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Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.
       
Mp3 QUARESIMA 2011 - Quarta settimana
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QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno A


Quarta domenica di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (9, 1-41)
Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?". Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo".
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Sìloe" - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: "Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?". Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano: "No, ma è uno che gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!".
Allora gli domandarono: "In che modo ti sono stati aperti gli occhi?". Egli rispose: "L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista". Gli dissero: "Dov'è costui?". Rispose: "Non lo so". Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: "Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo". Allora alcuni dei farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato". Altri invece dicevano: "Come può un peccatore compiere segni di questo genere?". E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: "Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "È un profeta!".
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: "È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?". I genitori di lui risposero: "Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé". Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età: chiedetelo a lui!".
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore". Quello rispose: "Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo". Allora gli dissero: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?". Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?". Lo insultarono e dissero: "Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia". Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla". Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?". E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: "Tu, credi nel Figlio dell'uomo?". Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?". Gli disse Gesù: "Lo hai visto: è colui che parla con te". Ed egli disse: "Credo, Signore!". E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: "È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi".
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane".


Risonanza
Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo.
Per quella persona, nata cieca, Gesù è stato davvero la sua luce, la sua vita, la sua salvezza. Ora non potrà non riconoscere quello che Gesù ha compiuto in lei, in modo gratuito e imprevedibile.


Per la mia vita
Oggi cercherò di riconoscere Gesù, luce della mia vita, e starò attento durante il giorno quando questo può accadere.


Per la condivisione su FB
Quali cecità nella mia vita Gesù è venuto ad illuminare e a guarire?


Preghiera
Signore Gesù,
quando c’è buio in me e attorno me,
fammi sentire la tua presenza,
fa’ che possa vedere un raggio della tua luce.
Senza di te è buio e tenebra,
con te luce e chiarezza.
E tutto appare più bello.
Amen.


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Quarto lunedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (4,43-54)
In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.


Risonanza
Il funzionario volle sapere dai suoi servi a che ora il figlio avesse cominciato a star meglio.
Il funzionario si allontana da Gesù con la promessa che suo figlio vive. Ha fiducia nelle sue parole, però alla notizia dei servi vuole verificare che la guarigione non sia un caso, ma opera di Gesù.


Per la mia vita
Di fronte agli eventi della vita so interrogarmi, so cogliere il filo rosso che li tiene uniti, riesco a leggervi l’intervento e la presenza di Dio?


Per la condivisione su FB
Dove oggi ho potuto notare la presenza di Dio in quello che ho vissuto?


Preghiera
Signore Gesù,
tu sei sempre in mezzo a noi,
e non ci abbandoni: ce lo hai promesso:
“Non temete io sono con voi tutti i giorni
fino alla fine del mondo”.
Donami occhi sempre nuovi
per saperti riconoscere
nel cammino di ogni giorno,
donami un cuore puro
per saper leggere i segni della tua presenza
nascosta nella quotidianità
della mia giornata.
Amen.


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Quarto martedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (5,1-16)
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.


Risonanza
I Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Per i giudei il riposo del sabato è più importante di ogni altra cosa. Rispettarlo significa obbedire a Dio, riconoscerlo come l’Assoluto e attestare che si percorre la strada giusta. Ma di fronte a un bene più grande rimangono ciechi.


Per la mia vita
Succede anche a me che, per rispettare le regole, i precetti, la Legge perdo di vista il comandamento più importante che è quello di amare?


Per la condivisione su FB
Mi è capitato qualche volta, anche oggi, che per obbedire a un precetto, anche buono, ho soffocato la legge dell’amore?


Preghiera
Signore Gesù,
ti chiedo perdono per tutte le volte che
per obbedire ai precetti, alle regole
non mi sono accorto
di trasgredire il comandamento
più importante,
quello dell’amore,
l’unico su cui saremo giudicati.
Fa’ che l’amore, e non il legalismo,
sia il fine delle nostre azioni.
Amen.


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Quarto mercoledì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (5,17-30)
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.


Risonanza
Gesù non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Per i Giudei questa era il colmo, una cosa imperdonabile per questo cercano di ucciderlo, perché la religione va protetta e salvaguardata dai ciarlatani. Ma Gesù invece di ritirarsi, insiste sulle sue affermazioni.


Per la mia vita
Ho mai pensato attentamente alle conseguenze che potevano avere le affermazioni di Gesù? Dove trovava il coraggio di esporsi senza paura? Dove tanta sicurezza?


Per la condivisione su FB
Chi è per me Gesù? Un grande e illustre personaggio che è finito male, come tanti oppure il Figlio di Dio?
Quali differenza per la mia vita credere a una o all’altra realtà?


