Londra. Jess, diciotto anni, figlia di indiani trapiantati in Gran Bretagna ha una grande passione: giocare a calcio. Il suo idolo è David Beckham e tutto il suo tempo libero lo trascorre nel parco, con un pallone e un gruppo di coetanei.
Titolo originale: Bend it like Beckham. Regia: Gurinder Chadha.
Soggetto e Sceneggiatura: Gurinder Chadha, Guljit Binda, Paul Mayeda Berges.
Fotografia: (a colori) Jong Lin.
Montaggio: Justin Krist.
Musiche: Craig Pruess.
Produzione: Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, 2002. Deepak Nayar, Gurinder Chadha.
Durata: 112'.
Genere: commedia.
Interpreti: Parminder Nagra (Jess), Keira Knightley (Jools), Jonathan Rhys Meyers (Joe), Anupam Kher (padre di Jess), Juliet Stevenson (madre di Jools).
Destinatari: Ragazzi/Giovani.
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: accettabile/brillante.
Il film
Londra. Jess, diciotto anni, figlia di indiani trapiantati in Gran Bretagna ha una grande passione: giocare a calcio. Il suo idolo è David Beckham e tutto il suo tempo libero lo trascorre nel parco, con un pallone e un gruppo di coetanei. Jools, una compagna di scuola, la invita ad entrare in una vera squadra di calcio femminile. Jess ne è entusiasta: si inserisce con ottimi risultati e ben presto sente sbocciare un sentimento importante per Joe, il loro giovane e sensibile allenatore.
I genitori di Jess, però, si oppongono in modo perentorio: il calcio è fuori discussione per una ragazza indiana e desiderano per la figlia un futuro di sposa e madre, accanto a un marito indiano.
Jess e Jools inventano così stratagemmi e bugie per poter scendere in campo: partita dopo partita, vengono notate da un talent scout americano e ricevono la proposta di una borsa di studio per andare negli Stati Uniti e giocare in una squadra femminile. Come dirlo ai genitori?
Per riflettere dopo aver visto il film
• Perché i genitori di Jess si oppongono alla passione della figlia per il calcio?
• E la madre di Jools perché è contraria?
• Perché il padre di Jess si convince e acconsente al progetto della figlia?
• Che rapporto c’è tra Jess e i suoi genitori? E tra Jools e la sua famiglia? E tra Joe e suo padre?
• Qual è la tua passione più grande? È solo un sogno o è già un vero progetto? Ti senti incoraggiato dalla tua famiglia a coltivare ciò che ti entusiasma?
Una possibile lettura
Il film che la regista anglo-indiana Gurinder Chadha ha realizzato con brio e sensibilità, si offre come specchio per l’universo dell’adolescenza. È vero che sembra narrare una storia declinata al singolare, ma le problematiche che affronta sono universali.
L’adolescenza è il momento in cui si mettono a fuoco i propri talenti: Jess e Jools si rendono conto che la loro passione per il calcio non è solo un sogno ad occhi aperti, hanno davvero le doti trasformare in realtà ciò che è racchiuso nel cuore. Le due ragazze hanno ormai 18 anni: è tempo di cominciare a progettare il futuro. Non solo sognare, quindi, bensì indirizzare le energie verso un obiettivo preciso.
Un progetto di vita si scontra sempre con qualche ostacolo: per Jess è l’opposizione della famiglia, innanzi tutto. I suoi genitori non condividono una scelta che esula dai loro canoni culturali. Non riescono ad accettare che una ragazza indiana si comporti alla stregua di una londinese, anche se è nata e cresciuta sulle rive del Tamigi. Dovrebbe pensare all’indiana, vestirsi all’indiana, cucinare secondo le tradizioni e sposare un ragazzo con le sue stesse origini.
Jess si sente in trappola tra le forze opposte dei suoi desideri e le aspettative dei genitori: “Non è giusto! – si sfoga con Joe – Devo scegliere fra tradire la squadra e far del male ai miei… e io non voglio far del male a nessuno!”
“Perché non vogliono che tu giochi a pallone?” le domanda il ragazzo.
“Vogliono proteggermi – spiega lei con semplicità – il calcio mi allontana dal loro mondo”.
Questo processo avviene per ogni scelta autonoma che i giovani compiono: inevitabilmente li allontana un po’ dal mondo dell’infanzia, dalla vita che i genitori avevano progettato, per prendere una direzione differente, personale.
