
Titolo Originale:Un altro mondo
Genere: Drammatico
Regia: Silvio Muccino
Interpreti: Silvio Muccino (Andrea), Isabella Ragonese (Livia), Michael Rainey jr. (Charlie), Maya Sansa (Ingrid), Flavio Parenti (Tommaso), Greta Scacchi (Cristina).
Nazionalità: Italia
Distribuzione: Universal Pictures International Italia
Anno di uscita: 2010
Origine: Italia (2010)
Soggetto:Carla Vangelista dal proprio romanzo omonimo
Sceneggiatura: Silvio Muccino, Carla Vangelista
Fotografia (Scope/a colori): Marcello Montarsi
Musica: Stefano Arnaldi
Montaggio: Cecilia Zanuso
Durata: 110'
Produzione: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz
Tematiche: Bambini; Famiglia - genitori figli; Rapporto tra culture; Solidarietà-Amore
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana:
Consigliabile/semplice
Note: Candidato al David Giovani 2011. La canzone "Secret Garden" è di Bruce Springsteen
Il film
Tratto dal romanzo omonimo di Carla Vangelista, il film narra la storia di Andrea, un giovane ragazzo, figlio della Roma bene, che pur avendo ottenuto tutto dalla vita conduce un'esistenza annoiata e vuota insieme alla compagna Livia. Vive con i soldi che periodicamente gli offre la ricca e fredda madre con la quale mantiene un rapporto difficile e distaccato. Il giorno del suo compleanno Andrea riceve una lettera dal padre, scomparso nel nulla venti anni prima, che gli chiede di raggiungerlo in Kenya perché è gravemente malato. Combattuto fra pietà e risentimento, decide comunque di partire e qui incontra una volontaria italiana che gli rivela l’esistenza di un altro figlio avuto da una donna keniota, Charlie, un bambino di otto anni, del quale diverrà l'unico responsabile e tutore dopo la morte del padre. Sulle prime, Andrea si rifiuta e cerca in tutti i modi di lasciarlo al nonno materno. Dopo un vano tentativo Andrea porta con sé il ragazzo a Roma. Questa nuova presenza metterà in crisi la convivenza tra lui e Livia costringendoli a rivedere le proprie sicurezze e a fare i conti con le loro esistenze e con le proprie responsabilità di adulti.
Per riflettere dopo aver visto il film
Il filo rosso che percorre tutto il film si snoda delineando progressivamente il coraggio richiesto ad una persona per crescere e assumersi gli obblighi della vita. Tutta la narrazione si svolge attraverso tre tappe conseguenti:
- l’introduzione, nella quale si delinea la personalità di Andrea, il suo malessere e le sue tensioni;
- il viaggio in Kenya alla ricerca del padre e la scoperta di Charlie, la presa di coscienza e il conflitto della decisione;
- il rientro a Roma dove Andrea inizia la vita condivisa con il fratello, la scoperta della sua capacità di amare e l’impegno responsabile di uomo adulto.
Andrea sfugge ogni forma di responsabilità, soffre di una forma di sfinimento giovanile che si manifesta principalmente attraverso l’assenza di commozioni e trasporto, alla sua ragazza non ha mai detto ti amo, è incapace di assumersi responsabilità e quindi di diventare adulto. Silvio Muccino, che nel film si fa carico degli errori dei giovani di oggi ritenuti viziati e apatici, parlando della sua opera afferma che: “Un Altro mondo è la storia di un viaggio in cui non cambiano solo i paesaggi all'interno dei quali si muovono gli attori, ma in cui si modificano anche gli 'occhi' con cui i protagonisti vedono il mondo. Proprio per questo ho sentito l'esigenza di raccontare questo film come un leggero e graduale avvicinamento al cuore dei personaggi partendo dal loro aspetto più superficiale".
Una possibile lettura
Un altro mondo racconta una storia comune di trasformazioni e crescita redentiva che lascia filtrare la progressiva mutazione del protagonista attraverso una naturale evoluzione e accoglienza dell’altro. Il viaggio di Andrea in Kenya, che inizia come un cammino di avvicinamento al padre, porta alla scoperta di un mondo fatto di affetti profondi e responsabilità a lui sconosciuti fino a quel momento. A condurlo in questo passaggio da una vita vuota e indolente a una nuova consapevolezza sarà proprio lo sconosciuto fratellino keniota. Dall'estraneità man mano arriva alla presa di coscienza. Due mondi che si incontrano, due esperienze che si uniscono, due fratelli che si amano. L’affetto cresce attraverso un percorso di autoconsapevolezza e di mutazione delle proprie fragilità. Le cose non cambiano mai, cambiamo noi, è la frase che esprime più di ogni situazione la filosofia di vita sottesa nel film. Senza troppi preamboli sul perché di una sincera redenzione, troviamo la chiave di lettura di una comunicazione sottile ed empatica che trasforma questo nostro mondo in un mondo altro. Alla fine, su tutto, ha il sopravvento un bisogno incalzante dell’altro, una necessità affettiva che non lascia spazio a sospetti e differenze.