Jamal Wallace, sedici anni, è nato e cresciuto nel Bronx. Per scommessa s’intrufola in casa di un anziano solitario e misterioso, che passa le giornate alla finestra, ad osservare i ragazzi del quartiere che giocano a basket.
Titolo originale: Finding Forrester.
Regia: Gus Van Sant.
Soggetto e sceneggiatura: Mike Rich.
Fotografia: (colore) Harris Savides.
Montaggio: Valdis Oskarsdottir.
Musica: Bill Frisell, Ken Karman.
Produzione: Gran Bretagna, USA, 2000, Laurence Mark, Columbia Pictures.
Durata: 136’.
Interpreti: Sean Connery (William Forrester), Robert Brown (Jamal Wallace), F. Murray Abraham
(prof. Crawford), Anna Paquin (Claire Spence).
Destinatari: Ragazzi / Giovani / Famiglia.
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: Raccomandabile / Semplice.
Il film
Jamal Wallace, sedici anni, è nato e cresciuto nel Bronx. Per scommessa s’intrufola in casa di un anziano solitario e misterioso, che passa le giornate alla finestra, ad osservare i ragazzi del quartiere che giocano a basket. In casa dello sconosciuto, Jamal dimentica il suo zaino: gli viene lanciato dalla finestra il giorno seguente e scopre, con stupore, che sui quaderni in cui, da due anni, va scrivendo un romanzo, l’anziano scorbutico ha apportato note e sottolineature piene di intelligenza e acume. Jamal torna allora a trovarlo per chiedergli aiuto e migliorare il suo stile di scrittura. Dopo poco, scopre per caso la vera identità dell’uomo: è William Forrester, scrittore brillante, autore a soli ventitré anni, di un unico grandioso romanzo, scomparso dalla circolazione dopo aver ricevuto il premio Pulitzer.
Grazie ai risultati scolastici e alle sue doti di giocatore di pallacanestro, Jamal ottiene una borsa di studio per la prestigiosa Mailor Callow di Manhattan, una scuola privata preparatoria all’Università. Non è facile per un adolescente di colore farsi accettare e stimare da compagni e professori, benestanti e tutti bianchi. Gli è preziosa l’amicizia di Claire, sua compagna di studi alla Mailor, e gli incontri di scrittura con Forrester. Nella nuova scuola Jamal si trova apertamente osteggiato dal prof. Crawford, docente di lettere. Le tensioni tra i due giungono ad uno scontro frontale: accusato di aver plagiato un racconto di Forrester, da cui ha solo tratto ispirazione, il ragazzo rischia l’espulsione, e soltanto un intervento dell’anziano scrittore potrebbe cambiare la situazione. Ma Forrester non sembra intenzionato ad uscire dal suo isolamento.
Per riflettere dopo aver visto il film
In quali campi eccelle Jamal Fallace? Perché si vergogna di far sapere agli amici che ama la letteratura?
William Forrester vive come prigioniero nella sua casa: perché?
Malgrado i patti, Jamal usa per il concorso letterario un testo scritto a casa di Forrester: come mai? Cosa lo spinge?
In che modo Forrester aiuta Jamal? E in che modo il ragazzo aiuta lo scrittore?
Ci sono doni, capacità, abilità, che tu possiedi ma che hai pudore di rivelare agli altri?
Una possibile lettura
Il personaggio di William Forrester è inventato, ma trae spunto dalla vicenda di J.D. Salinger, autore de Il giovane Holden, che dopo un successo strepitoso si è ritirato dalla scena pubblica, in maniera radicale. Un limite di sceneggiatura di questa pellicola è dato dalla scelta di non renderci mai partecipi delle produzione letterarie di cui si parla lungo tutto il film: Forrester e Jamal discutono di letteratura, è vero, ma non ci è dato di conoscere che pochissimi stralci dei capolavori di scrittura che incantano tutti i personaggi del film. Non sappiamo nulla del romanzo con cui Forrester ha vinto il Pulitzer, non sappiamo di cosa parli il sublime lavoro suo (e poi di Jamal) intitolato Una stagione di fede assoluta, così come non siamo partecipi che di poche battute della lettera toccante e avvincente che Jamal scrive a Forrester. È come se in un film su un musicista non ascoltassimo mai le sue composizioni o i suoi virtuosismi. O se in una pellicola su di un pittore non potessimo mai vedere nessuna delle sue tele. Nonostante questo limite, l’amicizia tra Jamal e William, la loro maturazione progressiva, il cammino di crescita che vivono assieme, parlano in modo eloquente e affascinante.
Tutto lo sviluppo narrativo può essere paragonato ad un processo di discernimento: dalla presa di coscienza delle proprie potenzialità fino all’assunzione consapevole delle proprie responsabilità.
