EsperienzeA scuola di mondo[Silvia Zanconato]
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Quanto coraggio
hanno i giovani
ad affrontare altri usi,
costumi, culture?
Si propone l'esperienza
di un Liceo di Roma
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All’inizio sembrava un po’ una pazzia. Non tutti tra gli insegnanti ne erano convinti: «Così lontano?», «Ma è proprio necessario?», «Per far pratica di inglese non si può andare semplicemente nel Regno Unito?». Reazioni comprensibili davanti alla proposta della professoressa di inglese che, senza farsi scoraggiare, insisteva a voler portare un gruppo di ragazzi in Cina! È cominciata così l’avventura, tra titubanze e comprensibili esitazioni, ma anche con il coraggio dei docenti che hanno saputo
aprirsi al nuovo, decidendo di offrire ai loro
alunni una reale occasione di
incontro con altri popoli e culture.
E questo primo grande viaggio «lontano» è diventato una tradizione del Liceo Classico «L. Manara», nel cuore del quartiere Monteverde di Roma.
Prima la Cina, poi l’India e ancora Honk Kong.
L’idea è semplice: una scuola offre ospitalità a un’altra che, l’anno successivo, ricambierà ospitando a sua volta nel proprio Paese gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa. Durante il periodo dello «scambio culturale» sono coinvolti non soltanto ragazzi e professori, ma anche le loro famiglie che aprono le case donando generosamente accoglienza materiale, ma soprattutto tanta disponibilità e amicizia.
La lingua comune è ovviamente l’inglese e, così, il viaggio diventa l’occasione anche per impratichirsi.
Ma non è davvero questo lo scopo primario. Dietro c’è la convinzione che solamente la
conoscenza diretta e la
condivisione di semplici, ma fondamentali esperienze di vita aiutino veramente a «mettersi nei panni» gli uni degli altri. Mangiare insieme, visitare insieme i luoghi caratteristici delle rispettive tradizioni e addormentarsi insieme a fine giornata – magari commentando i tanti incontri e le sensazioni vissute – vale sicuramente più di tutti i viaggi «virtuali » che oggi, con un click, si possono fare attraverso la rete.
I new media hanno sicuramente un’importanza strategica: è molto più semplice organizzare uno scambio culturale se si hanno a disposizione mail, webcam e tutto il resto; enciclopedie virtuali, mappe dei luoghi di interesse, siti sulle tradizioni religiose e culturali sono, inoltre, uno strumento essenziale per la preparazione dei ragazzi che affronteranno il viaggio. Ma
nulla può sostituirsi all’incontro in carne e ossa: colori, rumori, profumi, il suono delle voci, il calore di una stretta di mano e la luce degli sguardi si imprimono nel cuore e nella testa molto più della migliore delle fotografie.
È così che, assieme al latino e al greco, alla matematica e a tutte le altre discipline si impara a divenire cittadini del mondo. È così che passo dopo passo ci si educa all’intercultura.
Una buona idea che può avere risvolti positivi nella vita di tutti i giorni. Infatti, la Cina, l’Africa,
l’America Latina, ci sono vicine nelle tante persone che incontriamo quotidianamente.
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