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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Il vento del perdono
Un affresco delicato e intenso che si dipana sul filo del perdono, perdono verso gli altri ma anche e soprattutto verso se stessi. Il vento del perdono è una storia che si snoda attraverso un cammino di riavvicinamento tra persone
Titolo originale: An Unfinished Life
Genere: Drammatico
Regia: Lasse Hallstrom
Interpreti: Robert Redford (Einar Gilkyson), Jennifer Lopez (Jean Gilkison), Morgan Freeman (Mitch Bradley), Josh Lucas (Crane Curtis), Becca Gardner (Griff Gilkison), Camryn Manheim (Nina), Damian Lewis (Gary Watson), Lynda Boyd (Kitty), R. Nelson Brown (Kent)
Nazionalità: Stati Uniti
Soggetto: tratto dal romanzo "Una vita incompiuta" di Mark Spragg
Sceneggiatura: Virginia Korus Spragg, Maerk Spragg
Fotografia: Oliver Stapleton
Musica: Christopher Young
Montaggio: Andrew Mondshein
Durata: 107'
Produzione: Alan Ladd jr., Kelliann Ladd, Leslie Holleran
Distribuzione: Eagle Pictures (2005)
Tematiche: Famiglia; Morte; Solidarietà-Amore;
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Accettabile/semplice.

Note:
Ispirato dal romanzo "Where rivers change direction" dello scrittore "western" Mark Spragg.

Il film
Dalla sceneggiatura originale di Mark Spragg, scritta insieme alla moglie Virginia e ispirata a un loro libro, il regista svedese Lasse Hallstrom realizza il film Il Vento del Perdono. Un affresco delicato e intenso che si dipana sul filo del perdono, perdono verso gli altri ma anche e soprattutto verso se stessi. Siamo in Wyoming, in una fattoria immersa nel verde, dove vive solitario Einar Gilkyson. Dopo la morte del suo unico figlio, egli ha eretto un muro nella sua esistenza che lo separa dal resto del mondo. La sua casa è a pezzi così come la sua vita.
La sola persona presente nell’isolato cosmo di Einar è il fedele aiutante e amico Mitch, infermo e bisognoso di cure. Ma un giorno arriva alla fattoria Jean e la figlia undicenne Griff, in cerca di un riparo per sfuggire ai maltrattamenti del nuovo convivente. Jean è stata la moglie dell'unico figlio di Einar, morto in un incidente stradale, di cui egli la ritiene responsabile e per questo non vede di buon occhio il suo ritorno e la sua presenza in casa.
Col passare dei giorni però e con l’aiuto dell’amico Mitch e della giovane Griff, la nipote di cui non conosceva l’esistenza, il vecchio riuscirà a ricucire i rapporti con Jean e a saldare i conti con quel passato che pesa sul suo cuore come un macigno.
Per riflettere dopo aver visto il film
Il film propone due vite parallele che s’incrociano tra loro: quella di Einar Gilkyson che insieme all’amico Mitch vive in una fattoria come un cowboy di altri tempi, e quella di Jean, in fuga con la figlia Griff dalla sua casa per allontanarsi dal compagno che la umilia picchiandola selvaggiamente.
Tutta la narrazione si costruisce basandosi su due tipi di legami opposti: l’affetto tra il nonno e la nipotina e l’ostilità tra il suocero e la nuora. All’interno di queste combinazioni troviamo Mitch nel ruolo di mediatore e consigliere e la piccola Griff a far da polo di attrazione tra i due antagonisti.

Alcuni significati
- Mitch: amico di Eimar da tutta la vita, rappresenta la sua coscienza critica.
- Il grìzzly: è la raffigurazione visiva delle angosce e paure che ognuno porta dentro.
- la liberazione dell'orso: è una metafora ecologica di libertà e coraggio.

Una possibile lettura
Il vento del perdono è una storia che si snoda attraverso un cammino di riavvicinamento tra persone. Gli eventi dolorosi della vita influenzano fortemente i nostri comportamenti e il nostro essere. Dietro ad una apparente serenità si nasconde spesso amarezza e risentimento. Einer non riesce a perdonare alla nuora di essere stata al volante dell’auto nel momento dell’incidente che ha causato la morte del figlio. La sua presenza in casa è come un pungolo che riapre quella ferita mai rimarginata. Un tormento scolpito nel cuore e nei volti dei protagonisti.
Lo scenario in cui si svolge il film è quello dell’America rurale: le montagne innevate, i campi sterminati immersi nel verde, la vita contadina dura e faticosa. I percorsi narrativi presentano i cammini esistenziali di ogni uomo: la famiglia, il rapporto tra differenti generazioni, la memoria, l’amore, lo scontro, la riconciliazione.
La trama si sviluppa inevitabilmente su binari paralleli: il dolore della morte e il conforto degli affetti, la rabbia del rancore e la pace del perdono. Il tema è quello della riconciliazione, una sorta di parabola del pentimento e della redenzione che si propone come monito per gli spettatori. Nel Vento del perdono l’incapacità di perdonare diventa tormento. Perdonare significa mettere da parte il risentimento per ricostruire un legame spezzato e fare pace con il proprio passato.


Teresa Braccio

Febbraio 2012
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