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RUBRICA: VANGELO E VITA
Commento di don Tonino Lasconi alle letture della Messa domenicale. Riflessioni brevi ed esistenziali, perché il Vangelo diventi luce per la vita di tutti i giorni.
       
Maria SS. Madre di Dio - Anno C
Il nuovo anno sotto il sorriso di Dio
[TONINO LASCONI]
Letture: Nm 6,22-27  Sal 66;  Gal 4,4-7;  Lc 2,16-21
Il Signore vuole che apriamo il nuovo anno, un nuovo periodo della nostra vita, pensando a lui con il volto che “risplende”, cioè sorridente, perché il volto di Dio, come quello della creatura fatta a sua immagine, splende con il sorriso.
IL LIBRO

La liturgia dedica il primo giorno dell’anno al giorno ottavo della nascita di Gesù, quando “compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”. Il papa Paolo VI volle che questo giorno fosse dedicato alla Madre di Dio e, dal 1968, alla preghiera per la pace nel mondo.
Per la gente, però, prevale su tutto l’inizio del nuovo anno perché, anche se teoricamente il primo giorno dell’anno è esattamente come tutti gli altri giorni, compreso l’ultimo dell’anno vecchio, è innegabile che l’inizio di un nuovo anno sia per tutti un avvenimento importante.

D’altronde, la prima lettura della Parola che la liturgia propone sembra proprio scritta per augurarci il Buon Anno nel modo più alto e rassicurante. Dice il Signore: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.Il Signore vuole che noi apriamo un nuovo periodo della nostra vita, pensando a lui con il volto che “risplende”, cioè sorridente, perché il volto di Dio, come quello della creatura fatta a sua immagine, splende con il sorriso. È bellissimo questo desiderio del Signore. È confortante e rassicurante.

Però, perché ci è così difficile esaudire questo desiderio di Dio? Perché ci viene spontaneo immaginarlo minaccioso, intento a distribuire disgrazie, terremoti, incidenti, stragi?
Chi di noi, in occasione di disgrazie, di lutti, di catastrofi naturali,  non ha mai gridato e non si è sentito gridare: “Perché Dio ha permesso questo?”; e ancora peggio: “Perché Dio mi ha fatto questo?”.
Come possiamo coniugare la bontà di Dio, il suo sorriso, con il male che ogni giorno crea motivi di paura e di angoscia?  
Come possiamo iniziare il nuovo anno e, soprattutto ogni nuovo giorno, pensando a Dio che ci sorride, se ogni anno e ogni giorno possono essere luoghi di malattie, di incidenti, di disgrazie?
È un interrogativo che dobbiamo affrontare coraggiosamente, se non vogliamo che esso danneggi, come un tarlo, il nostro rapporto con Dio. Non si può, infatti, sentirlo e invocarlo come “Padre”, come “papà”, se lo consideriamo la causa di tutti i nostri problemi.

L’unica risposta autentica è Gesù. Venuto tra noi nascendo “da una donna”, cioè, creatura come noi, ha affrontato la sofferenza non come una punizione del Padre, ma come una conseguenza della disobbedienza a lui. Nel progetto di Dio, la nostra condizione di creature doveva essere serena e tranquilla. È stato il peccato - cioè la pretesa di vivere non come Dio ci chiede ma come pare a noi – che ha rovinato tutto, portando violenza, ingiustizia, odio, guerra, sfruttamento…
Dio ci sorride per attirarci a lui, per convincerci che lui vuole il nostro bene, per assicurarci che sono le conseguenze del peccato che ci portano in mezzo alla sofferenza, alle preoccupazioni, alle paure. In quei momenti, quando noi ci chiediamo: “Cosa fa Dio? Perché non mi aiuta?”, Dio sta accanto a noi, come ci ha dimostrato Gesù che, nella sua vita terrena, non andava distribuendo malattie e disgrazie, ma faceva del bene a tutti coloro che erano sotto il peso del male. 
Il sorriso di Dio è Gesù, che fin dal nome ci ha testimoniato e ci assicura: Dio salva.

“Ma Dio non poteva crearci senza la possibilità di cadere nel male?”.
 Poteva. Ma non avrebbe potuto crearci liberi, a sua immagine. Non avrebbe potuto sorriderci e non avremmo potuto sorridere.

LA VITA

Paolo VI, chiedendo l’adesione a tutti i responsabili del mondo, volle che il primo giorno dell’anno fosse dedicato alla meditazione, alla preghiera, all’impegno per la pace. Fu una decisione profetica, perché la causa principale dei mali che affliggono il mondo è la mancanza di pace, intesa non solo come mancanza di guerra, ma come armonia con sé stessi, con gli altri, con la terra, con il creatore.
Benedetto XVI ha titolato quest’anno il suo messaggio: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” . Ci stiamo accorgendo che la terra, sfruttata, maltrattata, usurpata, accaparrata sta diventando minacciosa. Se vogliamo che torni a sorriderci come il creatore, dobbiamo sorriderle anche noi. Rispettandola.

Febbraio 2012
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