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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Il pianeta del tesoro
In un futuro prossimo, su un pianeta tranquillo, Jim Hawkins è un adolescente difficile. Cresciuto senza il padre, circondato dalla tenerezza della madre. È abilissimo a costruire apparecchi meccanici e sa volare come nessun altro con il suo skate a razzo.
Titolo originale: Treasure Placet.
Regia: Ron Clements, John Musker.
Soggetto: liberamente tratto dal romanzo "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson.
Sceneggiatura: Rob Edwards, Ken Harsha.
Montaggio: Michael Kelly.
Musiche: James Newton Howard. La canzone “Ci sono anch’io” nella versione italiana è di Max Pezzali.
Produzione: Stati Uniti, 2002. Ron Clements, John Musker, Roy Conli.
Durata: 95'.
Genere: Film d'animazione.
Destinatari: Ragazzi/Giovani.
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: accettabile/semplice.

Il film
In un futuro prossimo, su un pianeta tranquillo, Jim Hawkins è un adolescente difficile. Cresciuto senza il padre, circondato dalla tenerezza della madre, Jim si mette spesso nei guai con la giustizia. Non vuole andare a scuola e non rispetta alcuna regola. È abilissimo a costruire apparecchi meccanici e sa volare come nessun altro con il suo skate a razzo.
Presso la locanda della madre giunge un vecchio navigatore dello spazio, ormai in fin di vita: questi, prima di spirare, affida a Jim la Mappa Astrale per trovare il favoloso Bottino dei Mille Mondi, nascosto in passato dal pirata Flint.
Con l’appoggio del dottor Doppler, Jim s’imbarca sulla nave del Capitano Amelia per raggiungere il luogo del tesoro. Il capitano ignora che la ciurma è composta da pirati in incognito, al comando di John Silver, che si finge cuoco e tuttofare.
Tra Jim e Silver nasce un’amicizia sincera che va in crisi quando il ragazzo scopre le vere intenzioni del pirata. Una notte i pirati si ammutinano e costringono Jim, il Capitano Amelia e il Dottore a fuggire su una scialuppa. Ma la mappa è ancora nelle mani di Jim…

Per riflettere dopo aver visto il film
  • Quali sono le doti di Jim, le sue più grandi capacità? In quali occasioni sa metterle a servizio per il bene di tutti?
  • Che rapporto ha Jim con John Silver? Come cambia e come evolve la loro amicizia?
  • Ti riconosci in Jim? Perché? Se sì, in quali aspetti?

    Una possibile lettura
    Jim è un adolescente che vive con fatica la sua realtà. Ama profondamente la madre, cui è legato da una grande tenerezza, vorrebbe fosse fiera di lui, ma continua a crearle preoccupazioni. Quando i Robot-poliziotti lo riportano a casa, dopo l’ennesima scorribanda sullo skate, commentano amari: “Ne incontriamo di tipi come lui: giovani confusi, senza speranza, perdenti…”
    Troppe volte parole del genere sono rivolte agli adolescenti come Jim. Eppure essere confusi è normale in questa fase della vita, tanto delicata. Si cerca il proprio progetto, si tenta di mettere a fuoco che ne sarà della vita.
    Jim vorrebbe smentire le parole dei Robot-poliziotti, ma non sa come controbattere. La scoperta della Mappa e la prospettiva di recuperare il Bottino dei Mille Mondi suonano per Jim come una possibilità di riscatto. L’aiuto del Dottor Doppler è un primo passo per sbloccare la situazione: lo incoraggia a seguire un progetto preciso, quello indicato dalla Mappa astrale. Per ogni adolescente è importante essere accompagnato a tracciare un progetto da seguire: se la vita ha una rotta, ecco che anche i “perdenti” si dimostrano in grado di compiere grandi cose.
    Nel trovare il coraggio per prendere il mano la sua vita, Jim deve affrontare la ferita che in lui non si risana, quella dell’abbandono del padre. A bordo della nave, John Silver gli domanda, in un momento di confidenze: “Tuo padre non è uno di quelli che insegna?”, Jim risponde sarcastico: “No… era più che altro uno di quei tipi che esce e non torna più”.
    Sulla nave, il ragazzo si dimostra un marinaio valente e si lega sempre di più a John Silver. Il pirata vive una sorta di rude paternità nei confronti di Jim e vedendolo scoraggiato, gli rivolge parole vibranti: “Tu hai la stoffa per compiere grandi imprese, ma devi prendere in mano il timone, tracciare la tua rotta… e devi seguirla! Anche in caso di burrasca. E quando verrà il momento in cui potrai mettere alla prova la qualità delle tue vele e mostrare di che pasta sei fatto…be’, spero di essere lì a godermi lo splendore della luce che emanerai quel giorno!”
    Silver parla davvero con cuore paterno, incoraggiando Jim a prendere in mano la vita e a viverla seconda una rotta da seguire anche in caso di burrasca, anche nei momenti difficili. Non bisogna spaventarsi del mare grosso, delle onde alte, delle crisi e degli ostacoli: sono il momento in cui si saggia la qualità delle vele.
    Il vecchio pirata offre a Jim anche una vera attestazione di stima, poiché si dichiara certo che il ragazzo ha grandi qualità e che giungerà a splendere più delle stelle!
    Il più grande dei tesori che Jim scopre nel lungo viaggio per le Galassie è la sua identità: diviene consapevole delle sue doti e delle sue capacità. Si assume vere responsabilità nei confronti dei compagni di viaggio e mette in atto tutte le sue risorse per la buona riuscita dell’impresa. Proprio all’inizio del film, alla locanda, quando la mamma sospira: “Jim, il fatto è che non voglio vederti buttare via la possibilità di costruirti un futuro”, lui si limita ad uscire dalla stanza proclamando deluso: “Siii… quale futuro?!”
    Il viaggio cambia la prospettiva: conclusa la ricerca del Bottino dei Mille Mondi, ormai sulla via del ritorno, Jim afferma, parlando con Silver: “Mi hai insegnato che potevo tracciare la mia rotta ed è quello che voglio fare!”. Il pirata, sorridendo, chiede: “E che cosa vedi a prua davanti?”; il ragazzo ribatte convinto: “Un futuro!”

    D. De Simeis
  • Febbraio 2012
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