Musica
Un soffio per andare oltre
[Mariangela tassielli]
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Dove soffia lo Spirito?
La prospettiva dell'oltre!
Oltre...
nel cercare, nello scoprire,
nell’ascoltare, nello sperare,
nel trovare... lo Spirito.
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Lo Spirito, come vento, soffia… e non sai da dove viene e dove va! Una bussola, un orizzonte, un cannocchiale, un diario di bordo: tutto è necessario per non perdere nulla di questa straordinaria avventura. Lo Spirito è di più, molto di più, infinitamente più di ogni definizione, di ogni canzone, di ogni risposta cercata o trovata. Il nostro impegno, lasciandoci affiancare e sostenere anche dalle canzoni, sarà quello di restare in questa prospettiva tanto scomoda quanto avvincente: una prospettiva che, senza timore, chiamiamo prospettiva dell’oltre! Oltre nel cercare, nello scoprire, nell’ascoltare, nello sperare, nel trovare, nell’invocare la presenza di colui che ci permette, ogni giorno, di sentire Dio accanto a noi: e questi è lo Spirito.
Decisamente in questo orizzonte proveremo, tappa dopo tappa, a entrare, lasciando alle canzoni il compito di attualizzare, provocandoci, i singoli doni che lo Spirito vuole continuare a donare.
L’àncora la lasciamo levare a Cerco la tua voce, canzone dei Gen Rosso non recentissima quanto al testo, ma molto attuale nel suo nuovo arrangiamento.
Con questo testo musicale, affiancato da altre due canzoni di Giosy Cento e Paolo Spoladore, iniziamo la nostra esplorazione che ci porterà a scoprire e dare voce non a uno Spirito Santo invecchiato da formule e libri, ma eternamente giovane, dinamico, effervescente, com’è frizzante ed effervescente la santità verso cui ci spinge.
Levare l’àncora, allora, e partire lasciando gonfiare le vele dal vento delle tre canzoni che vi propongo per costruire questa prima tappa di percorso.
1. Cerco la tua voce, da «Zenit» dei Gen Rosso: per scoprire lo Spirito in azione.
Questa canzone, strofa dopo strofa, consente di entrare in contatto con lo Spirito, lasciando emergere domande dirette per scoprire come, nella quotidianità, egli parli e cambi la vita di tutti. Dopo l’ascolto si può chiedere ai ragaz zi di ricostruire, alla luce del testo, le azioni dello Spirito Santo e i luoghi in cui agisce. Si potrebbero preparare cartelloni o power point.
2. Sette note e uno Spirito, da «Dio di frontiera» di Giosy Cento: per capire quali segreti lo Spirito ci mette tra le mani.
Ascoltare, scoprire, sentire, percepire lo Spirito è possibile per una persona in carne e ossa?
Quali segreti abbiamo a nostra disposizione?
Se provassimo a immaginare la vita come un gigantesco pentagramma, lo Spirito saprebbe mettere tra le nostre mani, se soltanto lo volessimo, sette note per creare nuove armonie di vita, per rinvigorire, rafforzare, rendere nuova ogni situazione. Sette note per sette doni: questa è la sfida; sette doni da imparare a valorizzare per costruire una vita positiva e interessante, così come un musicista sa costruire una sinfonia con sole sette note.
3. Tu sei, da «Tu sei» di Paolo Spoladore: per imparare a pregare e invocare lo Spirito.
Passo necessario: fornire ai ragazzi, volta per volta, il testo su cui lavorare. È opportuno a questo proposito non anticipare mai i testi su cui si prevede di lavorare successivamente.
La canzone Tu sei, in fondo, non offre altro se non una possibilità in più per pregare insieme, cantando, trasformando le certezze o le speranze in un’invocazione capace di diventare dialogo. Sarebbe interessante che, a partire dalla prima strofa del canto: «Tu sei la prima stella del mattino, tu sei la nostra grande nostalgia, tu sei il cielo chiaro dopo la paura di esserci perduti…», i ragazzi potessero chiedere alla gente della parrocchia, magari alla fine della Messa domenicale e attrezzati di registratore: «Chi è per un cristiano lo Spirito»; quindi, dopo un confronto sulle risposte date, provocare in loro una risposta possibile alle domande: «Chi è per me lo Spirito? Come lo conosco? Quanto lo conosco? Credo veramente che esista?».
È questo lo start del cammino: è fondamentale, perciò, non pretendere dai ragazzi risposte apprese da un testo o dette più per compiacimento che per convinzione. Per costruire un reale cammino che tocchi la vita, è fondamentale garantire loro un clima sereno in cui possano esprimere ciò in cui credono, e il catechista o l’animatore possa ascoltare senza formulare giudizi.
È importante non ridurre tale percorso a un singolo incontro, sarebbe infruttuoso e sostanzialmente impossibile da realizzare.
Resta da garantire per ogni incontro una porzione di tempo sufficiente da dedicare a eventuali dibattiti da suscitare o che siano provocati dai lavori richiesti ai ragazzi. I loro feedback, le battute, le domande, la voglia o meno di conoscere sono la possibilità concreta che ogni catechista o animatore ha per capire realmente come il cammino stia procedendo e se ci sia o meno un’assimilazione a livello esistenziale. Ognuno dei tre canti proposti può essere il nucleo portante di un incontro attorno cui far convergere lavori di ricerca personale, realizzazioni in gruppo, dibattiti tra gruppi e assemblea.
Per vivere momenti liturgici o di preghiera, segnaliamo l’album Vieni soffio di Dio di D. Scarpa e F. Buttazzo, e il canto Accendi in me, tratto dall’album Una terra buona di F. Cioffi.
Navichiamo insieme
Diaorio di bordo
alias il necessario esercizio della memoria e della relazione. Aiutate i ragazzi a redigere un diario di bordo, per annotare e ricostruire a livello personale le tappe del percorso che realizzerete insieme. Vi dovranno trovare spazio i testi delle canzoni su cui scriveranno le loro impressioni, le dinamiche personali che si suggeriranno o altre che scaturiranno dalla vostra creatività. Sarà uno strumento prezioso per ricordare le piccole grandi scoperte, desideri, emozioni, passi in avanti!
Domande dirette
«Dove sei? Come ti possiamo trovare? Come riuscire ad ascoltarti? Dove cercarti? Chi sei concretamente?
Che cosa puoi darci?
Che cosa potremmo chiederti per essere esauditi?».
Scrivere e far scrivere domande dirette aiuta i ragazzi a percepire un rapporto più concreto e familiare con lo Spirito Santo.
Sette doniI sette doni saranno ripresi uno per volta, ma uno sguardo globale può essere opportuno come passo iniziale.
Sarebbe interessante realizzare il brainstorming (tempesta di idee) perché i ragazzi dicano che cosa pensano dei sette doni: quali sono, che cosa sono, a che cosa servono.
Creare un cartellone per ogni dono, da riprendere, poi, a ogni tappa, è una buona possibilità per partire dalla loro esperienza.
Risposta possibile
In linea con il diario di bordo sarebbe molto significativo – e spesso diventa sorprendente –
far scrivere ai ragazzi, personalmente, una lettera allo Spirito Santo, in modo da sentirlo persona con cui relazionarsi, lasciando che ognuno dica ciò che avrebbe sempre voluto comunicargli e non ha mai osato esprimere.
Le lettere segnano la pagina iniziale del diario di bordo.
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