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RUBRICA: EFFETTO CINEMA
Schede analitiche di film a cura di Teresa Braccio. Da utilizzare per cineforum e incontri tematici, in ambito educativo, formativo e pastorale.
Ricomincio da capo
Titolo originale: Groundhog day.
Regia: Harold Ramis.
Soggetto: Danny Rubin.
Sceneggiatura: Harold Ramis e Danny Rubin.
Fotografia: (colore) John Bailey.
Montaggio: Pembroke J. Herring.
Musiche: George Fenton.
Produzione: USA, 1992, Trevor Albert e Harold Ramis per Columbia Pictures.
Durata: 103'.
Interpreti: Bill Murray (Phil Connors), Andie MacDowell (Rita Hanson), Chris Elliot (Larry), Stephen Tobolowsky (Ned Ryerson).


Il film
Phil Connors, meteorologo televisivo, è egocentrico, completamente concentrato su di sé, acido con le persone e amaro con la vita. Accompagnato dalla produttrice Rita Hanson e dal fido operatore Larry, si reca a Punxsutawney in Pennsylvania per il 2 febbraio in occasione del "giorno della marmotta". Misteriosamente, per Phil il tempo si arresta: ogni nuova mattina per lui è sempre il 2 febbraio. Dapprima indispettito e sgomento, poi interessato e divertito, Connors comincia a rapportarsi diversamente con Rita, Larry e con tutti quelli che incontra. Il tempo inizia ad assumere per lui un gusto differente.

Per riflettere dopo aver visto il film
  • Come reagisce Phil allo scorrere di giorni sempre identici?

  • Perché il tempo per lui è sempre uguale?

  • Quando la situazione comincia a cambiare?

  • Com'è il tuo tempo? Sempre identico a se stesso o sempre nuovo?


  • Una possibile lettura
    Quel che capita a Phil Connors può apparire surreale, ma a ben guardare forse rispecchia un'esperienza comune. Seduto al bar Phil si lamenta con Gus e Buster: "Che cosa fareste se foste bloccati in un posto e i giorni fossero uguali e per quanto vi sforziate, qualunque cosa non servisse a niente?" la risposta di Gus è illuminante: "Ehi! Sembra il ritratto della mia vita!".
    Il tempo di Phil si blocca ed è sempre uguale perché lui non sa gustarlo e perché non sa amare. Non vive mai il momento presente: continuamente vuole essere altrove, andare via, insoddisfatto di quello che fa, di come lo fa, delle prospettive poco allettanti che vede per il suo futuro. È completamente concentrato su se stesso, come gli fa notare Rita: "Tu sei egocentrico. È la tua principale caratteristica! […] Non potrò mai amare uno come te perché sei troppo innamorato di te stesso!".
    Mentre sono in macchina per andare a Punxsutawney, Phil dichiara con disgusto: "La gente è stupida" e in seguito, osservando la folla che fa festa alla marmotta: "Sono schizofrenici". In lui non c'è mai uno sguardo di simpatia o di benevolenza verso le persone. Al centro c'è solo la sua persona. Infatti, dopo i primi momenti di stupore per quanto gli sta capitando, decide di sfruttare a suo vantaggio la possibilità di sapere con esattezza che cosa accadrà: se non c'è più un domani, non ci sono più conseguenze, per cui guida sulle rotaie del treno, deruba il furgone della banca, si rimpinza di dolci, abborda Nancy fingendosi suo compagno di scuola e se la porta a letto, comportandosi allo stesso modo con altre donne. Poiché è attratto da Rita vorrebbe fare la stessa cosa anche con lei, ma il gioco non gli riesce: la serie di schiaffoni sonori montati in sequenza ci suggerisce i molti fallimenti che raccoglie in quest'impresa.
    A lungo andare, però, il gioco non regge. Phil si sente disperato di fronte ai giorni sempre identici, monotonamente uguali. Perciò decide di farla finita: un tempo che non scorre, non è vivo: "Ormai ho raggiunto il mio limite, non c'è via d'uscita". Tenta in tutti i modi di uccidersi, saltando in aria con la macchina, fulminandosi nella vasca da bagno, facendosi investire da un tir, buttandosi dal tetto di un palazzo. È tutto inutile: alle sei del mattino si risveglia immancabilmente nel suo letto ed è sempre il 2 febbraio.Riflettendo sulla sua immortalità e sul tempo eternamente immobile, comincia a chiedersi persino se non è un dio, ma si scontra subito con la realtà quando cerca di aiutare il barbone, ma i suoi sforzi sono vani: l'uomo muore comunque. Phil deve ammettere di non essere un dio, poiché è completamente impotente di fronte alla morte del vecchio.
    Un'osservazione di Rita gli apre gli occhi e il cuore: non è poi così terribile sapere già come sarà il domani. Dipende da come si considera la cosa.
    Phil decide di utilizzare il tempo che gli è dato per crescere e cambiare. Invece di approfittare di Rita, addormentata nel suo letto, la copre con dolcezza e la veglia sussurrandole parole tenere. Parla moltissimo con lei, per imparare a conoscerla davvero e non solo per sedurla. Impara a suonare il pianoforte, a scolpire il ghiaccio e si dedica alla lettura. Comincia a guardarsi attorno sorridendo, apprezzando quello che ha, provando simpatia verso le persone che lo circondano: conosce la loro storia, i loro gusti, i loro sogni. Realizza piccoli gesti di gentilezza verso Rita e Larry, facendo sentire quest'ultimo sempre più coinvolto, dopo averlo deriso in passato.
    Conoscendo i dettagli della giornata può correre a prendere al volo il ragazzino che cade dall'albero, cambiare la gomma alle tre signore anziane che hanno forato, liberare dal boccone rimasto in gola l'uomo che sta soffocando al ristorante. Quando l'orizzonte di Phil si apre agli altri, il tempo non è più bloccato. Il nostro eroe può affermare sereno e convinto: "A dispetto del mio domani e di ciò che accadrà, sono un uomo felice perché ti amo".
    Ha imparato ad amare Rita e chi gli vive accanto, ha scoperto quanto può essere bello gustare ogni momento che ci viene donato, riconoscendo il valore dei singoli attimi: adesso il tempo ha senso, ha sapore, ha valore e può riprendere a scorrere.

    D. De Simeis

    Maggio 2012
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