Preghiera
Chi sei per me Gesù?
Non solo un grande uomo della storia,
ma ti riconosco
come il Figlio amato dal Padre,
colui che ci ha fatto conoscere il vero volto di Dio
il volto di un Dio che ama e ha cura di ogni sua creatura.
In te, Signore Gesù,
anche noi siamo figli
e fratelli tra noi.
Amen.


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Quarto giovedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (5,31-47)
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».


Risonanza
Voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
E’ possibile rifiutarsi, ostinatamente, di vedere la luce, di accogliere la rivelazione perché Dio ci ha creati liberi, liberi di rifiutare la felicità. Anche se tante testimonianze ci parlano di Lui: Il Battista, le opere e i miracoli compiuti, e la Scrittura.


Per la mia vita
Ed io come mi pongo di fronte alle testimonianze di Gesù che ancor oggi rivelano l’amore del Padre? Ascolto la testimonianza di tanti profeti d’oggi? Mi accorgo dei piccoli o grandi miracoli che costellano la mia vita quotidiana? Scruto le Scritture con cuore attento e libero?


Per la condivisione su FB
Oggi questi sono stati per me i profeti che mi hanno parlato di Gesù.
Oggi questo è stato il miracolo che mi ha richiamato la presenza di Dio.
Oggi questo versetto della Scrittura mi ha rivelato un tratto del volto di Gesù.


Preghiera
Signore Gesù,
temo di ascoltarti ma senza vederti;
vedo tante belle opere attorno a me
ma non risalgo a te,
leggo la Parola
ma non la sento vicina.
Manifestati a me,
aiutami a vedere e trovare te
nelle tracce che continuamente lasci
sulla mia strada.
Amen.


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Quarto venerdì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (7, 1-2.10.25-30)
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Intanto alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: "Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.


Risonanza
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Gesù è cosciente del pericolo che incombe su di lui, ed è prudente, non cerca il martirio, l’eroismo a tutti i costi. Ma continua a spiegare la sua identità, è disposto a morire pur di manifestare il vero volto di Dio.


Per la mia vita
Quante volte anch’io sperimento quanto costa dichiararsi apertamente cristiano, a scuola, nel lavoro, con gli amici. Penso mai alla forza dei martiri cristiani d’oggi?


Per la condivisione su FB
Oggi, in quale situazione ho avuto paura di espormi, non per prudenza, come Gesù, ma per vergogna di essere deriso, considerato “bacchettone” e retrogrado?


Preghiera
Signore Gesù,
proprio per le tue parole,
per quello che dicevi di essere,
sei andato incontro alla morte
e ti hanno ucciso.
Ammiro il tuo coraggio.
Aiuta anche me,
tutte le volte in cui sarò chiamato
a darti testimonianza,
a non nascondermi per fuggire il pericolo.
Grazie per i tanti martiri di oggi
che sono semi di nuovi cristiani.
Amen.


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Quarto sabato di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53)
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.


Risonanza
Costui è davvero il profeta. Costui è il Cristo. Mai un uomo ha parlato così. Dalla Galilea non sorge profeta.
La persona di Gesù, ieri come oggi, scandalizza, inquieta, provoca, obbliga a schierarsi e a prendere una posizione precisa. Ma rimane un mistero e nessuno può possederlo completamente.


Per la mia vita
Oggi, rivedendo la mia giornata, annoterò la mia coerenza e cercherò di vedere quando in me coesiste il credente e il non credente e ne prenderò coscienza, senza paura.


Per la condivisione in FB
In questo momento della mia vita io da che parte sto? Dalla parte di coloro che credono di possedere tutta la verità e lo accusano o dalla parte di coloro che si sentono afferrati da Gesù e si mettono alla sua sequela?


Preghiera
Signore Gesù,
tu sei pietra d’inciampo,
sei venuto a portare fuoco e spada.
Aiutami a seguirti sempre.
Anche quando questo mi può costare.
Anche quando devo rimetterci qualcosa di mio.
Amen.


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Progetto a cura della redazione www.paoline.it
Testi del Vangelo: Versione ufficiale CEI (2008)
Piste di riflessioni e preghiere di: Nadia Bonaldo, fsp
Voci: Francesco Sortino, Antonella Mattei, Loretta Toffoletti
Realizzazione tecnica: Eleonora La Rocca , fsp - Antonietta Ferriero

Brani musicali 4° settimana di Quaresima: canto Gloria a Te o Cristo, da DOMENICHE DI QUARESIMA , musica dal CD TRA CIELO E TERRA di Renato Giorgi, Paoline Editoriale Audiovisivi.

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