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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
Matrix
Titolo originale: The Matrix.
Regia: Larry e Andy Wachowski.
Soggetto e sceneggiatura: Larry e Andy Wachowski.
Fotografia: (colore) Bill Pope.
Montaggio: Zach Staenberg.
Musica: Don Davis.
Produzione: USA, 1999, Joel Silver.
Durata: 136’.
Interpreti: Keanu Reeves (Neo), Laurence Fishburne (Morpheus), Carrie-Anne Moss (Trinity), Joe Pantoliano (Cyfer), Hugo Weaving (agente Smith).
Premi: Oscar 1999 per montaggio, sonoro, effetti sonori ed effetti visivi.

Che cos’è Matrix? Neo, che di giorno è un rispettabile impiegato in una ditta di software e di notte è un formidabile hacker, è deciso a scoprirlo. Trinity, giovane donna dalle straordinarie capacità atletiche, lo conduce da Morpheus, anche lui celebre hacker, carismatico e rispettato. Questi mostra a Neo cos’è Matrix. All’inizio del XXI secolo le Intelligenze Artificiali di seconda generazione, costruite dagli uomini, si sono ribellate e hanno preso il potere, trasformando il genere umano in pile di energia con cui garantire la propria sopravvivenza. Le macchine mandano ai cervelli degli uomini impulsi elettrici che danno loro l’illusione di continuare a vivere liberamente, mentre in realtà ciascuno è ridotto a una sorta di larva, intubata e immersa in un liquido gelatinoso. Nelle profondità della Terra, ormai deserta e desolata, esiste la mitica città di Zion dove pochi sopravvissuti, esseri umani non asserviti a Matrix, lottano contro la forma di vita artificiale. Da tempo tutti attendono l’Eletto, colui che sarà in grado di sconfiggere Matrix, e Morpheus è certo che il salvatore atteso è proprio Neo. Questi viene addestrato a muoversi in Matrix al di là delle leggi fisiche e ogni apprendimento gli viene “caricato” nel cervello come il programma di un computer.
Distruggere Matrix, però, non è semplice: a sua difesa ci sono potenti programmi senzienti di vigilanza e tra le fila dei clandestini può nascondersi un traditore.
  • Sapresti dare, con parole tue, una definizione di reale e di virtuale?


  • Condividi l’affermazione di Cyfer: “ l’ignoranza è un bene”?


  • Quale atteggiamento ritieni necessario rispetto alle nuove tecnologie? Sei entusiasta? Spaventato? Guardingo? Fiducioso?

  • La vicenda di Matrix è complessa e affascinante: si rimane stupiti per gli straordinari effetti speciali e turbati dai pensieri inquietanti che i fratelli Wachowski insinuano. Gli effetti visivi sono probabilmente l’elemento che più rimane impresso nella memoria degli spettatori: Trinity immobile, sospesa a mezz’aria durante un salto, o che corre sulle pareti di una stanza restando parellela al terreno; la grazia al rallentatore con cui Neo prima schiva i proiettili di Smith e poi li ferma davanti a sé, per farli cadere come un pugno di bruscolini; i combattimenti di arti marziali in barba alla forza di gravità. Una scelta precisa, fumettistica, decisamente sopra le righe, con una finalità espressiva: mostrare un mondo dove tutto è possibile, anche l’incredibile.Neo diventa eroe strada facendo, acquista lentamente convinzione di essere l’Eletto: inizialmente è scettico, non ci crede, e accoglie con sollievo le parole dell’oracolo, ma nel momento della prova scopre in sé risorse che non conosceva. La prima volta che Neo compare in scena è addormentato davanti al suo computer e ha l’impressione che la macchina stia dialogando con lui. Solo che non è sicuro se, quanto sta accadendo, sia reale o parte del suo sogno. All’amico che va a trovarlo domanda infatti: «Mai provata la sensazione di non sapere se sei sveglio o se stai ancora sognando?». Il film gioca molto su quest’ambiguità, sulla difficoltà di distinguere i due mondi, quello reale e quello virtuale. Sentenzia Morpheus: «Che vuol dire “reale”? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare, vedere… quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello». Anche i nostri sogni, però, sono frutto dell’attività elettrica del cervello. Il confine tra lo stato di veglia e quello di sogno siamo soliti individuarlo tramite il livello di consapevolezza che la persona vive. Forse, la parola chiave per superare il disorientamento che Matrix suscita è proprio “consapevolezza”. A questa è chiamato Neo, con l’aiuto di Morpheus: «Nessuno di noi è in grado di descrivere Matrix agli altri: dovrai scoprire con i tuoi occhi cos’è». Di fronte alla proposta di Morpheus, il giovane accetta di ingoiare la pillola rossa, mentre potrebbe scegliere di rinunciare a capire e ritornare indietro. Ma ricorda quanto gli ha detto Trinity: «Quello che c’è là fuori già lo conosci... sai esattamente dove porta e non è qui che tu vuoi stare». Una decisione non facile, quella della consapevolezza, perché nessuno può compierla al posto nostro, come rammenta Morpheus al protagonista: «Cerco di aprirti la mente, ma posso solo indicarti la soglia: sei tu che la devi varcare». È una scelta che chiede il coraggio della responsabilità, tanto più che è irrevocabile. Cyfer, il traditore, dimostra di non avere questo coraggio perché dopo nove anni di clandestinità, decide di voler tornare indietro e svende la sua consapevolezza di persona ragionevole per rifugiarsi nella placida acquiescenza di Matrix: «Sa che ho capito? – spiega a Smith – Che l’ignoranza è un bene. Io non voglio ricordare niente. Niente». Smith, d’altra parte, è d’accordo con lui. Rivolto a Morpheus sottolinea la meraviglia che Matrix ha saputo creare: «Miliardi di persone che vivono le loro vite inconsapevoli».
    Le Intelligenze Artificiali hanno preso il potere quando gli uomini hanno abdicato ad usare la loro intelligenza, quando hanno rinunciato alla peculiarità dell’essere umano di pensare e scegliere, per demandare questo compito alle macchine. Di fronte alle paure che sorgono nel vedere lo sviluppo vertiginoso della tecnologia, l’unica risposta possibile è appunto quella della consapevolezza: la tecnologia sarà al suo servizio se l’uomo non si farà asservire dalle macchine.
    Raggiungere e conservare la consapevolezza, racchiude un appello implicito nei confronti di chi ci vive accanto. Per questo le ultime parole sono affidate a Neo, che torna in Matrix per mostrare «a tutta questa gente quello che voi non volete che vedano», per svegliare dal sonno i suoi simili e aprire loro gli occhi. L’intelligenza delle cose, della vita, del mondo, non può essere qualcosa che riguarda solo me, la mia vita, la mia realtà personale: è un dono da condividere.

    D. De Simeis

    Maggio 2012
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