Titolo originale: Ice Age. Regia: Chris Wedge.
Soggetto: Michael J. Wilson.
Sceneggiatura: Michael Berg.
Animazione: Oktay Ahiska.
Montaggio: John Carnochan.
Musiche: David Newman.
Produzione: USA, 2002, Blue Sky Studios, Fox Animation Studios.
Durata: 81’.
Voci italiane: Leo Gullotta (Manfred), Claudio Bisio (Sid), Pino Insegno (Diego).
Il film Ventimila anni fa, durante una terribile glaciazione, il mammut Manfred e il bradipo Sid trovano un cucciolo d’uomo. Manfred è forte e saggio, mentre Sid è un bruttissimo pasticcione. Insieme, decidono di riportare il bambino ai suoi genitori e a loro si unisce Diego, ambigua tigre siberiana dalle lunghe zanne. Diego è abilissimo a trovare le tracce degli uomini, ma forse nasconde un secondo fine, meno altruistico dei suoi compagni.
Per riflettere dopo aver visto il filmPerché Sid e Manfred decidono di riportare il bambino a suo padre? Perché Diego si unisce a loro?Come cambiano i rapporti fra i tre, strada facendo?Quando scoprono di essere un branco?Una possibile letturaL’era glaciale si offre come un divertentissimo cartoon, pieno di gags esilaranti, ad esempio le disavventure del povero scoiattolo che cerca di mettere in salvo la sua preziosa ghianda. Ma pur facendo sorridere, la vicenda di Manfred, Sid e Diego, è un apologo intelligente sull’interculturalità.Per natura i tre animali sarebbero nemici e Diego è un predatore. Eppure durante il viaggio che intraprendono, scoprono la possibilità di diventare un branco. Un unico branco, che non nega le differenze di ciascuno, ma le valorizza per la riuscita comune. La convivenza e l’impegno, permettono ad ognuno di tirar fuori il meglio di sé.
Sid, lento come tutti i bradipi, pasticcione fino all’inverosimile, brutto senza appello, dimostra di avere un cuore buono e generoso, vincendo le sue paure e mettendo a rischio la sua incolumità per aiutare il cucciolo d’uomo. È la sua testardaggine che convince Manfred a intraprendere il viaggio e con la sua simpatia aiuta a sdrammatizzare le situazioni più tese.
Manfred è il personaggio più saggio. Ha molto sofferto, come comprendiamo di fronte ai graffiti che lo commuovono: la sua compagna e il suo cucciolo sono stati uccisi dai cacciatori. Ciò malgrado, impegna tutto se stesso per salvare il cucciolo d’uomo. Sapendo che se si avvicinerà agli uomini potrà essere colpito a sua volta, ma deciso a mettere in salvo il piccolo. Manfred è il primo a cogliere il senso di gruppo che sta crescendo fra loro e a comportarsi verso i suoi compagni come fossero un unico branco. Quando Diego sta per precipitare, rischia la vita per aiutarlo. La tigre è stupita:
“Perché l’hai fatto?” domanda. Con semplicità il mammut risponde:
“È così che si fa in un branco”.Diego si unisce a loro solo per mettere le mani sulla tenera preda, oggetto della vendetta delle altre tigri siberiane. Gli balena anche il pensiero di condurre il grasso mammut in un’imboscata, dove le sue colleghe potranno attaccarlo insieme. Strada facendo, però, le cose cambiano. Scopre la tenerezza nei confronti del cucciolo d’uomo. Sente crescere la stima e l’amicizia verso Manfred, cui deve la vita, e persino verso Sid, chiacchierone e petulante, ma di cui non si può fare a meno.
Deve scegliere da che parte stare, ma non è facile: rischia di perdere completamente la fiducia dei suoi nuovi amici se rivela la trappola verso cui stanno dirigendosi. Diego sceglie di rischiare e viene ricompensato con la fiducia: Manfred e Sid organizzano una contro-trappola per le tigri.Il loro agire insieme ha successo, anche se Diego sembra soccombere. Ma si riprenderà per tornare a far parte del suo nuovo branco, assolutamente originale.
Non sono solo le difficoltà che uniscono i tre. Ci sono anche i momenti di allegria, come la divertentissima scivolata nella galleria ghiacciata o la pseudo-partita di football americano con i cocomeri. Vi sono poi tutte le situazioni in cui sperimentano la tenerezza verso il bimbo che custodiscono, occasioni che aprono una breccia nel cuore e permettono il crearsi di un legame profondo.
Lungo il cammino, si dimostra prezioso il contributo che ciascuno può dare, secondo le sue caratteristiche: la forza e l’imponenza di Manfred, il fiuto di Diego, le capacità di contorsionista di Sid. Diventano branco perché imparano a riconoscere ed apprezzare il dono che l’altro rappresenta.
Il simpatico trio dell’era quaternaria può insegnare molto agli spettatori di oggi. Suggerisce la possibilità del dialogo e della convivenza fra culture diverse, senza cercare l’omogeneizzazione, ma riconoscendo il dono che ciascuno può portare. Sid, Manfred e Diego, sperimentano che è una responsabilità condivisa a rendere più facile l’integrazione fra loro, ma l’impegno va affiancato anche dall’allegria, dalla capacità di divertirsi e ridere insieme. Per arrivare a formare un branco nuovo, su cui nessuno, forse, avrebbe scommesso. Superando gli odi delle rispettive razze e riprendendo ancora il cammino.
D. De Simeis