Titolo originale: (idem)
Regia: Bille Woodruff
Soggetto e Sceneggiatura: Alonso Brown, Kim Watson
Fotografia: (a colori) John R.Leonetti
Montaggio: Mark Helfrich
Musiche: brani di autori vari di musica rap e hip-hop
Produzione: 2003. USA. Andrè Hamrell
Durata: 94'
Genere: Commedia
Interpreti: Jessica Alba (Honey Daniels), Joy Briant (Geena), Mekhi Phifer (Chaz), Lil'Romeo (Benny), David Moscow (Mike Ellis) Zachary Williams (Raymond), Missy Elliott (se stessa)
Destinatari: Ragazzi/Giovani
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana: Raccomandabile/semplice.
Il film
Honey Daniels ha la musica nel sangue, insegna danza hip-hop al centro giovanile del Bronx, il quartiere in cui vive, e si mantiene lavorando come commessa di giorno e barista la notte.
Notata per caso da Michael Ellis, regista di videoclip, trova il successo come coreografa. Ma quando respinge le avances del suo pigmalione, questi, per vendicarsi, la licenzia e le impedisce di trovare altri ingaggi.
Per Honey, l’apparente fallimento, è l’occasione per ripensare a cosa vuole davvero e dà vita così a un progetto che coinvolge i ragazzi e i giovani del quartiere per toglierli dalla strada e dare loro un’alternativa, grazie alla musica e alla danza.
Per riflettere dopo aver visto il film
Qual è il sogno di Honey all’inizio del film?
A cosa attinge per creare le coreografie che la portano al successo?
Come si rapporta con i suoi genitori? E con i suoi amici (grandi e piccoli)?
Quali valori condividono Honey e Chaz?
In che modo la giovane si lascia provocare e coinvolgere dalla realtà che la circonda?
Da un sogno iniziale, Honey passa a un progetto: quale?
Una possibile lettura
Come passare da un sogno individuale ad un progetto che tocca la vita di tanti, questo è il percorso che compie Honey Daniels. Poco più che ventenne, con un buon talento come coreografa, ha un sogno che riguarda il suo futuro: sfondare nel mondo della danza, realizzando videoclip. Ci riesce e dimostra di saperci fare, conquistando la stima dei cantanti con cui lavora. Eppure, dopo aver assaporato il successo e la sua fuggevolezza, lascia perdere i sogni di gloria e sente sgorgare in sé un
progetto vero, coinvolgente, difficile ma non impossibile.
Un progetto che nasce dalla presa di coscienza della realtà che la circonda e dell’urgenza di fare qualcosa, di offrire un’alternativa ai ragazzini coinvolti nello spaccio di stupefacenti o come corrieri per la piccola malavita.
Mentre il sogno ambizioso era declinato al singolare e solo Honey ne era protagonista, fino al punto da prendere le distanze dalle amiche di sempre, il progetto della scuola di danza coinvolge tutti coloro che le sono intorno: Chaz, che l’aiuta a trovare il posto dove tenere lo spettacolo, gli amici che si attivano per dare pubblicità all’evento, le associazioni che hanno a cuore lo sviluppo dei quartieri più degradati e naturalmente i ragazzi che ballano sulle sue coreografie.
Il nuovo progetto permette ad Honey di porre a servizio degli altri tutte le sue doti: quelle artistiche e quelle di temperamento. Ha un carattere generoso e cordiale: è benvoluta da tutti quelli che la conoscono, condivide con gli amici i soldi che riesce a guadagnare. È onesta, affabile, solare. Ha rispetto di sé stessa, così non si vende in nessun caso a Mike: prima rifiuta le sue avances e poi, quando il regista torna a proporle dei lavori con interessanti offerte di denaro, si dimostra coerente non accettando.
La giovane donna è capace di rapporti sereni con i genitori e gli amici. Ha un forte legame affettivo con il padre, che la incoraggia in tutto, ha una profonda stima di sua madre, che ha dato vita al Centro Giovanile, punto di riferimento per i ragazzi del quartiere. I suoi desiderano per lei un futuro diverso, lontano dai problemi del Bronx, magari una carriera di successo, ma Honey ha la libertà di confidarsi con loro e provare a condividere il suo progetto di vita:
“Lo sai che cosa vedo stando con voi? - confida alla madre -
Vedo ragazzini fare la spola tra case disastrate e scuole malandate, e l’unico luogo, qui, dove loro possono sentirsi al sicuro, l’hai aperto tu. Certo, magari ho sbagliato a non andare a Parigi, a Milano o chissà dove, ma per la verità io vorrei solo seguire il tuo esempio!”.
Con le amiche di sempre, e con Geena in particolare, ha un’allegra complicità, insieme sanno far festa, sanno riconoscere il bene che è nell’altra, gioiscono per i successi e si incoraggiano nei momenti difficili. Honey è particolarmente attenta e premurosa verso i più piccoli: sembra comprendere che solo offrendo loro un’alternativa alla vita di strada, li si può far crescere onesti e buoni. Per questo fa sentire loro che valgono, che hanno doni e capacità, come quando dimostra la sua ammirazione per i passi di danza inventati da Benny.
Offre il suo tempo, la sua attenzione, le sue premure: accompagnando Raymond dal barbiere, per esempio, oppure andando a trovare Benny in riformatorio, senza prediche e con cuore sincero.
Speciale è poi il rapporto con Chaz: la loro reciproca attrazione, pian piano diventa qualcosa di più. Lui la tratta sempre con molto rispetto, la protegge dai boss di quartiere come BB, la incoraggia nei momenti difficili. Honey e Chaz hanno in comune la voglia di una vita pulita, sincera, si riconoscono come più fortunati rispetto a tanti altri, lì nel Bronx, e sentono la responsabilità verso i ragazzi più giovani. Confida Chaz alla ragazza:
“BB mi prende per il culo come se fossi un fallito, come se mi perdessi il mondo a non frequentare più la strada, ma sai che ti dico? Ho trovato qualcosa che posso amare sinceramente, che mi rende felice, ed è molto più importante di quello che può farmi diventare ricco”.
Chaz è anche una persona di fede: quando Honey è demoralizzata perché non riesce più a trovare lavoro e si lamenta con lui riguardo al comportamento di Mike, il suo ragazzo le ricorda:
“Se ti ha fatto lavorare è perché hai talento, grinta e perché ami quello che fai! Questi sono doni di Dio!”
Diversi sono i riferimenti alla dimensione religiosa che il film fa in maniera più o meno esplicita: viene inquadrata più volte la crocetta che Honey porta al collo, in una sequenza indossa una t-shirt con stampata l’immagine della Madonna di Guadalupe, ed è interessante notare come lo spettacolo di beneficenza si svolga dentro ad una chiesa, seppure sconsacrata.
La danza è il modo privilegiato che ha Honey per comunicare, è la sua passione, è l’espressione della sua vita. Per costruire le sue coreografie, Honey si serve dei gesti quotidiani, da ciò che vede intorno a sé, l’animazione della strada, i ragazzi che giocano a basket o le bambine che saltano la corda.
La danza hip-hop è una danza aggressiva e insieme sexy, come appare evidente dai videoclip cui partecipa la giovane, ma quando decide di coinvolgere i più piccoli, ecco che le coreografie diventano più acrobatiche e coinvolgenti, più giocose e prive di allusioni erotiche.
Un piccolo film quello di Woodruff, semplice nella struttura e intenso nei contenuti, capace di parlare con immediatezza al pubblico più giovane, ma i valori che sa comunicare sono senza età.
D. De Simeis