Titolo originale: Ratatouille
Genere: Film d'animazione
Regia: Brad Bird
Interpreti: Remy, Linguini, Anton Ego, Colette, Gusteau, Skinner e gli altri protagonisti della storia d'animazione
Doppiatori: Pino Insegno, Nanni Baldini, Riccardo Peroni, Massimiliano Alto, Pietro Biondi, Domitilla D'Amico, Alessandro Rossi, Edoardo Stoppacciaro, Dario Penne
Nazionalità:Stati Uniti
Distribuzione: Buena Vista International Italia
Anno di uscita: 2007
Origine: Stati Uniti (2007)
Soggetto: tratto dal racconto di Brad Bird, Jim Capobianco, Jan Pinkava
Sceneggiatura: Brad Bird
Fotografia (Scope/a colori): Sharon Calahan, Robert Anderson
Musica: Michael Giacchino
Montaggio: Darren Holmes
Durata: 110'
Produzione: Brad Lewis
Tematiche: Film per ragazzi
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Raccomandabile/poetico ***
Note: Golden Globe 2008 come Miglior Film d'animazione. Oscar 2008 per Miglior Lungometraggio d'animazione. Il film era stato candidato anche per: Miglior Sceneggiatura Originale, Colonna Sonora, Sound Editing (Randy Thom E Michael Silvers) e Sound Mixing (Randy Thom, Michael Semanick E Doc Kane). - Candidato al Nastro d'argento 2008 come Miglior Film Extraeuropeo.
Il film
Ratatouille è un vocabolo francese, filo conduttore di tutto il racconto filmico, con il suo doppio significato genera una sorta di equivoco e di gioco linguistico. Il termine significa ratto, ma è anche il nome di un piatto tipico nizzardo a base di verdure. Protagonista di questa originale storia è Remy, topolino affascianato dalla buona cucina e dal mondo della gastronomia. Un topo diverso dai suoi simili: amante della pulizia e dell’ordine; non suscita disgusto, non ruba nelle case, non fruga nei rifiuti. Il suo sogno è diventare uno stimato e famoso chef. Conosce a memoria tutti i libri di ricette del grande cuoco Auguste Gusteau dal quale apprende il principio base del successo: "chiunque può cucinare". Per il piccolo Remy inizia così un viaggio fantastico: dai bassifondi metropolitani alla vita brillante di Parigi. Si nasconde nella cucina di un famoso ristorante, che porta il nome del suo idolo: Gusteau. Studia e propone raffinate pietanze aspettando pazientemente di essere riconosciuto e vedere apprezzate le sue doti. Il cammino è duro e pieno di ostacoli fino al giorno in cui incontra Linguini, un lavapiatti tuttofare e abile collaboratore in cucina. Mettendo insieme le forze e le competenze, i due arrivano a superare la diffidenza degli altri. Quando Remy, proprio con il Ratatouille, affronta con successo il temibile giudizio di Anton Ego, spietato critico gastronomico francese, il suo sogno diventa finalmente realtà e le barriere dei pregiudizi crollano inesorabilmente di fronte alla sua innegabile bravura.
Per riflettere dopo aver visto il film
• Ratatouille. La parola ha origine dal termine francese touiller, che significa rimestare. Come specialità gastronomica inizialmente era un piatto estivo preparato con verdure fresche dai contadini poveri della zona dell'attuale Nizza.
• La contrapposizione tra il topo, animale in genere disgustoso e poco attraente, e la cucina di un famoso ristorante, linda, pulita, ricca di cibi prelibati, porta lo spettatore ad una percezione narrativa originale e mai banale. Cosa c’è di più miserabile di un topo e di in una topaia per parlare della buona cucina? Ma i semplici comportamenti del protagonista si trasformano nei grandi valori che regolano l’esistenza: verità, onestà, audacia, fermezza, competizione.
• La favola attraverso la gustosa elegia del topo cuoco sottolinea la necessità di rinsaldare e tenere vivi il senso della famiglia e dell'amicizia. Allo stesso tempo, però, mette in evidenza l’importanza per ogni persona di poter manifestare le proprie capacità e il meglio di sé.
• Un’avventura virtuale viva e concreta; un grande lavoro di sintesi culturale e spettacolare realizzato dagli animatori. Gli aspetti estetici, dalla Parigi notturna al bateau-mouche sulla Senna, dalle cucine ai ristoranti, sono ricreati al computer in modo perfetto e tangibile. Curato con grande maestria, ogni particolare avvolge lo spettatore e lo porta a vivere un’esperienza sensibile e coinvolgente.
Una possibile lettura
Un film pieno di colte citazioni e dialoghi profondi, che toccano un po’ tutte le problematiche e le figure caratterizzanti della nostra società. Il racconto fantastico, ma anche realistico, si snoda attraverso una serie di paradossi e contrasti. Pur essendo un film d'animazione, la storia acquista credibilità in un lavoro di ricerca serio e approfondito; i realizzatori hanno vissuto per mesi tra i fornelli delle cucine dei più famosi ristoranti francesi per cogliere regole, ricette, modo di lavorare ma anche rubare sapori, profumi, segreti. Un inno alla buona cucina come espressione artistica. Un’arte però che, nella nostra società ipernutrita e obesa, si presta ad ogni possibile commistione. Una specie di “meretrice d'alto borgo che vende il suo splendore per vil danaro”. Su questi presupposti il regista, con sprazzi di geniale poeticità, costruisce una metafora sull'accoglienza del lontano e del diverso. Nel monologo finale dell'inflessibile critico-culinario Anton Ego “c’è più dignità in un'opera d'arte mediocre che in una mia stroncatura, che pur è divertente da scrivere per me e da leggere per voi" troviamo una riflessione equivalente ad un gesto di espiazione. Come lui, e con lui anche noi, siamo sollecitati a superare l’apparenza, a cercare il buono e il bello anche in quelle cose e in quelle persone apparentemente povere e insignificante.