Titolo originale: All the invisible children
Regia: M. Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, K.Lund, Ridley e Jordan Scott, S. Veneruso, John Woo
Fotografia: Vittorio Storaro, con Jim Whitaker
Musiche: Terence Blanchard, Ramin Djawadi, Hai Lin
Nazionalità: Italia
Produzione: Rai Cinema, MK Film Productions S.r.l.
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2006
Durata: 108'
Genere: Drammatico
Interpreti: Ep."Tanza": Adama Bila (Tanza), Elysée Rouamba (Kali), Rodrigue Ouattara (Chief), Ahmed Ouedraogo (Doma) - Ep."Blue Gipsy": Uros Milovanovic (Uros), Dragan Zurovac (Guardia), Vladan Milojevic (direttore d'orchestra) - Ep."Jesus children of America": Hanna Hodson (Blanca), Andre Royo (Sammy), Coati Mundi (Eneba) - Ep."Bilu e Joao": Vera Fernandes (Bilu), Francisco Anawake De Freitas (Joao) - Ep."Jonathan": David Thewlis (Jonathan), Kelly Mc Donald (la moglie), Jordan Clarke (Jonathan bambino) - Ep."Ciro": Daniele Vicorito (Ciro), Emanuele Vicorito (Bertucciello), Peppe Lanzetta, Ernesto Mahieux, Maria Grazia Cucinotta - Ep."Song Song and Little Cat": Zhao Zicun (Song Song), Qi Ruyi (Little Cat), Wang Bin (nonno).
Tematiche: Bambini, Sfruttamento dei minori
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Accettabile/problematico/dibattiti**
Note: - Film presentato Fuori Concorso alla 62ma edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (2005).
- Premio “Grolla d’Oro” come film italiano più venduto all’estero, in oltre 120 Paesi.
- Tutti i proventi del film andranno ad un fondo istituito dal Programma alimentare mondiale dell'Onu e dall'Unicef in accordo con la Cooperazione Italiana allo Sviluppo per sostenere un progetto per l'infanzia e la malnutrizione in Africa.
A tale Fondo andranno anche i proventi derivanti dalle vendite del brano “Teach me again”, che apre e chiude il film, interpretato da Elisa e Tina Turner, prodotto da Caterina Caselli per Sugar Music.
Il film
Cinema e solidarietà s’intrecciano nell’opera
All the invisible children. È una finestra aperta su realtà e luoghi che non siamo abituati a vedere. Sostenuto dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, questo film a episodi, scritto a sette mani, è un impegno contro la violenza ai minori nel mondo e, in modo particolare, contro l'infanzia negata e rubata in ogni continente. Sette registi: Medhi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Katia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso e John Woo, raccontano sette storie ambientate nei propri Paesi d'origine (Algeria, Bosnia, Stati Uniti, Brasile, Gran Bretagna, Italia, Cina). Sette episodi per mostrare che la violenza sui bambini è ovunque. Prospettive diverse ma un comune denominatore: la condizione di degrado, indifferenza e privazioni in cui molto spesso sono costretti a vivere i bambini. Bambini e adolescenti poveri, sfruttati e privati dei loro diritti fondamentali. Bambini che vivono, soffrono, muoiono. Bambini vittime di un mondo che sembra non volerli e non vederli. Bambini che reagiscono nell’unico modo a loro possibile: si adattano.
Primo episodio "Tanza": Mehdi Charef racconta la storia di un bambino soldato di dodici anni nel Burghina Fasu (Algeria).
Secondo episodio "Blue Gipsy": Emir Kusturica propone un affresco ironico, divertente, malinconico e drammatico dei "suoi zingari". Uros, giovanissimo gitano, esce dopo tre anni da un centro di reclusione e il padre, violento e senza soldi, lo spinge di nuovo a rubare (Bosnia).
Terzo episodio "Jesus Children of America": Spike Lee si confronta con una famiglia newyorkese dove Blanca, adolescente di Brooklyn, scopre di essere figlia di genitori drogati e sieropositiva (Usa).
