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TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 5-15.25-26.39-40)
Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da bere". I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.
Allora la donna samaritana gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?". Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna". "Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa". Le dice Gesù: "Sono io, che parlo con te". Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni.
Risonanza
Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno.
Gesù si rivela come l’acqua che dà vita, che disseta per sempre, ma ha bisogno di persone che riconoscano di essere assetate e di avere sete.
Per la mia vita
Oggi cercherò di capire qual è la mia sete e dove cerco di spegnerla.
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Riconosco di avere sete? Quali pozzi frequento, di solito, per dissetarmi?
Preghiera
Signore Gesù,
ti riconosco come l’acqua viva,
che spegne le seti più profonde.
Ti riconosco la sorgente di ogni acqua.
Perdonami tutte le volte
che cerco altri pozzi
che illudono di dissetare,
di donare la vera gioia.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Luca (4,24-30)
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Risonanza
Nessun profeta è bene accetto nella sua patria… tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno.
Un profeta, il vero uomo e donna di Dio, è una persona scomoda, non dice solo quello che la gente vorrebbe sentire, quello che fa piacere, ma annuncia il Vangelo e i suoi valori.
Per la mia vita
Oggi farò attenzione al mio modo di ascoltare gli altri e come reagisco di fronte a coloro che la pensano diversamente da me. Farò attenzione alle volte che cedo e non ho argomenti per sostenere le mie convinzioni.
Per la condivisione su FB
Come ascolto e accolgo coloro che non la pensano come me, che mettono in discussione le mie certezze, che hanno una visione diversa della vita e del mondo? Mi lascio trascinare dalla corrente oppure ho il coraggio di sostenere le mie idee? Credo di essere sempre nel giusto, di avere l’unica verità?
Preghiera
Signore Gesù,
aiutami a saper accogliere,
con cuore libero e trasparente,
coloro che non la pensano come me,
a cercare sempre il dialogo
e mai la contrapposizione.
Aiutami anche a sostenere,
con umiltà e coraggio
le mie convinzioni,
certo che tu sei la via, la verità e la vita.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35)
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Risonanza
Non ti dico di perdonare fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Il numero sette rappresenta la pienezza; perdonare settanta volte sette significa farlo in modo illimitato, cioè sempre.
Per la mia vita
Oggi, rivedendo le mie relazioni in famiglia, a scuola, nel lavoro… vedrò se sto conservando rancore e chiusure con qualche persona. Chiederò aiuto al Signore per fare il primo passo verso la riconciliazione.
Per la condivisione su FB
Sono convinto di dover perdonare sempre coloro che mi recano offesa, mi fanno dei danni, parlano male di me, mi emarginano? Oppure mi giustifico per conservare rancore o inimicizia con qualcuno?
Preghiera
Signore Gesù,
tu ci hai insegnato a perdonare settanta volte sette,
cioè sempre
e ci hai dato un esempio
perdonando i tuoi crocifissori.
E noi facciamo fatica a perdonare piccoli torti
le piccole offese che feriscono
il nostro orgoglio, la nostra superbia, la nostra vanità.
Donaci il tuo spirito,
per vivere la nostra vita
da persone amate da te
e riconciliate con i fratelli.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Risonanza
Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Pieno compimento della legge è l’amore. E l’amore rende bella ogni vita, toglie la fatica ai doveri e alle leggi, spalanca l’esistenza verso orizzonti infiniti.
Per la mia vita
Oggi farò attenzione a tutto ciò che ritengo un “dovere” un “obbligo” e cercherò di metterci l’amore, la vita nuova portata da Gesù. E mi ascolterò per cogliere se ciò mi dà pienezza di vita.
Per la condivisione su FB
Come vivo gli inevitabili obblighi e doveri che comporta la vita sociale, il lavoro, lo studio, la famiglia, la parrocchia?
Preghiera
Signore Gesù,
la tua parola libera e ci rende liberi.
