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Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.
       
Mp3 QUARESIMA 2011 - Quinta settimana
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QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno A


Quinta domenica di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (11, 1-45)
Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato".
All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato". Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!". I discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?". Gesù rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui".
Disse queste cose e poi soggiunse loro: "Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo". Gli dissero allora i discepoli: "Signore, se si è addormentato, si salverà". Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!". Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: "Andiamo anche noi a morire con lui!".

Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà". Gesù le disse: "Tuo fratello risorgerà". Gli rispose Marta: "So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno". Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?". Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo".

Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: "Il Maestro è qui e ti chiama". Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: "Dove lo avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: "Guarda come lo amava!". Ma alcuni di loro dissero: "Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?". Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra.

Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni". Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?". Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". Detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!". Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: "Liberàtelo e lasciàtelo andare". Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.


Risonanza
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?
Gesù si rivela come risurrezione e vita e chiede di aver fede alle sue parole. Attraverso il dono del suo spirito lui può dare una vita che non viene mai meno, che è sottratta al potere della morte. Tutto ciò è avvenuto nel Battesimo.


Per la mia vita
Oggi farò attenzione alle situazioni di “morte”che posso vivere durante la giornata e le trasformerò in situazioni di vita e risurrezione.


Per la condivisione su FB
Sono cosciente del Battesimo che ho ricevuto e che in me scorre la vita nuova di Cristo? Come vivo questo sacramento?


Preghiera
Signore Gesù,
donami una fede forte e robusta,
e il tuo spirito
datore di vita.
Fa’ che la vita nuova
che scorre in me con il dono del battesimo
possa sempre manifestarsi
e scacciare ogni tentazione
di scoraggiamento e di paura.
Amen.


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Quinto lunedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11)
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.


Risonanza
“Nessuno ti ha condannata?”. “Nessuno, Signore”. “Neanch’io ti condanno”.
Se noi non condanniamo, il Signore non ci condanna e nessuno ci può condannare. Anche noi, come l’adultera, stiamo davanti a lui che conosce il segreto dei nostri cuori.


Per la mia vita
Oggi farò attenzione al mio modo di ascoltare e di rapportarmi con gli altri per vedere se sono libero e accogliente nei loro confronti o li giudico senza remissione. Mi ricorderò di un episodio in cui mi sono astenuto dal giudizio di condanna.


Per la condivisione su FB
Mi trovo spesso a giudicare la vita degli altri, le loro scelte, le loro azioni, i loro pensieri? Racconto l’episodio in cui non ho voluto giudicare ma accogliere.


Preghiera
Signore Gesù,
solo tu che sei il vero e unico Giusto
potevi condannare la peccatrice
ma non l’hai fatto
perché anzitutto sei misericordia e amore
oltre ogni limite.
Tu sei venuto a salvare non a condannare,
a guarire i malati,
a perdonare i peccatori.
Fa’ che anche noi, Signore,
siamo come te.
Il tuo spirito buono
si manifesti sempre in noi e attorno a noi.
Amen.


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Quinto martedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (8,21-30)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”. Dicevano allora i Giudei: “Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: ‘Dove vado io, voi non potete venire’?”.
E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati”.
Gli dissero allora: “Tu, chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo”. Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite”. A queste sue parole, molti credettero in lui.


Risonanza
Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso.
Gesù si è lasciato innalzare affinché tutti potessimo guardarlo sollevando il nostro sguardo dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre sofferenze, dalle nostre miserie che ci trattengono a terra. Nella sua croce, la nostra croce, nelle sue sofferenze la nostra sofferenza. Siamo crocifissi e morti con lui per rivivere con lui a vita nuova.


Per la mia vita
Oggi guarderò a lungo un crocifisso, in una chiesa, nella mia casa o nella mia camera. E lascerò che il mio cuore parli con lui e lascerò che il mio cuore lo ascolti


Per la condivisione su FB
So riconoscere in Cristo crocifisso il Figlio di Dio, l’uomo che con la sua morte in croce ha salvato l’umanità?


Preghiera
Signore Gesù,
ti sei caricato del peccato dell’umanità
inchiodandolo alla croce,
ci hai salvato dalla morte con la tua morte,
ci hai liberato dalla sofferenza con la tua sofferenza,
ci hai ridonato la vita con la tua risurrezione.
Grazie, Signore Gesù.
Aumenta la nostra fede e riconoscenza in te.
Amen.


