Un film che porta lo spettatore a guardare dentro le lacune del cuore umano e del vivere sociale. Il racconto si snoda in modo esemplare e delicato nel ristretto spazio della timidezza di Lars, nella sua paura di andare incontro a delusioni troppo forti.
Titolo originale: Lars and the Real Girl
Genere: Metafora
Regia: Craig Gillespie
Interpreti: Ryan Gosling (Lars Lindstrom), Emily Mortimer (Karin), Paul Schneider (Gus), Patricia Clarkson (dott.ssa Dagmar), Kelli Garner (Margo), R.D. Reid (rev.do Bock), Nancy Beatty (sig.ra Gruner), Joe Bostick (sig. Shaw), Karen Robinson (Cindy), Billy Parrott (Erik), Angela Vint (Sandy).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: DNC Entertainment
Anno di uscita: 2008
Origine: Stati Uniti (2007)
Soggetto e sceneggiatura: Nancy Oliver
Fotografia (Panoramica/a colori): Adam Kimmel
Musica: David Torn
Montaggio: Tatiana S. Riegel
Durato: 106'
Produzione: Sidney Kimmel, John Cameron, Sarah Aubrey
Tematiche: Famiglia; Metafore del nostro tempo; Psicologia; Solidarietà-Amore
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Raccomandabile/problematico/dibattiti
Il film
In un freddo paesino del Wisconsin a nord degli Stati Uniti vive Lars Lindstrom, un giovane timido e introverso, con gravi problemi di incomunicabilità. Abita nel garage vicino alla casa del fratello sposato, non si lascia avvicinare e toccare da nessuno. Soffre di un disturbo della psiche che lo porta a cogliere la realtà in maniera distorta. Una sera si presenta dal fratello Gus rivelando a lui e a sua moglie Karen di aver finalmente trovato, con l’aiuto di internet, l'amica del cuore. Una persona speciale che vuole presentare a parenti e amici: il suo nome è Bianca. Grande è lo sgomento da parte di tutti quando si scopre che Bianca non è altro che una "Real Doll", una bambola in silicone a dimensioni naturali ordinabili via internet. Secondo il racconto di Lars, la ragazza è rimasta paralizzata a causa di un incidente mentre svolgeva il suo lavoro di missionaria. Per aiutarlo a uscire dalla crisi, la dottoressa Dagmar, che ha in cura il ragazzo fin dalla nascita, chiede ai parenti e agli abitanti del villaggio di assecondarlo. Tutti iniziano così a compiacerlo e a trattare Bianca come una persona normale: viene portata a messa e a fare shopping in una boutique, svolge volontariato in ospedale, partecipa agli incontri sociali. Il tempo e i rapporti scorrono nella più assoluta normalità fino a quando accade un fatto inaspettato: Bianca si ammala gravemente e muore. Tutta la comunità ancora una volta partecipa con grande solidarietà al funerale della bambola e alla sua sepoltura. Alla fine della cerimonia Lars si avvicina ad una ragazza (vera) facendole un invito “Ti va di fare una passeggiata?” È guarito!
Per riflettere dopo aver visto il film
Il copione scritto da Nancy Oliver si basa sul legame originale e imprevedibile tra un ragazzo introverso e la sua bambola, acquisita tramite internet con lo scopo di superare i suoi problemi di rapporti umani.
Il racconto si snoda in modo esemplare e delicato nel ristretto spazio della timidezza di Lars, nella sua paura di andare incontro a delusioni troppo forti. Egli sfugge il contatto con i suoi simili anche a causa delle persone che lo circondano le quali, pensando di proteggerlo, lo hanno invece portato ad evitare gli altri e sfuggire ogni legame profondo.
La dimostrazione concreta di questo suo disagio psicologico esploderà proprio con l'arrivo di Bianca, questa bambola con cui il protagonista vive, dialoga, va in macchina, discute. Per il regista la sua presenza diventa il pretesto per mettere in scena un straordinaria partecipazione comunitaria che rende tutti corresponsabili nell’impegno di far guarire un amico. Un percorso di crescita umana dove ognuno è chiamato a fare la sua parte.
Colorato di humour amaro, il film ripercorre il transfert di Lars e aiuta lo spettatore a scoprire l’origine delle sue manie e del processo psicologico attraverso il quale egli sposta inconsciamente sulla bambola tutto il mondo affettivo: emozioni, sentimenti e pensieri. Segnato fortemente fin dalla nascita dalla morte della madre avvenuta durante il parto, il giovane grazie al rapporto con la bambola, troverà finalmente il coraggio di avvicinarsi ad una ragazza vera ed entrare così a far parte di un mondo non più falso.
Stranamente la creatura di silicone si rivelerà la nuova anima del paese facendosi strada nel cuore dei suoi abitanti e colmando in loro solitudini e bisogni di cui non erano consapevoli. Quello che ne scaturirà sarà per tutti un divertente e toccante pellegrinaggio verso il rinnovamento di se stessi.
Una possibile lettura
Lars e una ragazza tutta sua, con il suo modo originale di intrecciare situazioni e personaggi ci porta a guardare dentro le lacune del cuore umano e del vivere sociale. Il film, attraverso uno spunto surreale, racconta con stupefacente efficacia dinamiche reali. Non c’è spazio per rapporti veri e autentici in una comunità fondata prevalentemente sulla commiserazione. È singolare, all’inizio di questa avventura, il graduale adattamento degli abitanti del piccolo villaggio alle esigenze di questa inaspettata ospite diventata per tutti una laconica e gradevole compagna. Dalla iniziale curiosità pian piano tutti si lasciano conquistare e coinvolgere nel mondo fantastico di Lars, isolato nella gabbia delle proprie paure e, nello stesso tempo, bisognoso di comunicare, di aprirsi, di dare e ricevere amore. La paura scompare nel momento in cui si sente libero di sostituire finalmente la bambola con una donna vera. Grande l’impegno per assecondare la stranezza di Lars fino alla sua guarigione. In questo spazio di solidarietà gratuita inizia, come per miracolo, un percorso di crescita esistenziale per tutti, un desiderio di migliorarsi e di aiutare gli altri. Accogliere il diverso senza giudicarlo significa anche accompagnarlo verso la guarigione. Una storia delicata, capace di dire con forza l’importanza di non emarginare chi ci appare lontano e diverso da noi. Una specie di favola moderna su cui riflettere: se è vero che non tutti hanno bisogno di una Bianca è pur vero che nessuno può vivere da solo!