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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
       
Castello errante di Howl (Il)
Titolo originale: Hauro no ugoku shiro
Regia: Hayayo Miyazaki
Soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Diana Wynne Jones
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Montaggio: Takeshi Seyama
Musiche: Jo Hisaishi
Produzione: Giappone, 2004. Toshio Suzuki per Studio Ghibli
Durata: 119'
Voci: Sophie (Roberta Pellini), Howl (Francesco Bulckaen), strega delle Lande (Ludovica Modugno), Calcifer (Luigi Ferraro), Markl (Furio Pergolani), madam Suliman (Maria Pia Di Meo), Heen (Daijiro Harada)
Destinatari: Famiglia
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: Accettabile/semplice.

Il film
Il mago Howl, bellissimo ed egoista, vive in un misterioso castello, in grado di viaggiare da un posto all’altro grazie al potere di Calcifer, il demone del fuoco.
Sophie, giovane cappellaia, incontra casualmente l’affascinante mago e ne resta colpita. La perfida Strega delle Lande, da sempre bramosa di conquistare il cuore di Howl, punta da gelosia verso Sophie, la tramuta in una vecchietta ricurva e malconcia.
Sophie trova rifugio proprio nel Castello Errante, dove si mette a servizio come governante. La sua bontà, la generosità e la vitalità che sa comunicare, sia pure sotto le sembianze invecchiate, toccano il cuore di Howl che comincia a riconsiderare le sue scelte e le responsabilità che gli vengono dall’enorme potere che possiede.
La forza dell’amore di Sophie spezza la maledizione della Strega e libera Calcifer ed Howl dalla reciproca schiavitù.

Per riflettere dopo aver visto il film
  • In che modo avviene il primo incontro tra Howl e Sophie? Perché la Strega delle Lande si accanisce contro la giovane cappellaia?

  • In che modo Howl e Calcifer sono legati l’uno all’altro?

  • “Senza avere la bellezza non c’è alcuna ragione di vivere” afferma Howl: sei d’accordo? Perché?

  • Che cosa scopre Sophie di se stessa, quando viene trasformata di colpo in una vecchina? La vecchiaia è una maledizione?

  • Suliman, Howl, Calcifer, la Strega delle Lande, sono tutti assetati di potere: per quale scopo?

  • Grazie a Sophie, tutti scoprono un diverso orizzonte: qual è il potere che possiede la timida ragazza?

  • Una possibile lettura
    Il maestro Miyazaki dimostra ancora una volta di saper coniugare la poeticità del tratto nel disegno animato, con la profondità di temi esistenziali.
    Sulla scia di un romanzo inglese, il regista nipponico fa decollare la fantasia per raccontare una parabola quanto mai attuale sulla sete di potere.
    Vi sono due Paesi in guerra, ma non viene mai specificato quali siano, né perché si combattano a vicenda, dando come sottinteso che ogni guerra è una guerra per il potere sull’altro. Dalle scene che celebrano l’epopea gloriosa delle parate di piazza, in mezzo a una folla festante, bandiere e fanfare, si passa ai bombardamenti distruttivi, all’orrore e alla morte, che sinteticamente Calcifer descrive come “odore di creature e ferro bruciati”.
    Howl, mago assai temuto per il suo grande potere, sembra indifferente a quanto sta avvenendo intorno: il suo Castello Errante gli permette di spostarsi di continuo, di sfuggire così al pericolo e alle responsabilità.
    La Maestra Suliman, maga al seguito della corona, lo convoca più volte ma egli rifiuta di presentarsi al Palazzo Reale. Howl sa che malgrado le parole di apparente saggezza, Suliman sta cercando di riportare il potere del giovane mago sotto il suo controllo, perché sottilmente lo teme.
    Dal canto suo la Strega delle Lande, famigerata per la sua crudeltà e il suo potere malefico, ambirebbe anch’essa ad avere sotto il suo dominio il giovane Howl. Ne è invaghita e vorrebbe possederne il cuore, poiché è il cuore del Mago a tenere legato lo Spirito del Fuoco.
    La situazione di stallo creatasi tra i tre maghi è ribaltata proprio da Sophie che non ha poteri magici, si considera bruttina e insignificante, non ha ambizioni particolari e si accontenta del suo modesto lavoro di modista.

