
“Nessun uomo è un'isola” affermava Thomas Merton dal suo eremo, facendo eco alle parole della creazione:
“Non è bene che l'uomo sia solo” (Gen 2,18)
L'amore è la grande forza che spinge e sostiene l'uomo in questa costante ricerca di intessere, consolidare e mantenere relazioni costruttive con i suoi simili. La famiglia, la coppia, l'amicizia, la comunità sono alcune dimensioni di questa vita di relazione che ci coinvolge nella lode a Dio, Trinità d'amore in relazione con ogni persona.
La festa di San Valentino, il Santo dell’Amore è un occasione per riflettere e pregare sul significato dell’amore.
Guida: L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo e la donna creati a sua immagine. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.
Come un prodigio (cfr Salmo 138)
Padre, sono davanti a te con il mio corpo.
Mi guardo, mi ammiro, ti ringrazio e ti dico:
“Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio,
mi hai tessuto in modo stupendo
nel grembo di mia madre”.
Padre, lo sai che è così.
Lo so che il mio corpo
è a immagine della tua bellezza e grandezza.
Eppure spesso non sono contenta di me.
Non sono abbastanza alta, abbastanza snella,
i miei capelli, i miei fianchi, le mie gambe
non sono come quelli che mi propongono in tivù…
Padre, questo confronto mi stende.
La mia amica è diventata anoressica
per non aver accettato la sua immagine.
Eppure era bella, ammirata e invidiata.
Adesso però è in un mare di guai.
Altre amiche, invece, che sono...
soltanto lontane parenti delle ragazze
che spadroneggiano nelle tivù,
sono felici, contente, apprezzate.
Padre, perché?
Padre, sono davanti a te con il mio corpo
come davanti allo specchio,
uno specchio, però, che mi aiuta a vedere
che il prodigio che io sono nasce da dentro,
dalla capacità di capire, di scegliere, di amare.
Aiutami a non fermarmi alla mia figura.
Aiutami ad apprezzare il prodigio che è in me
a partire da dentro, perché è da lì che nasce
il mio essere fatta a tua immagine e somiglianza.
Padre, aiutami a non vivere per il mio corpo,
ma ad amarlo, migliorarlo, curarlo, gestirlo
per una vita vera, bella, buona, giusta. (Versione di T. Lasconi)
La Parola interpella
Dal libro del Cantico dei cantici (4.1ss. 5,10-14)
Come sei bella, amica mia, come sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe... Le tue chiome come un gregge di capre... Come un nastro di porpora le tue labbra... Come spicchio di melagrana la tua gota... I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli. Tutta bella sei, arnica mia... Tu mi hai rapito il cuore
Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra mille. Il suo capo è oro, oro puro... I suoi occhi come colombe su ruscelli d'acqua... Le sue mani sono anelli d'oro
Riflessione: Senza questo incanto non c'è amore. Senza questa meraviglia restano il “fare l'amore“, l'andare a letto, l'uso degli organi genitali, il “Quanto costi?“, il “Ce l'hai il preservativo?“.
Senza questa contemplazione non c'è amore, ma soltanto l'istinto di chi cammina ancora a quattro zampe, perché non ha imparato a camminare
eretto per guardare il volto dell'altro, il volto di Dio.
Per accoppiarsi, gli animali guardano i genitali. Proprio come fanno i consumatori di riviste e di video pornografici.
Per innamorarsi, gli uomini e le donne si guardano negli occhi, si guardano in volto. (T. Lasconi, Io con te per 365+1, Paoline)