Titolo originale: One fine day.
Regia: Michael Hoffman.
Soggetto e Sceneggiatura: Terrel Seltzer, Ellen Simon.
Fotografia: (colore) Oliver Stapleton.
Montaggio: Garth Craven.
Musica: James Newton Howard.
Produzione: USA, 1996. Lynda Obst, Via Rosa Productions.
Durata: 109'.
Interpreti: Michelle Pfeiffer (Melanie Parker), George Clooney (Jack Taylor), Alex D. Linz (Sammy), Mae Whitman (Maggie).
Il film
Melanie Parker è architetto, ha un figlio, Sammy, di cinque anni, ed è separata dal marito. Jack Taylor è giornalista, anche lui separato dalla moglie, e la sua bambina, Maggie, è compagna di scuola di Sammy.
Per colpa di Jack, Maggie e Sammy perdono la gita scolastica. I due genitori sono nei guai: non sanno a chi affidare i figli e in quella giornata hanno entrambi degli impegni decisivi.
Melanie deve presentare il suo progetto per un nuovo centro commerciale: il suo futuro dipende da questo incontro di lavoro. Jack ha denunciato dalle pagine del suo giornale alcune illegalità commesse dal sindaco ed entro le cinque del pomeriggio deve convincere i suoi informatori a testimoniare in una conferenza stampa, altrimenti perderà il posto e la credibilità professionale.
Jack e Melanie, benché opposti per carattere e per il modo di approcciare la vita, si vedono costretti a solidarizzare e ad aiutarsi vicendevolmente.
Gli incidenti di percorso sono tanti e molti i battibecchi tra i due, ma alla fine della lunga intensissima giornata, Jack e Melanie si guardano con occhi diversi.
Per riflettere dopo aver visto il film
Quali sono le priorità di Melanie?
Quali cose le danno sicurezza?
Su cosa centra la sua vita?
Che cosa ti piace di Melanie? In cosa, invece, non vorresti assomigliarle?
Su cosa è centrata la tua vita?
Una possibile lettura
Un giorno, per caso ha due protagonisti, Jack e Melanie, ma la regia e la sceneggiatura, concentrano l'attenzione su Melanie per tracciare un ritratto femminile attuale e credibile.
Melanie vuole dimostrare, a se stessa e agli altri, di essere forte, indipendente, autonoma: lei non ha bisogno di nessuno, è
"un giocoliere che sa tenere in aria tutti i birilli". È come se fosse sempre in competizione: sul lavoro, ad esempio, per essere apprezzata dai clienti, perché il suo capo abbia stima di lei, la consideri alla pari con i colleghi uomini, le affidi incarichi prestigiosi.
È in competizione con la sorella, che ha fatto un ricco matrimonio, non svolge una professione e si considera "l'amministratore delegato" della sua casa: Melanie vuol essere alla sua altezza nelle capacità sociali ed esserle superiore per la possibilità di un lavoro autonomo. Così come vuole essere superiore alla madre, che trascorre le giornate nei centri di estetica.
Melanie, poi, è in aperta competizione con tutti gli uomini che incontra: vuole essere trattata come un uomo, non accetta alcuna galanteria né gentilezza (neppure che le venga tenuta aperta la portiera dell'auto!). Sul piano sentimentale non ha avuto una buona esperienza con il suo ex marito, perciò non vuole più fidarsi di nessuno e ritiene sia
"meglio essere prudente che pentirsi".
La giornata di Melanie è pienissima, dal mattino presto fino a notte fonda: si accavallano gli impegni di madre, di architetto, di donna di casa… L'orologio e l'agenda scandiscono il suo tempo, così che ne resta poco per Sammy e ne resta ancora meno per la dimensione affettiva in generale.
Questa giovane donna parla a raffica, quasi senza tirare il respiro. Si muove a scatti, è in ansia costante (anche se bisogna ammettere che nel film le capitano proprio tanti incidenti esasperanti!). Ha bisogno di avere sempre tutto sotto controllo: rovescia addosso a Jack un'infinità di raccomandazioni e si decide ad affidargli Sammy solo come ultima spiaggia.
La sua identità, la sua dignità, la sua autostima sembrano dipendere esclusivamente dalle cose che sa fare. Infatti si dispera quando perde Maggie: da quello che dice al commissariato di polizia, sembra affranta non tanto perché la piccola è scomparsa, ma per la figura che ci fa con Jack! Dopo aver tanto dubitato di lui, dopo averlo criticato in maniera acida, ora è lei ad aver fallito.
Emblematica e rappresentativa del suo carattere è la borsa di Melanie: più che una borsetta femminile è una sorta di sacca da viaggio, da cui trae fuori di tutto. Alcuni oggetti che si porta appresso sono significativi: ad esempio la spazzola a pile per rimettere in piega i capelli. Melanie
deve essere sempre
perfetta. Apparire impeccabile, fresca, efficiente.
Per questo diventa fondamentale la sequenza dell'aperitivo con i clienti. È il momento in cui Melanie deve decidere cosa le sta veramente a cuore, chi o cosa è in cima all'elenco delle sue numerose priorità: la carriera? l'ammirazione altrui? o suo figlio Sammy?
Ha provato per tutta la giornata a conciliare gli impegni, ad essere una mamma perfetta, una donna perfetta, una professionista perfetta. Ma ora è in ritardo, ha il tailleur macchiato, non sa trovare nessuna idea geniale con cui sorprendere i clienti del suo studio e, fuori dal bar, al di là del vetro, c'è Sammy, con già indosso la divisa per giocare la sua partita di calcio. Melanie fa la sua scelta:
"Sentite, io non posso farlo adesso. Non posso neppure venire a Stanford con voi, adesso. - dice rivolta ai due clienti - Ho un figlio che ha una partita di calcio tra 20 minuti. Se fa tardi non gli danno il trofeo. E visto che sono qui con voi, probabilmente farà tardi. Ma quello che mi colpisce più di ogni cosa, è che invece di piangere per questo, è là fuori che ci sorride e ci fa la faccia di pesce palla. Signori, se siete intelligenti, mi vorrete tanto per la mia dedizione e le mie capacità, quanto per il fatto che adesso vi mollerò e attraverserò la città come una pazza per far capire a mio figlio che la cosa più importante è lui, per me".
La voglia di essere perfetta le si ripresenta quando, a sera, Jack la va a trovare e cerca di baciarla: lei è spettinata, con la maglietta macchiata, non si sente seducente, anche se lui la considera la donna più bella che abbia mai visto. Così gli chiede del tempo per "mettersi in ordine": c'impiega un bel po' per rendersi presentabile secondo i suoi parametri e alla fine Jack si è addormentato esausto. Anche stavolta, però, Melanie riesce a superarsi: invece di arrabbiarsi, gli si accoccola vicino e si addormenta pacifica accanto a lui.
Un rischio costante del pianeta donna è il desiderio di perfezione: essere impeccabili, preparate, capaci di affrontare ogni situazione dando sempre il meglio di sé.
Questo è positivo quando è moderato, equilibrato. Diventa pericoloso quando le trasforma in creature stressate, ansiose, impazienti con la vita, il mondo, la gente.
Il confronto con Melanie può essere allora salutare: mentre diverte il tono leggero della commedia, il film, enfatizzandola, aiuta anche a percepire la mania di perfezionismo. La pellicola diventa occasione per riflettere sulla possibilità di affrontare la vita sì con slancio, grinta e passione, ma senza scivolare nello stress.
D. De Simeis