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RIVISTA: CATECHISTI PARROCCHIALI

Mensile a colori, di formazione e metodologia per catechisti, con un inserto tematico per riflettere e interagire con ragazzi e adolescenti.
pp. 48, € 2.00

       
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Dossier: Ragazzi & dintorni
Inserto di Catechisti Parrocchiali


Famiglia

settembre 2009 - n. 6
Catechisti parrocchiali


Noi, ragazzi di oggisettembre 2009 - n. 6

Sommario:

Flash
Tra spot e realtà
[Tonino Lasconi]
Se «metter su famiglia» è come comperare una nuova TV, non ci si meraviglia quando la si butta perché non piace più. Attenzione: è davvero un buon affare pensare alla famiglia con la mentalità della pubblicità?

Bibbia
La famiglia come la vita
[Tonino Lasconi]
Non è un gioco la famiglia e la Scrittura non scherza. Niente sentimentalismi facili, ma vuoti: la Bibbia, con molta serietà, affronta i problemi e le fatiche di crescere insieme come sposi, genitori, figli e fratelli.

Attualità
Dire, fare, baciare 
[Fausto Negri]
Vivere in una famiglia solida e avere due genitori attenti è, ancora oggi, una delle più grandi fortune della vita. Ma non si nasce né con la patente di bravi genitori né con quella di bravi figli: tutti si impara, gli uni dagli altri.
 
Musica
Fra sogni, muri e mattoni [leggi l'articolo]
[Mariangela Tassielli]
Invece di muri solidi che proteggono, spesso la famiglia è il luogo dei muri e basta, e sono tanti i cantautori che, in positivo e in negativo, esplorano le difficoltà, ma anche le sfide appaganti delle relazioni familiari.

Cinema
Superare la siepe
[Cecilia Salizzoni]
Non solo al cinema con la famiglia, ma cinema sulla famiglia. Il buio oltre la siepe e The war sono ottimi esempi di riflessione sui ruoli di genitori-figli e di quanto essi incidano sul modo di pensare e vivere il mondo.

Esperienze
Libertà di restare
[Maria Cecilia Scaffardi]
Paola, orfana di madre e con un papà inaffidabile, dopo anni di istituto è accolta in famiglia. È una scoperta bella e impegnativa di nuovi genitori, di nuovi fratelli che, pian piano, la fanno sentire non più ospite, ma membro effettivo.

Test
Missione famiglia
[Maria Teresa Panico]
Essere famiglia è un impresa… impossibile? Ma senza di essa, che cosa saremmo? Che cosa diventeremmo? Credi davvero nella forza e nella grandezza di questa piccola cellula che costituisce la società?
 
Internet
La famiglia diventa rete 
[Alessia Cambi]
A dispetto di chi credeva avessero il potere di disgregarla, le nuove tecnologie hanno rafforzato i legami di famiglia: basta una e-mail per tenersi in contatto anche da lontano e non c’è niente di meglio di un bel videogame da godersi tutti insieme.

Bacheca
Ragazzi & dintorni
Con le parole sbagliate si può scatenare una guerra: occhio allora! Leggi qui alcune provocazioni e le frasi di uomini saggi, e non dimenticare di ringraziare il Signore per il dono prezioso della tua famiglia.

Fumetto
La finestra di Giulio
[Roberto Desiderati]
Hai l’impressione che nessuno ti ascolti? Che non si accorgano dei tuoi bisogni? Succede in famiglia, quando tutti sono presi dagli impegni. Attenzione, però, perché non sempre quel che sembra è quel che è.


Musica
Fra sogni, muri e mattoni
[Mariangela Tassielli]

Si può parlare di famiglia 
con i ragazzi partendo dalla musica?
Ecco alcune proposte 
per provarci insieme!
Alcune canzoni 
possono aiutare ad affrontare il dibattito.
 


Valorizzare la musica per attivare una riflessione trasversale sulla famiglia è tutt’altro che scontato e assolutamente molteplici sono i suoi risultati. Positivo è sostanzialmente il risultato del sondaggio lanciato sul web. Alla domanda: «La mia famiglia è luogo di crescita, di speranza, di amore reciproco gratuito e paziente, capace di stima e fiducia reciproca?», il 38% risponde: «Sì, anche se spesso è un po’ dura»; il 28%: «Dipende, ce la mettiamo tutta» e altre piccole percentuali si dividono tra il: «Decisamente sì», il: «Magari lo fosse» e ancora: «Amore?! Se sì, non me ne sono accorto».
Giovani sinceri, realisti e pur sempre ottimisti, mi verrebbe da dire.

Scelgo di fare pit stop su una canzone dal titolo provocatorio, ma sostanzialmente espressivo del pensare giovane. Il brano è S’inkazza degli 883; ne riporto qui parte del testo: «Quando torni a casa alle sei, come un Ninja fai le scale entri con passo felpato ma poi accende la luce e lei ti assale […]. Quando ti fai troppe docce, quando proprio non ne fai, quando lasci le mutande in giro, quando il lesso non lo vuoi. Questa casa non è un albergo lo dice anche papà. Tu te ne freghi non hai rispetto e neanche la dignità. Quando ti alzi a mezzogiorno, quando a casa non sei mai; quando invece ci stai sempre, “Devo pulire, te ne vai?”».