Quarto episodio "Bilu e Joao": Katia Lund ambienta a San Paolo una giornata della vita di Bilu e Joao, due bambini che cercano di sopravvivere in questa grande città. È la storia toccante e purtroppo comune di molte metropoli dove agiatezza e miseria s’incontrano ogni giorno sulle strade della quotidianità (Brasile).
Quinto episodio "Jonathan": Jordan e Ridley Scott si affidano alla storia di un fotoreporter di guerra che, tormentato dall'angoscia per la realtà che è costretto a fissare in immagini, regredisce all'infanzia confrontandosi così con altri bambini (Gran Bretagna).
Sesto episodio "Ciro": Stefano Veneruso ci mostra Ciro, piccolo ladro di un quartiere napoletano, che impegna in una giostra i soldi guadagnati con il furto di un Rolex (Italia).
Settimo episodio "Song Song and Little Cat": John Woo si affida alla favola per far incontrare a Shanghai le vite parallele di due bambine, la povera orfana Little Cat e la ricca e infelice Song Song (Cina).
Per riflettere dopo aver visto il film
Quale il filo conduttore?
- L'infanzia rubata, l'esistenza di creature indifese, l'indifferenza degli adulti che sembrano non vederli, i grandi problemi sociali.
Come comunica?
- Una notevole presa emotiva senza cadere nel pietismo.
- Un’opera polifonica che dà corpo a una armonia d'insieme.
Quale l’insegnamento?
- L’impegno per la difesa e lo sviluppo dell'infanzia oltraggiata, il male che si rovescia sui bambini non può lasciare insensibile nessuno.
- Ascoltare la voce, le storie e le speranze dei bambini invisibili.Una possibile lettura
Con
All the invisible children il cinema riscopre la sua vocazione di denuncia e di documentazione della miseria nel mondo. Un film coraggioso e inedito che pone al centro storie di bambini raccontate attraverso modalità narrative diverse: favola, spettacolo, cortometraggio, nelle quali l’emozione si fonde con l’accusa, la fantasia con la realtà, la dolore con la gioia, la violenza con la mitezza, la purezza con la malvagità.
Un progetto cinematografico diviso in episodi, girati da sette registi diversi che, attraverso il proprio stile narrativo e dando voce alla propria terra d’origine, raccontano con grande creatività storie di bambini sfruttati del loro paese. Registi che hanno unito ai "bambini invisibili" il loro nome e il loro talento, narrando in modo suggestivo le varie storie di Ciro, Joao, Blanca, ecc. Bambini umiliati, violentati, rifiutati, ma soprattutto traditi dai grandi.
Milioni di bambini e adolescenti vedono i loro diritti disconosciuti dallo sfruttamento e dalla guerra. Trecento milioni di bambini soffrono la fame nel mondo. Oltre 100 milioni non sono mai entrati in un'aula scolastica. Milioni di piccoli emarginati e una speranza: salvarli.
Chi sono i bambini invisibili presentati dal film?
Bambini che sparano al posto degli adulti, nelle guerre civili del continente africano.
I piccoli figli dei Rom, costretti dai loro genitori a rubare.
I figli dell’Aids, che hanno un male non ancora guaribile senza sapere perché.
I bambini sopravvissuti alla guerra, che aiutano gli adulti ad andare avanti.
Sono i piccoli ladri di quartiere di Napoli e i bambini nelle strade del Brasile.
Sono le piccole cinesi, una ricca e l’altra povera, che hanno in comune l’amore per la stessa bambola.
Non c'è angolo del mondo escluso dalla povertà, dalla guerra e dal bisogno di amore. La sofferenza che si abbatte sui bambini è così grande da non lasciare nessuno estraneo alla tutela e alla crescita dell'infanzia.
All the invisible children è un film necessario per capire questo grido di aiuto, richiamando ognuno di noi all’impegno di rendere migliore la loro vita di tutti i giorni. Rendere visibile gli invisibili. Un film da vedere per ricordare.
Teresa Braccio