Film è la fantastica storia di un dolce robot "raccogli-immondizia" rimasto sulla Terra dopo che gli esseri umani hanno abbandonato il pianeta desolato e privo di vita.
Titolo originale: Wall-E
Genere: Film d'animazione
Regia: Andrew Stanton
Interpreti: Wall-E, Eve e gli altri protagonisti della storia d'animazione
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Anno di uscita: 2008
Origine: Stati Uniti (2008)
Soggetto: Andrew Stanton, Pete Docter
Sceneggiatura: Andrew Stanton, Jim Reardon
Fotografia: (Scope/a colori)
Musica: Thomas Newman
Montaggio: Stephen Schaffer
Durata: 97'
Produzione: Jim Morris, Lindsey Collins.
Tematiche: Avventura; Metafore del nostro tempo; Solidarietà-Amore;
Giudizio Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana:
Raccomandabile/poetico * * *
Note: Golden Globe 2009 come Miglior Film d'Animazione. era candidato anche per la Miglior Canzone Originale.
- Oscar 2009 come Miglior Film d'Animazione. era candidato anche per: Miglior Sceneggiatura Originale, Colonna Sonora, Canzone Originale, Montaggio e Missaggio
Il film
Wall-E è la fantastica storia di un dolce robot "raccogli-immondizia" rimasto sulla Terra dopo che gli esseri umani hanno abbandonato il pianeta desolato e privo di vita. Siamo nell'anno 2700, e Wall-E, acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-class, equivalente di “sollevatore terrestre di carichi di rifiuti”, è l'unico essere sulla Terra dopo che gli umani sono fuggiti rifugiandosi su una nave spaziale. Galleggiando nell’aria, grassi e regrediti, la loro unica possibilità di tornare a vivere sulla Terra è legata alla vita e alla sopravvivenza di una verde piantina, che però pare scomparsa dal pianeta ridotto ad un ammasso di scorie e detriti. In questo arido deserto Wall-E è costretto a compiere sempre lo stesso interminabile lavoro: ammassare la spazzatura e i residui disseminati ovunque e compattarli in cubi identici e squadrati. Tra rottami e rifiuti, il piccolo eroe vive le sue giornate in compagnia di uno scarafaggio e del film Hello, Dolly!, da cui apprende la bellezza dell’amore e la gioia di ballare. Un giorno, da una strana astronave, arriva EVE (alias Extra-terrestrial Vegetation Evaluator), una robot ricercatrice, che sconvolge la vita monotona di Wall-E. Come macchine non sono in grado di parlare tra loro ma, a poco a poco, riescono a comunicare dando vita ad una incredibile e dolce storia d'amore. Tutto procede tranquillamente fino a quando Wall-E offre in dono ad EVE il germoglio che aveva trovato e conservato con grande cura. La presenza della piantina provoca reazioni impreviste, EVE viene ricuperata dalla nave spaziale degli umani e riportata nella galassia dove Wall-E deciderà di seguirla. Dal loro legame e dall’abilità che hanno di superare gli ostacoli, scaturirà una nuova era per l’umanità.
Per riflettere dopo aver visto il film
Nella metafora della piantina verde e dell’amore singolare tra le due macchine possiamo ricavare gli aspetti tematici e ambientali del film:
- Dove ha origine l’umanità e il suo sviluppo? Dove sono racchiusi il progresso o l’alienazione? Lo snaturamento della specie umana nel film WALL.E si manifesta nella pigrizia, nel rifiuto del movimento e dell’uso stesso degli arti, sostituiti e rimpiazzati da comode poltrone tanto funzionali quanto distruttive.
- Cosa è richiesto all’uomo per liberarsi dalla macchina che lo imprigiona e prende decisioni in sua vece? Poche cose: staccarsi dalla poltrona, mettere a terra i piedi, muovere i passi, riprendere a camminare verso un nuovo cambiamento e, sull’esempio di WALL-E ed EVE, ricominciare a ballare.
- Cosa diversifica una creatura umana da un dispositivo meccanico? In WALL-E troviamo ancora una risposta disarmante: danzare tenendosi per mano. L’esempio sono i personaggi di Hello, Dolly!, il film che guarda ogni sera e che gli tiene compagnia nella solitudine terrestre.
- Quale è il segreto per è tornare a vivere con armonia? Riconoscere le proprie colpe e assumersi le responsabilità delle tragedie che distruggono il mondo. Un mea culpa non facile, come non sarà facile tornare a vivere in un pianeta rigoglioso e verdeggiante.
Una possibile lettura
La tenera vicenda di Wall-E, il piccolo robot spazzino tutto ferro e sentimenti, attraverso un linguaggio di animazione eccellente crea una fusione riuscitissima tra la bellezza delle immagini e quella del sonoro. La povertà delle parole è supplita dalla ricchezza dei rumori carichi di significato, un’armonia insuperabile di perfezione e raffinata vivacità. Gli esseri umani, fuoriusciti da 700 anni da un pianeta sterile e disabitato, vagano alla deriva nello spazio in un confuso universo dove la loro intelligenza degenera e la vita si svuota. Il film ha una forte carica simbolica: in un pianeta distrutto e abbandonato, un robot dona all'uomo la possibilità di riprendere a vivere. Un racconto intenso, colmo di allegorie, di richiami, di appelli all’impegno individuale e collettivo per una riconquista dell’armonia di epoche lontane. È una fiaba, allegra e tragica nello stesso tempo, una proposta narrativa che va dritta al cuore e coinvolge lo spettatore chiamandolo in causa nei confronti di quei pericoli verso i quali il film punta il dito. Una denuncia di grande rilevanza sociale: il rispetto dell’uomo verso se stesso, verso gli altri, verso la natura e nessuna clemenza per coloro che ignorano questo appello. Punizione sarà la sproporzionata obesità che invalida e paralizza. Il rimedio al male distruttivo e soffocante del pianeta sarà possibile solo tornando alle origini di una creazione pura e incontaminata.