Con i ragazzi, proprio a partire dall’ascolto in gruppo, si potrebbero far scrivere le «frasi storiche» della propria famiglia, quelle che i muri per primi ripeterebbero, se potessero parlare… Quelle frasi, cioè, che i genitori rivolgono loro con maggiore frequenza, nel bene e nel male. Il lavoro deve essere personale e, proprio per favorire maggiore spontaneità e verità, si potrebbero dare ai ragazzi alcuni foglietti da raccogliere che rimarranno anonimi e che verranno trascritti sulla prima colonna di un poster. In gruppo, poi, sulle altre due colonne si possono riportare le emozioni e le reazioni relazionate a ogni espressione verbale: ad esempio «Non ne fai mai una giusta – rabbia, odio (emozione); me ne andrei di casa (reazione)».
Alla fine del lavoro, che sarebbe auspicabile durasse più di un singolo incontro, è importante tirare le fila rispetto alle frasi: sono voci di rimprovero o approvazione? Di dissenso o gratificazione? Quali sono i rimproveri più costanti e quali i sentimenti più forti? Le reazioni sono equilibrate? Spaccano o lasciano spazio a possibili ricostruzioni?
Chiaramente, proprio per far emergere il mondo-famiglia a cui ogni singolo appartiene, è bene far presentare ai compagni il brano che più rappresenta il loro modo di concepirla e viverla.
Fino a questo punto abbiamo dato spazio alla voce dei figli, a chi percepisce la famiglia dal «basso», a chi se la ritrova senza averla scelta, a chi la vive o la subisce, a chi la ama o la usa. Prima di chiudere, però, il nostro percorso credo che possa essere interessante aprire uno scorcio su chi la famiglia la vive e la guarda da genitore. Sanremo 2009 ci ha regalato una canzone che, proprio un giovane diciottenne ha definito tenera e intensa, «forse non adatta ai giovanissimi» – mi scrive Giuseppe – «ma sicuramente significativa». Si tratta di Una piccola parte di te, cantata da Fausto Leali; la riportiamo nel box anche se, soltanto in alcune sue parti; proviamo ad agganciare una possibile dinamica esplorativa.
La prospettiva è decisamente opposta a quella iniziale, ma proprio in conclusione non possiamo lasciarci sfuggire una buona occasione per spingerci ulteriormente in profondità.
Avviciniamoci al «muro che segna il confine» e proviamo a farlo smantellare dai ragazzi: una sorta di distruzione atta, però, al riconoscimento e alla ricostruzione. Cerchiamo, cioè, di individuare con i ragazzi quali sono i mattoni che nel tempo fanno sì che quel muro si costruisca e diventi alto: i diversi linguaggi? Le nuove tecnologie? Quali sono le prospettive dei genitori? E quali quelle dei figli? Il muro è fatto di mattoni o di gomma? Ci si rimbalza inutilmente contro o si può costruire qualcosa?

E proprio al rush finale un’ultima provocazione: la mia famiglia è per me un ponte verso il futuro o una gabbia scomoda e che mi inchioda al passato? Il Maestro di Renato Zero potrebbe essere una delle più significative canzoni per guardare alla famiglia come a un grembo che continua a generare vita:
«Io scommetto che li straccerai / il maestro è qua ti benedirà puoi esibirti, sbizzarrirti. / È il momento tuo: lanciati così, butta fuori il meglio adesso sì / l’anima ce l’hai conta su di lei / puoi sfidare il mondo adesso, o mai! […] / Io ti guardo e sento che puoi farcela… / maledetta sorte puoi sconfiggerla / non ti lascerò senz’alibi io no, / punta in alto credi a me… guarda avanti!».
La figura de Il Maestro dice la forza di una presenza significativa – «generativa» direi – lì dove la vita è sinonimo di stima, fiducia, amore gratuito e libertà interiore.

Una piccola parte di te (Fausto Leali)
Quando crescono i figli,
non li tieni più in braccio
ma diventi un ostaggio, per il loro futuro
e si alza quel muro che non c’era mai stato
che segna il confine
tra presente e passato…
Quando crescono i figli
non ti danno più retta
Hanno sempre ragione,
vanno troppo di fretta
Sanno dirti soltanto
«Buonanotte o Buongiorno»
E ti accorgi che è meglio…
se ti levi di torno… […]
Quando crescono i figli
c’è uno scontro diretto
tra le loro esigenze e il tuo mare d’affetto
chi si crede più grande,
chi si sente più vecchio.

Lo conosco poco di Biagio Antonacci è un buon testo per esplorare la relazione genitori-figli e, nello specifico, padre-figlio. Può essere un’efficace canzone-specchio rispetto a relazioni a volte inesistenti, spesso sperate o pretese, ma mai costruite con determinazione e volontà.
Mi dispiace di Laura Pausini è una lettera aperta di una figlia alla propria madre e si pone come adeguato strumento, soprattutto con i giovani, per creare una riflessione fra le memorie e i conflitti dell’infanzia e dell’adolescenza e i desideri di riappropriazione di un rapporto sentito come necessario.
E sempre sulla stessa linea poniamo e consigliamo Mamma & papà di Alex Britti. Anche qui, con una visione tipica del figlio ormai adulto, si può proporre ai ragazzi un percorso che li porti a esplorare l’idealità familiare tipica dell’infanzia, l’età degli scontri e poi la vita in prima linea, capace di lanciare, rispetto al passato, sguardi più matur

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