Musica
Andare oltre: limite o opportunità?[Mariangela tassielli]
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Qual è la «giusta distanza» tra possedere,
gestire e volere a tutti i costi e senza criterio?
Come vivono i ragazzi
il rapporto con le cose?
Quale la loro visione del «possesso»?
La virtù della temperanza,
forse, ha da dire qualcosa anche oggi.
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Gli esperti dicono che, normalmente, un articolo non dovrebbe mai iniziare con un interrogativo. Vi assicuro però che, questa volta, la tentazione è forte perché, se è vero che esplorare le virtù e i vizi con la musica è interessante, altrettanto vero è che la totale assenza di materiale che abbia a che fare con la temperanza non è un elemento da sottovalutare.
Parliamo di temperanza come equilibrio, armonia, ordine, misura. Parliamone pure, ma esiste qualcuno che ci crede? Esistono cantautori che prospettano, almeno lontanamente, la possibilità di una vita misurata, armonica, lontana dagli eccessi? C’è chi cerca equilibri instabili, precari, fatti di illusioni, di sottili fili da acrobati su cui tentare di restare in piedi. Ma è grande la distanza tra gli equilibri e l’Equilibrio. «Ho bisogno di sentirmi utile, lo faccio per me, voglio darmi delle regole… non mi voglio vulnerabile, ho bisogno di un codice e anche di un perché», cantano gli Stadio in Equilibrio instabile.
Nell’attuale panorama musicale, non si può non riandare a Vita spericolata di Vasco, dove l’eccesso e la non misura sembrano l’unica risposta possibile per chi cerca regole e stabilità tra la mente, i desideri e il cuore.
È sempre importante chiedere ai ragazzi stessi di cercare e trovare dei riferimenti musicali attinenti al tema, magari dopo aver discusso di «temperanza» con l’aiuto delle altre rubriche del dossier. Noi, vista la difficoltà di trovare riferimenti espliciti a questa virtù, proponiamo di costruire il percorso a partire non dalla temperanza, ma dal suo opposto: l’eccesso.
Vi suggerisco, allora, una serie di brani che mettono coraggiosamente il dito nella piaga. Tenteremo di aprire uno scorcio fatto di concretezza e normalità accompagnati da Syria, Huga Flame, Ligabue e Delta V, per cogliere tutte le possibili implicanze di «un vivere oltre».
Innanzi tutto il martellante invito di Giorgia: Vivi davvero!, seguito dal testo degli Huga Flame, giovani rappers che si definiscono in Generazione fuori controllo; le loro parole sono forti, dirette e senza peli sulla lingua: soltanto chi vive, oggi, sempre «oltre», in un «fuori controllo» del cuore, dell’anima, dei pensieri, vive sul serio. Si tratta di un vero ritornello «bomba», capace di attivare nei ragazzi molte domande.
Incrociamo, poi, Generazione fuori controllo con Senza regole di Syria e proviamo a chiedere ai ragazzi quali siano realmente le regole, quale sia la giusta misura: resistere e lottare con rabbia e violenza o trovare il giusto equilibrio in se stessi? Chi è il vero «forte», di quella forza che nemmeno il tempo riesce ad abbattere? Essere «fuori controllo», significa soltanto evadere dalle regole esteriori o può anche implicare la scoperta di non esser più padroni, neppure di se stessi? Cerchiamo, come sempre, di ascoltare i ragazzi evitando «filtri» a priori; vederli in relazione, ascoltare le loro posizioni è un’ottima opportunità per cogliere la loro ricerca di equilibrio o i loro eccessi.
Tra tutte le voci possibili, non si può tacere il contributo del Liga che, con due testi in particolare – Voglio volere e Il centro del mondo –, ci aiuta a riflettere sulla temperanza, come quella «giusta distanza» dal possedere, dal gestire e volere a tutti i costi e senza criterio. Come vivono i ragazzi il rapporto con le cose? Quale la loro visione del «possesso»?
Essere temperanti, infatti, significa anche costruire e intrattenere una relazione positiva con i «beni», mentre la voglia incontrollata di ottenere tutto, facendo di se stessi l’unica misura e l’unico criterio, porta ad atteggiamenti di rottura, di disarmonia.
Chiediamo ai ragazzi di definire il «loro» centro del mondo, su che cosa ruota e gravita la loro vita quotidiana, con le scelte concrete di ogni giorno; e chiediamo che cosa significhi «oltre», «superare i limiti». Può davvero bastare un mondo fatto «a mia misura»? Con chi me la potrei prendere, se alla fine risultasse troppo stretto? Siamo all’altezza dei nostri sogni?
Non vorrei parlare, a questo punto, di conclusione. Una discussione come questa, in realtà, è soltanto l’inizio di un possibile percorso di crescita; vi suggerisco così una canzone che indica qualche pista, piuttosto che imporre una soluzione definitiva. Si tratta di Fuori controllo dei Delta V: «Ho perso il mio controllo sulle cose di ogni giorno e sento la mia memoria vuota come aria da non respirare, ma ci vuole del coraggio per restare sempre in piedi…».
Dove abita il coraggio di vivere, di scegliere, di essere protagonisti fino in fondo? Dove sta la vera libertà: nell’andare oltre ogni regola o esiste un’altra possibilità per una coscienza libera e trasparente?
Lavoriamo insieme
Canzoni utili
Stadio, Equilibrio instabile, da Storie e geografie;
Ligabue, Il centro del mondo, da Secondo tempo;
Syria, Senza regole, da Non è peccato;
Delta V, Fuori controllo, da Pioggia rosso acciaio.
Generazione fuori controllo Huga Flame
Siamo figli di ’sto mondo maledetto
i problemi schiacciano i sogni
sempre su un fondo del cassetto
aggrappati ad un domani in cui si spera
ed un bicchiere in più
per sfogarsi il sabato sera
giorni in cui vorresti gridare liberare
quella rabbia che da troppo
sei costretto a soffocare
stanco di tutti i limiti e dei no
di chi vuol manipolare l’unica vita che ho […].
La nostra mente fuori controllo,
il nostro cuore fuori controllo
la nostra anima fuori controllo,
una generazione fuori controllo,
i miei pensieri fuori controllo,
le mie parole fuori controllo,
le mie emozioni, il futuro, il mio mondo
fuori controllo…
Voglio volere Ligabue
Voglio volere, io voglio un mondo
all’altezza dei sogni che ho
voglio volere, voglio deciderlo io
se mi basta o se no, voglio volere,
voglio godermela tutta fin quando si può
voglio un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo
un mondo facile
che paga lui e vuole fare lo splendido
voglio non dire mai «è tardi» oppure «peccato»
voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato.
Voglio volere tutto cosi,
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me, per me.
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