Tu sei venuto a dare pienezza ai nostri giorni.
Insegnaci a compiere ogni cosa
per amore e con amore.
E dove non c’ è amore,
fa’ che mettiamo amore
e troveremo amore.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Luca (11,14-23)
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Risonanza
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro.
Fare la guardia, rivestirsi di un’armatura adatta, sembra la cosa più ovvia per difendere le proprie ricchezze e salvaguardarle dal saccheggio o da possibili rapine.
Per la mia vita
Oggi farò attenzione a tutto ciò che vedo, leggo, ascolto, dico. Mi renderò più consapevole di ogni mia azione per rendermi conto quando qualcuno viene per strapparmi anche inconsapevolmente ciò che ho di più prezioso.
Per la condivisione su FB
Cosa faccio per proteggere e custodire le cose più preziose che posseggo: la mia fede, il mio credo, i miei principi, il mio amore? Come coltivo la mia interiorità affinché non vada sperperata, dissipata da ogni vento di dottrina?
Preghiera
Signore Gesù,
aiutami a vivere più intensamente
la dimensione della preghiera,
l’unico modo per rafforzare la mia amicizia con te
e distinguere ciò che è bene e ciò che è male.
Mi sento spesso attratto da forze contrarie
a quello che realmente vorrei
perché più seducenti,
più promettenti sicure felicità:
stammi vicino
e donami il tuo spirito di fortezza
per vigilare ad ogni assalto del male.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Risonanza
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore.
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
Amare Dio così, significa riconoscerlo come unico Signore della nostra vita, metterlo al primo posto, sempre, non avere altri miti e altri idoli.
Per la mia vita
Oggi cercherò di vedere quando ho avuto l’opportunità di mettere Dio al di sopra di tutto, quando e in che modo ho cercato di amarlo con la mente, il cuore e le forze.
Per la condivisione su FB
Cosa significa, concretamente per me, mettere Dio al primo posto, amarlo con tutto il cuore, la mente, le forze?
Preghiera
Signore Gesù,
donami un cuore amante,
una mente profonda,
una volontà tenace.
Amare te
è amare le tue creature,
il mondo che mi circonda,
il prossimo che mi passa accanto.
In te amo tutte le cose belle che ti appartengono.
Amen.
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Dal Vangelo secondo Luca (18,9-14)
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Risonanza
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo.
Gesù racconta questa parabola per coloro che si ritenevano giusti perché rispettavano la legge di Dio e disprezzavano gli altri che non erano come loro. Ma solo Dio è giusto e sa cosa c‘è nel cuore di ogni uomo.
Per la mia vita
Mi ritrovo spesso ad agire, pensare e pregare come il fariseo? Mi sento giusto, a posto per quello che riesco a fare? Mi paragono spesso agli altri?
Per la condivisione in FB
In quali circostanze oggi ho agito come il fariseo o come il pubblicano?
Preghiera
Signore Gesù,
perdonami,
perché spesso anch’io sono come quel fariseo:
mi sento giusto,
faccio tutto quello che mi hanno insegnato,
adempio tutti i miei doveri di cristiano.
Ma quante volte il mio cuore è lontano da te
e ti prego solo con le labbra!
Rendimi umile, Signore,
e cosciente di essere un peccatore
bisognoso ogni giorno del tuo perdono
e del tuo amore di Padre.
Amen.
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Progetto a cura della redazione www.paoline.it
Testi del Vangelo: Versione ufficiale CEI (2008)
Piste di riflessioni e preghiere di: Nadia Bonaldo, fsp
Voci: Romano Cappelletto, Silvia Mattolini, Loretta Toffoletti
Realizzazione tecnica: La Rocca Eleonora, fsp - Antonietta Ferriero
Brani musicali 3° settimana di Quaresima: canto Luce del mondo, da TEMPO DI GRAZIA, musica dal CD TRA CIELO E TERRA di Renato Giorgi, Paoline Editoriale Audiovisivi.