Proposta di preghiera semplice, per sottolineare il senso cristiano della festa di Natale, da vivere in famiglia la vigilia o il giorno di Natale, prima del pranzo.Tutti i componenti sono invitati a partecipare da protagonisti.
Immaginiamo una famiglia cristiana, con la presenza di bambini, dopo cena, la vigilia di Natale, o se non è possibile, il giorno di Natale, prima del pranzo.
Durante la settimana il papà e i bambini hanno preparato l'albero e il presepe (senza collocare le statuine della natività).
La mamma ha pensato ai pacchetti dei regali (tra i quali anche uno per una persona povera, o per i poveri della parrocchia) che ha posto sotto l'albero. La famiglia vuol vivere insieme un breve momento che sottolinei il senso cristiano di questa festa.
La proposta, semplice e significativa, offre la possibilità di partecipare tutti da protagonisti. Sono previste espressioni dette da persone diverse: prima della preghiera bisogna accordarsi perché ogni componente della famiglia sappia cosa deve leggere o fare. Volutamente i lettori del Vangelo sono indicati con i termini: cronista, angelo... perché i brani corrispondenti possano essere affidati a persone diverse, in modo particolare ai bambini. Se sono presenti i nonni o degli amici, anche loro sono invitati ad assumere un ruolo.
ATTORNO AL PRESEPE
La famiglia si raccoglie davanti al presepe.
Intanto viene diffusa una musica natalizia per creare un clima di raccoglimento.
Papà: Il Signore ci concede la gioia di trovarci insieme per celebrare la venuta di Gesù tra noi. Vogliamo fargli posto nella nostra casa e nei nostri cuori.
Tutti: Grazie, Signore! La nostra famiglia ti attende e ti accoglie. Vieni tra noi.
Mamma: A Natale celebriamo la nascita di Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, venuto nel mondo circa duemila anni fa, ma che continua a venire nella vita di ogni persona di buona volontà, che si impegna ad amare Dio e il prossimo.
Papà: Ascoltiamo il racconto della nascita di Gesù, come ce lo tramanda il Vangelo di Luca (2,1-20).
Cronista: “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giu dea alla città di Davide chiamata Betlem me: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insie-me a Maria, sua sposa, che era incinta.
Si fa una breve pausa e un bambino sistema le statuette di Maria e di Giuseppe nel posto previsto.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Un altro bambino sistema la statuetta di Gesù.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangia toia, perché per loro non c'era posto nell’alloggio.
Il cronista fa una pausa perché i presenti possano contemplare la scena della Natività. Intanto si può mettere in sottofondo la musica natalizia usata all'inizio o cantare insieme, a viva voce: Tu scendi dalle stelle, o Astro del ciel. Terminato il canto viene accesa una lucetta, o si illumina con una pila, l'angolino del presepe dove sono collocati i pastori.
Cronista: C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando al’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro:
Angelo: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia".
Cronista: E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
Tutti: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama".
Cronista: Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:
Pastore: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".
Un bambino sposta le statuette dei pastori vicino a Gesù.

Cronista: Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.
Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
Parola del Signore.
Breve pausa con sottofondo musicale.
Papà: I pastori hanno creduto alle parole dell'angelo: " Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” Anche noi vogliamo esprimere la nostra fede e riconoscere Gesù come Salvatore del mondo.
Tutti: Grazie, Signore, per averci dato la possibilità di essere cristiani, di conoscere Gesù, di cre-dere che egli, oggi, viene in mezzo a noi per portare pace, misericordia, salvezza.
Mamma: Gesù, noi ti chiediamo di rimanere sempre tra noi, di aiutarci a crescere nell'amore vicendevole, nella serenità e nella pace.
Bambino: Gesù, il tuo Natale sia giorno di festa, di vita serena anche per i poveri, le persone sole, i malati e tutti i nostri amici.
Mamma: Per sottolineare la presenza di Gesù tra noi accendiamo un cero e lo poniamo vicino a Gesù: ci ricorderà che egli è venuto tra noi come Luce del mondo, come Luce del nostro cammino.
DAVANTI ALL'ALBERO DI NATALE E AI DONI
La famiglia si sposta davanti all'albero di Natale (ancora con le lucette spente) e sui doni posti vicino ad esso.
Papà: Accanto al presepe abbiamo preparato l'albero di Natale. Esso richiama l'albero della Vita del Paradiso terrestre. L'uomo, a causa del peccato, era stato allontanato dalla sua vista e dai suoi frutti. Gesù, liberandoci dal peccato, con la sua morte e risurrezione, ci ridona la possibilità di nutrirci all'albero della Vita che è lui stesso.
Mamma: L'albero di Natale è adobbato di luci (vengono accese le lucette), di stelle, di palline colorate per sottolineare la vita, la gioia, la festa che scaturisce dalla presenza di Gesù tra noi. E sotto l'albero abbiamo preparato i doni per ciascuno di noi e per i poveri.
Bambino: Gesù è il grande dono che Dio ha fatto all'umanità. Noi ci scambiamo doni nel suo nome, per manifestare la grande bontà di Dio, la gioia di vivere insieme e di volerci bene, il desiderio di essere un dono gli uni per gli altri.
Segue lo scambio dei doni mentre in sottofondo vengono diffusi canti natalizi.
Mamma: Questo pacco che è rimasto chiuso è per... (nome del povero a cui è destinato o per i poveri della parrocchia). Non possiamo essere felici da soli nel giorno in cui Gesù si è fatto fratello di ogni uomo. Domani faremo visita a ... (oppure: lo porteremo in parrocchia) e glielo offriremo.
Papà: Ma il più grande dono di Dio è l'amore che regna tra noi, che ora esprimiamo con un ab-braccio e un bacio: Buon Natale!