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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Le ricamatrici
Genere: Drammatico
Regia: Eleonore Faucher
Interpreti: Lola Naymark, Ariane Ascaride, Thomas Laroppe, Maria Felix, Arthur Quehen, Anne Canovas, Jackie Berroyer, Elisabeth Commelin
Nazionalità: Francia
Distribuzione: BIM Distribuzione
Anno di uscita: 2005
Origine: Francia (2004)
Soggetto: Eleonore Faucher
Sceneggiatura: Eleonore Faucher con la collaborazione di Gaelle Maeche
Fotografia: Pierre Cottereau
Musica: Mike Galasso
Montaggio: Joele Van Effenterre
Durata: 88'
Produzione: Alain Benguigui, Betrand Van Effenterre
Tematiche: Donna, Famiglia, Genitori – Figli
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: Accettabile/problematico/dibattiti
Note: Gran Premio della 43ma "Semaine Internationale de la Critique", Cannes 2004.

Il film
Le ricamatrici è l’opera prima di Eléonore Faucher. È la storia di Claire, diciassettenne al quinto mese di gravidanza. La ragazza vuole tenere nascosto il suo stato e pensa che la miglior soluzione sia quella di allontanarsi dal supermercato in cui lavora, partorire nell’anonimato e dare quindi il bambino in adozione. Nemmeno i suoi genitori lo devono sapere. Si rifugia così dalla signora Melikian, che ha appena perduto il figlio e che lavora per l'alta moda come ricamatrice. La passione per il ricamo, lavoro paziente fatto di gesti minuziosi, unisce le due donne. Minuto dopo minuto, punto dopo punto, si forma tra le loro mani il ricamo, ma anche un rapporto di stima e amicizia. Nell’attività di ogni giorno, nella comprensione reciproca che si consolida sempre di più, la gravidanza dell'una e la sofferenza dell'altra si armonizzano fino a farsi rapporto unitario, familiare, quasi un legame madre-figlia.
Per riflettere dopo aver visto il film
  • Scena-metafora. Un campo coltivato, due mani che sradicano un cavolo.
    Il primo episodio a cui fa seguito la storia e la solitudine di Clair. La ragazza scrive ad un’amica comunicandole di essere incinta. Decisa di rinunciare alla maternità, trova lavoro come ricamatrice presso la signora Melikia, l’unica ad accorgersi che la ragazza aspetta un bambino.

  • Il cammino di intesa tra Claire e la signora Melikian.
    La giovane allieva non vuole il figlio in arrivo. La saggia maestra piange un figlio perduto. Due donne, legate dal ricamo e dallo scorrere del tempo passato insieme, riescono a colmare la propria solitudine. Un rapporto inizialmente freddo si trasforma in affetto e sottintesa complicità.

  • La decisione di Claire di tenere bambino.
    Cresce la vita nel seno di Claire, ma anche la fiducia in se stessa e l’affetto per Melikian, alla quale, con la sua presenza, porterà in dono una nuova voglia di vivere.


  • Una possibile lettura
    Opera tutta al femminile. Le ricamatrici stupisce per la consistenza dell’impianto narrativo, ma anche per la sua delicatezza fatta di mezzi toni che trasmettono dolcezza e nello stesso tempo una forte carica poetica. Un film tutto al femminile per la tematica, per la regia, per la recitazione.
    La trama. Ago, filo e maestria per un insieme di situazioni e affetti. Eléonore Faucher, regista del film, realizza una breve ma armoniosa musicalità di movimenti, sguardi e toni che tessono la trama del film e lo abbelliscono, così come le due protagoniste lavorano i tessuti e li arricchiscono di preziosi ricami. Ripresa dopo ripresa, sguardo dopo sguardo, la regista tesse questo racconto di sorprendente naturalità.
    Ciclo della vita. Un susseguirsi di conoscenze e di sentimenti metaforizzati nell’atto paziente e femminile del cucire, ricamare, impreziosire. Il valore del film sta proprio nel far percepire allo spettatore il delicato ciclo della vita che nasce nell’animo umano, parallelo a quello racchiuso e palpitante nel grembo di una madre. Un motivo, questo, ripreso anche dalla lavorazione dei ricami, che si formano sotto le mani pazienti delle due ricamatrici: arricchire di bellezza la drammatica tela della vita.


    Teresa Braccio

    Febbraio 2012
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