Per poter progettare un futuro, per poter vivere da protagonisti la propria storia, il primo passo da fare è prendere consapevolezza delle proprie capacità, dei talenti che si possiedono. Jamal ha molte doti, ma non sempre ne è consapevole. Sa giocare bene a pallacanestro: questo lo sa e ne è fiero. Ma si vergogna di rendere pubblici i risultati dei suoi test scolastici e si preoccupa in ogni modo perché nessuno dei suoi amici del Bronx venga a conoscenza della sua passione per la letteratura. Ha letto molto più di qualsiasi suo coetaneo, conosce autori e opere, ha uno stile di scrittura personale e appassionato, ma lo nasconde. Perché ha paura di non essere accettato, di essere deriso e considerato diverso.
Tutti possono sperimentare questa paura: ciascuno ha un dono, almeno uno, assolutamente speciale. Una capacità, una disposizione, un atteggiamento, che gli è proprio e che lo qualifica in maniera unica. Ma a volte questo spaventa e c’è la tentazione di nascondersi, di banalizzarsi, di tenersi in una media omogenea e opaca, dove il dono speciale che si è, passi il più possibile inosservato.
Jamal si concentra innanzi tutto sullo sport, la via più “ovvia” seguita dai ragazzi di periferia, così da entrare in un college per meriti sportivi. Perciò si impegna nelle sfide con i compagni del quartiere, con lunghi allenamenti e qualche trovata geniale. Entrato alla Mailor, la sfida si fa più dura e diventa scontro con Terrell, valente giocatore, suo compagno di squadra, bianco e benestante, che teme di vedersi soffiare il ruolo dal nuovo arrivato. La difficoltà contro cui si scontra il nostro eroe è il desiderio di emergere ed eccellere: non lo spinge tanto il bisogno di prendere in mano la propria vita e di darle una direzione, quanto piuttosto la voglia di risultare migliore, di farsi apprezzare, di essere riconosciuto.
Per il versante letterario, Jamal è obbligato dall’incontro con Forrester a guardare in faccia le sue capacità di scrittore: William gli dimostra stima e considerazione, le annotazione sui quadernetti non sono derisorie, ma di apprezzamento, di stupore per il suo stile. Incoraggiato, Jamal si tuffa con slancio nello scrivere, ma anche qui rischia di prendere una cantonata, ancora spinto dalla voglia di successo.
Eppure Forrester lo aveva messo sull’avviso nei confronti della sete di successo, raccontandogli il suo disgusto per i commenti dei critici supponenti, e confidandogli la sua sofferenza di fronte ai commenti banali di un’infermiera emozionata dall’avere di fronte qualcuno di famoso, che con superficialità aveva elogiato il suo libro, quasi dimentica del grave lutto che aveva appena lacerato la vita dello scrittore.
Ma Jamal ancora non sa assumersi la responsabilità piena del dono che ha ricevuto: ha soprattutto voglia di primeggiare. Con tutti, e in particolare con il prof. Crawford che non ha stima di lui: poiché ritiene un ragazzino di colore incapace di scrivere “così tanto bene”, lo guarda sempre con sospetto. Dal canto suo, Jamal fa di tutto per contrastare il docente e, provocato, arriva ad umiliarlo. Non solo: spinto dalla voglia di riuscire anche al concorso letterario, consegna il lavoro steso a casa di Forrester, attingendo al primo paragrafo di un pezzo scritto anni prima da William. Lo scrittore lo aveva avvertito che tutto quanto scrivevano insieme doveva rimanere nella casa del Bronx, ma Jamal si fa tentare e consegna il lavoro. Si ritrova così in una situazione ingarbugliata: non può tradire l’amicizia di William rivelando la fonte del suo lavoro, e non vuole neppure chiedere scusa. Rischia l’espulsione. Solo Forrester potrebbe tirarlo fuori dai guai, ma si tira indietro. Qui, Jamal, ferito nell’amicizia, ha un primo lampo di comprensione della responsabilità di uno scrittore: “A che serve un armadio pieno di pagine che nessuno può leggere?”
Il giovane comincia a capire che nessun dono può essere solo per sé stessi: va sempre messo a servizio.
La lotta interiore, la rabbia per il fallimento dopo la partita, persa a causa della sua poca concentrazione, la delusione nel veder crollare tutte le sue speranze, lo spingono a scrivere a William. Scrive di getto, dal cuore, dall’anima, senza preoccuparsi dello stile, del concorso, delle graduatorie… scrive come bisogno interiore, come sfogo per comunicare la propria anima. Scrive perché è il modo più consono alla sua personalità per esprimere quanto ha dentro.
È proprio quella lettera il pezzo che Forrester legge all’assemblea di studenti e professori convenuti per la premiazione del concorso letterario. Un brano di alta letteratura, profondo, intenso, poetico, un testo che rivela l’anima di Jamal, la sua squisita sensibilità d’artista.
Ora la sua vita può prendere una direzione precisa: un primo discernimento è stato compiuto con chiarezza, con decisione, con una scelta anche sofferta. Jamal mette in secondo piano il basket e si concentra sullo scrivere.
Il suo esempio fa da sprone anche all’anziano scrittore, che ritrova la voglia di uscire e di mettere la penna sulle carte. È vita che si propaga, perché è una scelta adulta e consapevole, è risposta al dono ricevuto, è impegno per portarlo a pienezza.
D. De Simeis