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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Goodbye, Mr. Holland
Titolo originale: Mr. Holland’s opus.
Regia: Stephen Herek.
Soggetto e Sceneggiatura: Patrick S. Duncan.
Fotografia: (colore) Oliver Wood.
Montaggio: Trudy Ship.
Musiche: Michael Kamen.
Produzione: Polygram Filmed Company, USA, 1995.
Durata: 135’.
Interpreti: Richard Dreyfuss (Holland), Glenne Hadley (Iris), Olympia Dukakis (preside Jacobs), Jay Thomas (coach Meister).

Il film
1965. Glenn Holland sogna di comporre una grande sinfonia, ma per mantenersi accetta controvoglia di insegnare al Kennedy Higth School, liceo della piccola cittadina in cui vive.
Dopo un inizio sconfortante, Holland comincia ad appassionarsi all’insegnamento. Lo sostengono e lo incoraggiano sua moglie Iris, la preside Jacobs e il collega Bill Meister, allenatore della squadra di football.
Il tempo scorre veloce, intrecciando la storia americana con le vicende della famiglia Holland: la nascita del figlio Col, sordo profondo; i corsi al liceo, le prove con la banda, le lezioni di scuola guida l’estate, gli spettacoli con gli studenti...
Trent’anni volano via e, a corto di fondi, gli amministratori del liceo Kennedy decidono di tagliare i corsi artistici.
Per riflettere dopo aver visto il film
  • Perché Glenn Holland comincia ad insegnare?

  • Come si rapporta con i suoi studenti? Con Gertrude Lang? Con Louis Russ?

  • E con suo figlio?

  • Come dovrebbe essere, secondo te, l’insegnante “ideale”?


  • Una possibile lettura
    Glenn Holland, al suo primo giorno di scuola come docente, non è particolarmente motivato:
    “Come tanti altri ho preso il diploma di insegnante per avere in ogni caso un mestiere di ripiego”. Si ritrova dietro ad una cattedra solo nella speranza di “avere del tempo libero per comporre”.
    Scopre invece molto in fretta quanto può essere assorbente insegnare, specialmente quando mette in secondo piano i libri di testo per far scoprire ai suoi studenti che “la musica è molto di più che non le semplici note sullo spartito... Fare musica significa dare emozioni alla gente, scatenare la gioia di vivere!”
    Per questo comincia ad usare metodi innovativi: “Dica loro che io sono un insegnante di musica e che utilizzerò tutto, da Beethoven a Billie Holiday al rock’n’roll, se riterrò che possa aiutarmi a far amare la musica agli studenti”.
    Non è una magia quello che accade a Glenn Holland: è un processo di crescita.
    All’inizio la scuola per lui è come l’incubo della sua adolescenza: “Quando ero al liceo volevo sempre essere da un’altra parte, capisci, da un’altra parte... Ma non credevo che i miei insegnanti potessero avere lo stesso desiderio”.
    Quando però comincia a prendersi a cuore gli studenti, ad entrare in dialogo con loro, a fare il tifo per la loro riuscita, le cose cambiano. Può riconoscersi anche lui nelle parole di Bill: “I miei alunni sono come figli. Qualche volta li ammazzerei, ma faccio di tutto per portarli avanti.”
    Bill è convinto che responsabilità di un insegnante è valorizzare i talenti dei suoi allievi, “aiutarli ad eccellere” in quello che possono fare meglio.
    La preside Jacobs, da parte sua, sente che non basta “riempire di sapere le menti dei giovani” ma bisogna “soprattutto dare a quelle menti un orientamento”.
    Mr. Holland non è l’insegnante perfetto, il prototipo assoluto, ma ci coinvolge la sua autenticità, il suo cercare il bene delle persone che avvicina, pur conservando i suoi limiti, come ad esempio la difficoltà ad accettare l’handicap del figlio.
    Ci sentiamo toccati in profondità dalla sua capacità di entrare in relazione con gli studenti, dosando parole e atteggiamenti per raggiungere ciascuno con rispetto e delicatezza. Con la timida e insicura Gertrude Lang è tentato di mollare, esasperato dall’apparente incapacità di progredire della ragazza. Trova invece il modo di farla sentire comunque degna di stima e i risultati li avrà alla lunga distanza.
    Nel rapportarsi agli studenti non chiude il cuore all’affetto: basta pensare al legame che si instaura con Louis, dotato come sportivo, un po’ meno per il ritmo musicale! Ha pazienza nel tener testa all’irrequieto Eddy e sa affrontare la crisi che gli scatena dentro l’attrazione (ricambiata) per l’affascinante Rowena.
    Aveva sogni ambiziosi, Glenn Holland, sperava di raggiungere la ricchezza e la fama. Ma come gli dimostrano i suoi studenti, ha raggiunto un successo ben più grande: ha aiutato ragazze e ragazzi a crescere, a diventare persone migliori.

    “Noi siamo la sua sinfonia, signor Holland!” afferma Gertrude a nome di tutti.
    Mr. Holland ha scoperto strada facendo che educare non è semplice, non sempre è gratificante, non rende celebri, conta soddisfazioni, ma anche tristezza e delusioni... eppure è un impegno così prezioso che vale la pena dedicargli tutta la vita.

    D. De Simeis

    Febbraio 2012
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