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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
La città incantata
Titolo originale: Sen to Chihiro no Kamikakushi.
Regia: Hayayo Miyazaki.
Soggetto e Sceneggiatura: Hayayo Miyazaki.
Direttore dell'animazione: Masashi Andô.
Musiche: Jo Hisaishi.
Produzione: Giappone, 2001. Ghibli Studio e Walt Disney Pictures.
Durata: 122'.
Voci: Erika Necci (Chihiro), Jesus Emiliano Coltorti (Haku), Sonia Scotti (Yubaba), Marzia Dal Fabbro (Lin).
Premi: Orso d'Oro al Festival di Berlino 2002 come miglior film. Oscar 2003 come miglior film di animazione.
Destinatari: Famiglia.
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale: (non presente).

Il film

La famiglia di Chihiro sta viaggiando verso la nuova casa, ma lei non è contenta di traslocare. Sbagliano strada e si ritrovano all'ingresso di un tunnel che li conduce ad un parco di divertimenti in disuso. I genitori di Chihiro si mettono a mangiare con ingordigia i cibi esposti sulle bancarelle e si trasformano in maiali: infatti sono entrati in una Città Incantata. Prende vita solo di notte e vi si recano gli spiriti per riposarsi con le cure termali. Signora e padrona della città è la strega Yubaba. Haku, un ragazzo che sa trasformarsi in drago, spiega a Chihiro che per riscattare i genitori deve rendersi utile e lavorare, facendosi assumere da Yubaba. La strega s'impossessa del nome di Chihiro e le affida i lavori più sgradevoli. La ragazzina conquista pian piano la simpatia degli inservienti e degli ospiti delle terme. Haku però è in pericolo di vita: ha rubato il sigillo d'oro di Zeniba, gemella di Yubaba, che vive a Fondo di Palude. Chihiro parte per restituirle il sigillo, sperando di ottenere così la salvezza dell'amico.

Per riflettere dopo aver visto il film

  • Com'è trattata Chihiro dagli inservienti e dagli spiriti che frequentano le terme? E lei, come si comporta verso di loro?

  • Perché Yubaba toglie a Chihiro il suo nome?

  • Chi si nasconde sotto lo spirito del Cattivo Odore? Cosa simboleggia,
    secondo te?

  • Senza Volto mangia in modo irrefrenabile e produce oro che diventa fango: può essere una metafora? Di cosa?

  • In che modo Chihiro salva Haku?