    I Maghi sono assetati di potere: già ne posseggono, ma ne vogliono ancora di più, sempre di più! Suliman e la Strega delle Lande cercano il potere per dominare gli altri, per asservirli, per trasformarli in nera gelatina senza pensiero e senza sentimenti, oppure per lanciarli a bordo di macchine da guerra, senza rimorsi e senza pietà.
    Calcifer e Howl si sono legati a vicenda con un patto che pesa come una maledizione, al solo scopo di ottenere maggior potere da usare a vantaggio personale. Calcifer, che era una stella cadente, ha preteso di nutrirsi del cuore di Howl così da centuplicare la sua forza e la sua energia. Howl, invece, ha rinunciato al proprio cuore per ottenere in cambio gli straordinari servigi di Calcifer. Il Demone del Fuoco anima il Castello Errante, lo protegge, lo rende invisibile agli occhi dei più e all’occorrenza lo fa spostare di luogo e mutare completamente al suo interno. Il giovane mago, privo di cuore, senza più un’anima, ha la possibilità di tramutarsi d’aspetto a suo piacere e persino diventare un uccello selvaggio, temibile e possente. Ma è vuoto, dentro, con un’unica preoccupazione: quella dell’estetica.
    Sia Howl che la Strega delle Lande si servono del potere magico per modificare il proprio aspetto fisico, così da sembrare diversi da come sono realmente. La Strega ha molti anni e molta crudeltà addosso, ma si serve della magia per continuare ad apparire giovane e imponente. Howl è assai ricercato nell’abbigliarsi e nell’uso di magici cosmetici che mutano il suo aspetto naturale. Quando, rimettendo in ordine, Sophie scambia alcune boccette di tintura per capelli, il mago ne fa una vera tragedia e arriva a disperarsi affermando: “Senza avere la bellezza non c’è alcuna ragione di vivere!”È Sophie che lo riconduce alla ragione facendolo guardare attorno a sé, invece di limitarsi a rimirare la propria immagine nello specchio. È lei che gli fa notare l’orrore di quanto avviene intorno, richiamandolo alle responsabilità che derivano dal grande potere che il mago detiene.
    L’avere tra mani doni tanto grandi ha reso i maghi chiusi in sé stessi, ripiegati sui loro personali interessi, indifferenti alle sofferenze altrui.
    Sophie non ha alcuna dote speciale, ma dimostra ben presto di essere ricca di risorse interiori. Esteriormente diviene decrepita, ricurva, rugosa, il corpo le si fa dolorante e la fatica si fa subito sentire, ma il suo coraggio e la sua determinazione non vengono meno.
    Si mette sulle tracce di Howl e si insedia nel Castello Errante, prendendosi cura del piccolo Markl e facendosi valere persino con Calcifer che, suo malgrado, accetta di comportarsi da docile focherello, obbedendo ai voleri della vecchietta.
    Sophie ha il potere dell’amore, il potere di chi sa voler bene, volere cioè il bene dell’altro. Accetta di liberare Howl dalla schiavitù che lo lega a Calcifer, così da rendere libera anche la stella. È fedele, perseverante, anche quando sembra che non vi siano vie d’uscita, come ad esempio dopo la distruzione del Castello.
    Si finge la madre del mago per andare a perorare la sua causa davanti alla maestra Suliman. E non si lascia intimorire: parla chiaro, con il coraggio della verità, denunciando i raggiri compiuti dalla maestra sotto la parvenza delle buone intenzioni, dimostrando di amare Howl nonostante i suoi difetti: “La ragione per cui Howl non voleva venire qui, ebbene: l’ho capita. Questo posto è strano: fate fare scalinate a persone anziane, anche se invitate da voi; le portate in strane stanze, proprio come fosse una trappola!... Howl non avrebbe un’anima, dicevate? Certamente è egocentrico, un codardo e non si capisce cosa gli passi per la testa, però lui è una persona corretta, vuole solo vivere libero.”
    Quando la Strega delle Lande perde ogni potere e ritorna ad essere una povera nonnina un po’ svanitella, Sophie mette da parte ogni risentimento e si prodiga per lei con ogni premura e tanta benevolenza.
    La Strega l’aveva trasformata in una vecchia, lanciando una maledizione, quasi che invecchiare fosse qualcosa di terribile. Al di là degli acciacchi e delle fatiche, Sophie dimostra concretamente come la sua condizioni diventi benedizione per tutti coloro che l’avvicinano.
    Per Howl, prima di tutto: stando accanto a Sophie, egli inizia a cambiare, a riscoprire il senso della responsabilità. Vedendo passare un dirigibile sopra di loro, Howl sospira tristemente: “Una corazzata che va a bruciare città e persone…” Sophie si chiede: “Saranno nemici? O amici?” ma il mago, che ha assistito alle terribili battaglie conclude amaro: “Gli uni o gli altri, è la stessa cosa!”
    Sotto i bombardamenti, quando la giovane invita il Howl a restare al sicuro, egli rifiuta: “Sono già fuggito a sufficienza. Finalmente ho trovato una persona che sento di dover proteggere, sei tu”.
    Sophie è una presenza di benedizione anche per il povero spaventapasseri Testa di Rapa, tanto gentile e tanto solo: l’affetto della giovane lo rende di nuovo Principe, ponendo fine all’incantesimo che lo teneva prigioniero e permettendogli di tornare al suo regno per interrompere la guerra iniziata da troppo tempo (resta una curiosità: chi dà inizio ad una guerra è una “testa di rapa”?
    Il finale del film è davvero consolante: Howl ha di nuovo il suo cuore e può impiegarlo al meglio, dichiarando il suo amore a Sophie, tornata al suo aspetto giovanile.
    Markl è felice perché ormai diventeranno una vera famiglia, con la Nonnina meno capricciosa del solito.
    Il cagnolino Hee rifiuta il suo ruolo di spia di Suliman, per gustarsi le coccole degli amici.
    Calcifer, ormai libero, sceglie di restare a servizio degli amici, in un Castello Errante ancora più splendido, perché l’energia dello Spirito del Fuoco ora è alimentata dall’amore.
    Dell’antica maledizione Sophie conserverà per sempre i capelli incanutiti, perché il sacrificio compiuto per amore lascia segni che non svaniscono. Lo sguardo d’amore di Howl trasfigura questo segno e sa cogliere una bellezza diversa: sfiorando i capelli d’argento di Sophie, il mago si commuove affermando che ora racchiudono il colore della luce delle stelle.

    D. De Simeis

    Febbraio 2012
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