Corinti, dove scrive: “Con lui abbiamo inviato anche il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo” (2Cor 8,18).
Gli Atti degli Apostoli testimoniano che Luca accompagna Paolo in alcune tappe dei viaggi missionari.
A partire dal capitolo sedici, Luca racconta le vicende missionarie di Paolo usando la prima persona plurale (At 16,6). Gli studiosi, per dire che la persona che scrive, con tanta partecipazione e stupore, è protagonista della storia narrata, chiamano questa parte ‘Sezione noi’.
Il Vangelo secondo Luca e gli Atti degli Apostoli trasmettono un ritratto di Luca come il credente/testimone che interpreta la vita cristiana e la missione in continua crescita.
Il Vangelo narra il tempo di Gesù, gli Atti degli Apostoli narrano quello della Chiesa nella quale Gesù è presente ed agisce, per la forza dello Spirito, nei suoi testimoni.
Luca può essere definito l’itinerante per eccellenza. Itinerante non perché corra fisicamente, ma perché vede la vita cristiana come cammino in avanti fino al compimento del regno di Dio, iniziato in Gesù.
Da sapere che
Solo Luca chiama la fede cristiana “la Via”. Nel presentare Paolo gli fa dire: “Io perseguitai a morte questa nuova Via” (At 22,4) e: “Adoro il Dio dei nostri padri secondo questa Via” (At 22,14).
Luca nel Vangelo appare come l’evangelista della “via di Gesù” che dalla Galilea va a Gerusalemme. Negli Atti degli Apostoli come l’evangelista della “Via” (Gesù risorto) che da Gerusalemme arriva a Roma, per raggiungere il cuore dell’impero romano, considerato centro del mondo.
Spesso le traduzioni rendono il termine ‘Via’ con ‘dottrina’ impoverendo il contenuto di ‘Via’ che indica la fede in Gesù o Gesù stesso. I cristiani non hanno una nuova dottrina in opposizione a quella giudaica, ma Gesù; credono in lui e si comportano secondo Gesù.
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