Una separazione, del regista About Elly, è un dramma sociale che si svolge raccontando in sincronismo la vita in Iran e le relazioni tra le persone, il tutto filtrato attraverso la storia di una coppia sull’orlo della separazione.
Titolo Originale: Jodaeiye Nader az Simin
Genere: Drammatico
Regia: Asghar Farhadi
Interpreti: Leila Hatami (Simin), Peyman Moadi (Nader), Shahab Hosseini (Hodjat), Sareh Bayat (Razieh), Sarina Farhadi (Termeh), Babak Karimi (giudice), Ali Asghar Shahbazi (padre di Nader), Shirin Yazdanbakhsh (madre di Simin), Merila Zarei (sig.ra Ghahraei), Kimia Hosseini (Somayeh).
Nazionalità: Iran
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Anno di uscita: 2011
Origine: Iran (2011)
Soggetto e sceneggiatura: Asghar Farhadi
Fotografia (Panoramica/a colori): Mahmoud Kalari
Musiche: Sattar Oraki
Montaggio: Hayedeh Safiyari
Durata: 123'
Produzione: Asghar Farhadi.
Tematiche: Famiglia; Matrimonio - coppia; Metafore del nostro tempo; Tematiche religiose;
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile/problematico/dibattiti * *
Note: Orso d'Oro per Miglior Film, Orso d'Argento per Miglior Attore e Attrice (entrambi all'insieme del cast) e Premio della Giuria Ecumenica al 61° Festival di Berlino (2011).
- Golden Globe 2012 come Miglior Film Straniero.
- Candidato all'Oscar 2012 per la Miglior Sceneggiatura Originale e come Miglior Film Straniero.
Il film
Simin, ottenuto il permesso di espatrio, decide di lasciare l'Iran insieme al marito Nader e alla loro figlia undicenne Termeh per la quale desidera un destino migliore. L’uomo però non si sente di abbandonare il padre malato di Alzheimer. Questa decisione porta Simin a chiedere il divorzio e a tornare a vivere con la sua famiglia mentre la bambina resta con il padre. Nader, che assume Razieh per sbrigare i lavori domestici e prendersi cura del genitore malato mentre lui è fuori per lavoro, non sa che la giovane donna è incinta e lavora senza il permesso del marito. Un giorno Razieh esce lasciando l'anziano solo legato al letto; quando Nader rientra e trova il padre svenuto la caccia di casa spingendola fuori dalla porta. La donna cade per le scale e perde il bambino. Tra denunce e udienze Nader si trova coinvolto in raggiri, imbrogli e raffronti. In questa situazione complicata e sofferta la rottura del legame con la moglie arriva al culmine mentre la figlia Termeh è chiamata a decidere per il suo futuro.
Per riflettere dopo aver visto il film
Una separazione, del regista About Elly, è un dramma sociale che si svolge raccontando in sincronismo la vita in Iran e le relazioni tra le persone, il tutto filtrato attraverso la storia di una coppia sull’orlo della separazione. Andare fuori dal Paese e crescere la figlia in occidente, oppure assistere il vecchio genitore malato di Alzheimer? Il film esamina con singolare attualità un insieme di rapporti paralleli che evidenziano spinose verità sulla realtà di un popolo che vive tra contrasti eccessivi e desideri nascosti. Prendendo il via dal disaccordo tra Nader e Simin, il regista tratteggia un crescendo di temi in cui la separazione si insinua come un veleno in tutti i livelli della società iraniana: la malattia, le classi sociali, la giustizia, la religione, la menzogna. Una rappresentazione sull'esistenza che gira attorno all’incrocio di innocenti e colpevoli nella cornice dell'Iran di oggi che predomina su tutto il resto.
Una possibile lettura
Una separazione è un film in cui i protagonisti, almeno una volta, dicono il falso: per interesse, per bisogno, per compassione, per omissione. Dai contrasti in famiglia a quelli di un Paese fino ad arrivare al cuore della divisione umana rivelandone tutta la fragilità e le bassezze. Una coppia che si separa e gli eventi che li mettono a confronto. Un percorso narrativo in cui i giochi delle parti si mescolano e la realtà muta di continuo. Tutti sono chiamati a misurasi con la verità e la necessità di mentire per giustificarsi o per proteggere qualcun'altro. Tutti hanno ragione e tutti hanno torto allo stesso tempo. Seguendo la caratterizzazione del personaggio si dice il falso al giudice, al coniuge, ai genitori, al figlio, a se stessi. In un rimbalzo di responsabilità è difficile capire se ha ragione chi accusa o chi si difende. Sarà l’adolescente Termeh a prendere in mano il gioco e a portare a termine la partita svelando le menzogne e i compromessi dietro i quali tutti nascondono la propria ipocrisia. Assistiamo così alla proiezione del vero volto di un Paese dove le rigide prescrizioni non favoriscono mai la crescita delle persone e la risoluzione dei loro problemi.