Introduzione
Quante domande, quante attese nel cammino verdo il Natale!
Quali le attese della famiglia della porta accanto, del senegalese, del cinese, dei rom, di coloro che, nelle nostre città, vivono ai margini, ci camminano accanto?
La proposta di questa novena in preparazione al Natale nasce da esperienze di incontro con la Parola di Gesù e dalla vita di tutti giorni. Incontri che hanno segnato la vita di giovani, adulti, famiglie, incoraggiando trasformazioni e scelte di bene.
17 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tam ar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici. (Matteo 1,1-17)
Preghiera
Tu, Signore Gesù, della casa di Davide,
eri predestinato a essere re di Israele.
Eppure tu hai conosciuto il destino di una povera casa,
di un umile villaggio, di un’infanzia nascosta.
Anche noi, come tutti quei figli
segnati da un destino «sfortunato»,
segnati dal luogo, dalle circostanze, dalla povertà delle famiglie...
noi cresciuti in collegio con un’infanzia difficile
e un padre che non abbiamo avuto mai...
noi ragazzi di strada, inconsapevoli e lasciati soli...
noi bambini del «terzo» mondo,
sbagli della natura e della società...
Per noi è venuto il momento, Dio solo lo sa,
di guardare in faccia il nostro destino,
di misurarci con il traguardo, la meta,
di capire il senso, di deciderci
per la dannazione o la benedizione.
E tu, Signore Gesù,
erede della promessa di Abramo,
tu sai che, se predestinazione è stata,
anche nella nostra vita,
è perché è toccato a Dio
di mettere «una pezza» sul nostro destino.
E lo abbiamo sentito
quando è arrivato il momento in cui lui
ci ha messo le mani sopra.
Nulla è successo a caso, tutto è stato governato da lui,
tutto è nelle sue mani,
perché senza quell’incontro voluto da Dio
noi non saremmo qui, noi saremmo già morti.
Ma tu, Signore Gesù, attesa di Israele,
tu hai visto da sempre preparare la nostra salvezza.
Eravamo ragazzi di strada,
ci siamo ritrovati in un sogno di vita.
Eravamo persone egoiste e perse,
ora il bene ci abita dentro come una speranza.
Eravamo confusi e tribolati
tanto da non poter pensare e capire,
ed è arrivata la luce.
Ora ti chiediamo:
donaci di vedere e comprendere con gioia
il nostro destino.
18 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo Matteo
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». (Matteo 1,18-24)
Preghiera
Signore Gesù,
che genitori stupendi hai avuto!
Un uomo giusto, retto, generoso,
e una madre sincera, pulita, coraggiosa.
Anche mia madre si è sposata vergine, per scelta,
mentre mio padre non le è stato fedele:
«Ti amo!» non glielo ha detto mai.
Tuo padre, Giuseppe, lui invece,
ha creduto ciecamente alla sua sposa,
ha avuto fede e ha creduto all’angelo
e a quel sogno veritiero...