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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Mar nero
[TERESA BRACCIO]
Una storia tutta al femminile che fa emergere emozioni e ricordi collegati al singolare rapporto che univa la nonna del regista e la sua giovane badante romena. Due donne sole: una attaccata al passato, l'altra al futuro.

Genere: Drammatico
Regia: Federico Bondi
Interpreti: Ilaria Occhini (Gemma Pratesi), Dorotheea Petre (Angela), Corso Salani (Enrico Pratesi), Vlad Ivanov (Adrian), Maia Morgenstern (Madalina), Theodor Danetti (Nicolae), Vicenzo Versari (Lupi), Giuliana Colzi (Milena), Marius Silagiy (Nelu).
Origine: Italia/Francia/Romania (2008)
Soggetto: Federico Bondi, Cosimo Calamini
Sceneggiatura: Ugo Chiti, Federico Bondi
Fotografia (Panoramica/a colori): Gigi Martinucci
Musica: Enzo Casucci, Guy Klucevsek
Montaggio: Ilaria Fraioli
Durata: 95'
Produzione: Francesco Pamphili per Kairos Film
Tematiche: Anziani; Donna; Famiglia - genitori figli; Rapporto tra culture; Solidarietà-Amore;
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana:
Consigliabile/problematico/dibattiti *
Note: Pardo per la Migliore Interpretazione Femminile a Ilaria Occhini. Premio della Giuria Ecumenica e Terzo Premio Giuria dei Giovani al 61° Festival di Locarno (2008).
- Presa Diretta: Mirko Guerra.
- Realizzato con il contributo di: Toscana Film Commission, Centrul National al Cinematografiei România, Televiziunea Românã.
- Ilaria Occhini è stata candidata al David di Donatello 2009 come Miglior Attrice Protagonista.
- Federico Bondi è stato candidato al Nastro D'argento 2009 come Miglior Regista Esordiente.

Il film
Protagoniste di Mar nero sono Gemma, un'anziana signora che vive a Firenze, e Angela, una giovane badante romena giunta in Italia in cercare di lavoro. Le due donne vivono insieme nella stessa casa. Anche se la convivenza inizialmente non è facile, entrambe si cercano senza rendersene conto e, pur se molto diverse, si ritrovano simili. La determinazione della ragazza nel mettere da parte i soldi per avere un bambino, rievoca nell’anziana donna il suo passato e i sacrifici affrontati per crescere il proprio il figlio. Con il trascorrere dei giorni nasce tra loro un legame profondo fatto di comprensione e disponibilità. Un giorno Angela viene a sapere che il marito, rimasto in Romania, è scomparso. La ragazza decide di partire per cercarlo e Gemma, che non vuole ritrovarsi ancora una volta da sola, sceglie di andare con lei. Insieme si recano in Romania. Durante questo viaggio le due donne intraprendono un cammino nel tempo e nella verità. Un’avventura umana che aiuterà entrambe a riprendere contatto con la propria esistenza.

Per riflettere dopo aver visto il film
Una piccola storia che ritroviamo in molte famiglie italiane: l’assistenza degli anziani affidata a badanti provenienti da altri Paesi. Una realtà che aumenta man mano che la popolazione italiana invecchia. Il film nasce da una esperienza autobiografica proposta sullo schermo in modo asciutto ed essenziale. Una storia tutta al femminile dove le diverse scelte espressive lasciano riemergere emozioni e ricordi collegati al singolare rapporto che univa la nonna del regista e la sua giovane badante romena. Due donne sole: una attaccata al passato, l'altra al futuro.
- Gemma, dura e astiosa, rimasta vedova teme di dover passare il resto della vita nella solitudine e nel rimpianto. Con il suo carattere rigido e autoritario fatica a tenere in casa una persona sconosciuta.
- Angela, lavora e vive in Italia facendo la badante. Offre disponibilità e chiede rispetto. Il suo sogno è di avere un bambino. Quando il marito non risponde più al telefono, decide di tornare in Romania per scoprire la verità su di lui.
Superando i pregiudizi Gemma ritrova la sua giovinezza in quella di Angela. Impara a condividere la fermezza della ragazza arrivando a considerarla una persona di famiglia. La riservatezza degli affetti, velata all’inizio da una burbera apparenza, lascia gradualmente il posto a una confidenza solida e matura. Sarà proprio Gemma, incoraggiata dalla possibilità di poter fare ancora qualcosa di buono, a sostenere Angela e accompagnarla nella sua sconosciuta terra alla ricerca dell’amore disperso.

Una possibile lettura

"Spero che il film aiuti a far comprendere quanto siano soli i nostri anziani costretti a entrare in contatto diretto e totalizzante con un perfetto sconosciuto, proprio nel momento più fragile e precario della loro esistenza”. Queste parole del regista Federico Bondi alla presentazione della sua opera prima, forniscono la chiave di lettura di tutto il racconto. Inizialmente scontrose e diffidenti, le due donne vivono tra le pareti domestiche nell'incomunicabilità più piena fino a quando il bisogno d'affetto, che ognuna porta dentro, riesce a smussare l’orgoglio e il pregiudizio. La solitudine, la coabitazione obbligata, la possibilità di un'esistenza meno grigia, porta le protagoniste a una graduale trasformazione. La durezza della prima sarà addolcita dalla pazienza della seconda. Il coraggio, la risposta ai bisogni altrui e la disponibilità piena e generosa, farà nascere tra loro un rapporto affettuoso e solidale. Mar Nero certifica, scena dopo scena, l’incontro con il diverso, la realtà di una subordinazione e dipendenza reciproca, ma anche la lenta scoperta dell’altro i cui tasselli, come in un prezioso mosaico, saranno costruiti giorno dopo giorno nella fatica dell’accoglienza.

Febbraio 2012
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