Anche Jools deve vedersela con i pregiudizi di sua madre che ha ben radicati gli stereotipi di genere maschile e femminile: la figlia dovrebbe vestirsi, pettinarsi, muoversi, al solo scopo di essere seducente.
Jess accetta per un po’ i compromessi che le consentono di tener tranquilli i suoi, pur continuando ad allenarsi, ma poi non ci sta più. Lei non vuole giocare a calcio contro i loro desideri, vuole invece che essi possano comprendere il suo sogno: “Se non riesco a dirvi quello che voglio davvero, non sarò mai felice, comunque vadano le cose!”
Al matrimonio della sorella di Jess, il padre vede la tristezza della figlia minore e la invita a giocare almeno il secondo tempo della finale del torneo. Al ritorno, felice e trionfante, la ragazza racconta: “È stato bellissimo!... non ho mai giocato così bene! Ed ero felice perché non ero scappata, raccontandovi bugie”. I genitori di Jess e Jools si convincono a sostenere il progetto delle figlie quando vedono il talento reale delle due ragazze. Per il padre di Jess c’è un motivo in più: appena giunto in Gran Bretagna, aveva dovuto rinunciare allo sport, estromesso a causa dei pregiudizi razziali. Aveva accettato passivamente la situazione, ma ora: “Non voglio che Jess faccia lo stesso sbaglio che ha fatto suo padre di subire la vita… subire senza reagire!”
Per realizzare un grande sogno non basta il talento: occorre allenarsi duramente, prepararsi bene, accettare persino alcune rinunce necessarie. Una parte del film è dedicata proprio agli allenamenti cui le atlete si sottopongono: i risultati si ottengono solo così, con un impegno quotidiano e costante. Per realizzare il loro progetto, Jess e Jools devono accettare di partire, di allontanarsi dalla famiglia e Jess deve mettere in conto la separazione anche da Joe: costa, quella partenza, eppure spalanca le porte per il futuro. Molta attenzione è dedicata dalla regista anche alla sfera dei sentimenti: le prime cotte, lasciano pian piano il posto a sentimenti più profondi. La rivalità delle due ragazze per conquistare Joe, si stempera gradualmente, dopo qualche screzio, senza distruggere l’amicizia.
Per Jess e Joe il sentimento che provano l’uno per l’altra, fa crescere entrambi, li fa maturare. Jess sa parlare al cuore di Joe, sa metterlo in discussione a proposito del suo rapporto con il padre. Il ragazzo è categorico, ha tagliato i ponti in modo drastico: “Io non parlo più con mio padre perché conosco bene le sue idee. Sarebbe furioso sapendo che alleno delle ragazze.”
Con intelligente sensibilità Jess gli suggerisce un’alternativa: “Ma scusa, tu che ne sai? Come sai che non sarebbe fiero di te perché non hai rinunciato?”
L’affetto che lega i due giovani, serve a Joe come sostegno per cambiare il rapporto con il padre e riconciliarsi con lui.
Jess e Joe devono confrontarsi con le difficoltà che il loro volersi bene incontra ad ogni passo: le differenti origini, o stile diverso di educazione, le attese di tutti attorno a loro, la fatica della lontananza…Eppure riescono a trasformare questi ostacoli in occasioni per crescere nell’amore, segno questo di un sentimento vero, profondo, adulto.
Va sottolineata l’ultima sequenza, prima dell’epilogo: le due famiglie sono all’aeroporto per accompagnare Jess e Jools. Molti abbracci, le ultime raccomandazioni, un po’ di commozione… Joe partecipa, un po’ in disparte e Jess gli si avvicina per scambiare un ultimo bacio. Proprio in quel momento, tra i viaggiatori si notano Beckham e sua moglie, appena atterrati: l’attenzione di tutti si rivolge a loro, i flash dei fotografi non li perdono un attimo… In mezzo a questa confusione, Jess non si volta neppure. Lei che aveva riempito la camera di poster, foto e gadget di Beckham, lei che si confidava parlando a mezza voce con lui, lei che ne aveva il suo idolo, ora non si volta, non si scompone, non se ne accorge neanche! La sua attenzione è rivolta ad altro: alla sua famiglia, da cui si sta separando, a Joe che la sta baciando, al suo futuro, di cui inizia una pagina nuova. Le fantasie di un tempo e i sogni ad occhi aperti, lasciano il posto a un progetto di vita concreto e vero.
D. De Simeis