  • Una possibile lettura

    La storia di Chihiro accoglie come "normali" il non sense e il fantastico, eppure non si tratta semplicemente di un racconto fiabesco, ma di una vera parabola spirituale. Il film di animazione è intriso di simboli legati alla cultura orientale e nessuno di essi è casuale.
    Per esempio il personaggio del drago: in Occidente è una presenza inquietante, pericolosa e malefica. Sputa fuoco e porta con sé disastri. Invece il drago d'argento in cui si trasforma Haku è una figura positiva, piena di armonia e di bellezza, di grazia e di forza.
    Un altro esempio è costituito dai clienti delle terme della Città Incantata, spiriti di ogni genere perché ogni realtà è abitata da un'entità spirituale: il Fiume, il Ravanello e persino il Cattivo Odore. Questa prospettiva rispecchia la concezione animistica, ma induce comunque al rispetto verso tutto ciò che è vivo ed è parte del creato.
    Yubaba si impossessa del nome della gente per renderla sua schiava. Così ha fatto con Haku, così fa con Chihiro: dopo averle fatto firmare il contratto, "raccoglie" con la mano i kanji (corrispondono più o meno alle nostre sillabe) di cui è composto il nome della ragazza. Sul foglio resta solo un kanji che si pronuncia Sen, il nome con cui dovrà essere chiamata. Ma Sen significa anche "mille", quindi ciò che fa la strega impossessandosi del nome di Chihiro è cercare di trasformarla da persona in numero. Haku spiega a Chihiro che solo finché ricorderà il suo vero nome potrà ritornare libera: la libertà autentica è frutto della consapevolezza della propria identità. Non un numero nella massa, ma una persona con un nome preciso e una personalità declinata al singolare.
    L'intera vicenda può essere letta come un percorso di crescita: Chihiro deve affrontare innanzi tutto l'assenza improvvisa dei genitori e farsi carico della responsabilità di renderli di nuovo liberi. È osteggiata da Yubaba e inizialmente anche dagli inservienti che la respingono perché "puzza di essere umano".
    La maturazione della ragazzina è possibile coglierla nel modo in cui sa affrontare le sfide che le vengono poste innanzi. Si dimostra perseverante nel duro lavoro, è disposta alla fatica e al sacrificio. Anche i lavori più ripugnanti li affronta con cura, senza mai sciatteria o indolenza.
    Accetta le umiliazioni senza rabbia né violenza: mentre lavorano insieme Lin osserva: "Sei proprio negata!" e Chihiro ammette: "Eh, sì!".
    Sa costruire amicizia con tutti quelli che accosta: Lin, il saggio Kamajii, i ragnetti di fuliggine, il gigantesco neonato figlio di Yubaba, il Senza Volto. Si fa operatrice di riconciliazione fra Haku e la strega Zeniba. Sa perdonare: prima di lasciare la Città Incantata chiama "nonnina" la strega Yubaba, che pure l'ha fatta tanto soffrire.
    Chihiro tratta con rispetto e gentilezza ogni creatura, anche il disgustoso spirito che si presenta in una notte di temporale e che a causa dei miasmi nauseabondi che porta addosso è scambiato per lo spirito del Cattivo Odore. La ragazzina lo accoglie vincendo l'istintiva repulsione, gli offre un bagno pregiato e quando si accorge che sta soffrendo cerca di liberarlo dal manubrio che lo ferisce.
    Il regista Miyazaki usa delle metafore per rappresentare alcune delle prove che Chihiro deve affrontare. In questo caso solleva la questione dell'inquinamento: lo Spirito del Fiume, spirito che dona vita, è ridotto a una melma puzzolente a causa di tutta la spazzatura che gli esseri umani gli hanno scaricato addosso. Ed è Chihiro, cioè proprio un'umana a liberarlo dai rifiuti, quasi a ricordare agli spettatori che la salvaguardia del creato è una responsabilità del genere umano.Il film prende posizione anche contro la logica del consumismo attraverso la figura del Senza Volto che mangia in modo compulsivo, senza nutrirsi (infatti risputa intatte le persone che ha ingoiato). Non ha fame di cibo, il Senza Volto, ma di attenzione e gentilezza. Sa produrre oro, ma ciò che offre è una ricchezza solo apparente, perché il suo oro dopo poco si trasforma in fango. Emerge qui una peculiarità di Chihiro: non conosce l'ingordigia, è libera dalla sete di possesso. Quando il Senza Volto vuole offrirle l'oro, lei rifiuta con semplicità: "Non ne ho bisogno, grazie lo stesso".
    Chihiro raggiunge la piena consapevolezza di sé e quindi la libertà soprattutto perché sa voler bene. Mentre parte per andare da Zeniba, desiderosa di salvare Haku, Lin la osserva perplessa e domanda a Kamajii: "Che cosa sta succedendo?"
    Il vecchio risponde: "Qualcosa che non riconosceresti: si chiama amore".
    È proprio l'amore a rompere l'incantesimo di Zeniba e liberare Haku. Ed è ancora l'amore a far sì che Chihiro ricordi il vero nome di Haku.
    I genitori, ridiventati umani, non si rendono conto del tempo che è trascorso, né della salvezza che ha guadagnato per loro Chihiro. Ma la ragazzina, attraversando il tunnel, ha vissuto il più importante dei passaggi: è diventata donna. Ora che ha imparato a donarsi, a perseverare, ad amare, può riprendere con consapevolezza il suo nome, pronta ad affrontare il futuro con una forza nuova.


    D. De Simeis

    Febbraio 2012
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