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Quinto mercoledì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (8,31-42)
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: ‘Diventerete liberi’?”.
Gesù rispose loro: “In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro”.
Gli risposero: “Il padre nostro è Abramo”. Disse loro Gesù: “Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro”.
Gli risposero allora: “Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!”. Disse loro Gesù: “Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato”.


Risonanza
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
Solo se abbiamo sperimentato la schiavitù, possiamo gustare e capire cosa significhi essere liberi. Gesù ci parla di una libertà interiore che ognuno può conquistare cacciando le tenebre dell’errore e accogliendo la luce della verità, accogliendo lui, la Verità. Gesù ci vuole figli e non servi.


Per la mia vita
Oggi farò attenzione per vedere se agisco per convenienza, per dipendenza, senza un mio esplicito consenso. Troverò un episodio in cui ho agito o parlato da persona condizionata e un episodio in cui ho agito e parlato con la libertà di figlio.


Per la condivisione su FB
So distinguere nella mia vita le realtà liberate da Gesù e quelle che ancora mi tengono schiavo e dipendente dalle mie passioni, orgoglio, vizi?


Preghiera
Signore Gesù,
quanto vorrei agire da persona libera,
trasparente, vera.
Ma quanti impedimenti
dentro di me e fuori di me
che mi trattengono e mi fanno volare basso.
Solo tu puoi farmi libero,
Signore, Figlio di Dio.
Perché la tua parola è verità, non menzogna,
e solo la verità ci rende liberi.
Amen.


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Quinto giovedì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 51-59)
In quel tempo Gesù disse ai Giudei: “In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno". Gli dissero allora i Giudei: "Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno". Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?".
Rispose Gesù: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia". Allora i Giudei gli dissero: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?".
Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


Risonanza
Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno.
I giudei non comprendono la portata dell’affermazione di Gesù e pensano che parli della morte fisica, quella che tocca tutti al termine della vita. Ma Gesù parla dell’unica morte che può distruggere l’uomo: la lontananza da Dio, il vivere come se Lui non esistesse.


Per la mia vita
Oggi ricordo un episodio in cui ho messo in pratica questa parola di Dio che mi ha dato la certezza di vivere in eterno.


Per la condivisione su FB
Ho sperimentato qualche volta che la Parola di Dio ha davvero dato vita, ali e profumo di eternità alle mie giornate? Sono convinto che credere e camminare nell’amore mi farà esistere per sempre?


Preghiera
Signore Gesù,
la tua Parola non solo mi rende una persona libera
ma mi fa vivere in eterno.
Donami fede per credere a questa realtà
e perché tante altre persone
attraverso la testimonianza di noi cristiani
possano vivere nell’amore
l’unico tuo comandamento che rimarrà per sempre.
Amen.


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Quinto venerdì di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (10,31-42)
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?”. Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.
Disse loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: ‘Io ho detto: voi siete dèi’? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: ‘Tu bestemmi’, perché ho detto: ‘Sono Figlio di Dio’?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”. E in quel luogo molti credettero in lui.


Risonanza
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre.
Gesù chiede ai Giudei di agire alla luce delle opere buone che lui stesso compie, perché sono conformi alla Parola di Dio, sono dettate dall’amore che viene dal Padre, ma non vogliono capire.


Per la mia vita
Oggi distinguo le opere buone compiute con amore disinteressato da quelle compiute per qualche tornaconto personale anche se all’esterno possono apparire buone tutte e due. Solo io e Dio conosciamo le intenzioni profonde e possiamo giudicarle.


Per la condivisione su FB
Le opere che anch’io compio ogni giorno, sono dettate dall’amore, dalla gratuità, dal bene per i fratelli?
Scaturiscono dal mio rapporto personale con il Padre? Faccio trasparire in tutto ciò che faccio il volto di un Dio il cui nome è solo amore?


Preghiera
Signore Gesù,
i Giudei non hanno riconosciuto le tue opere
per la loro cecità e chiusura di cuore.
Fa’ che non sia come loro
ma sappia riconoscere in ogni opera buona
che vedo compiere negli altri o che compio io stesso
un riflesso del tuo amore
che continua ancor oggi a invadere il mondo
e a renderlo più bello e umano.
Amen.


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Quinto sabato di Quaresima



Dal Vangelo secondo Giovanni (11,45-56)
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: “Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione”.
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!”. Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: “Che ve ne pare? Non verrà alla festa?”.


Risonanza
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Caifa e il Sinedrio prendono una decisione terribile, immorale: sacrificano la vita di una persona per la nazione, per il potere, per la fama. Gesù però, consapevolmente, dona la sua vita affinché tutti abbiamo la vera vita.


Per la mia vita
Oggi farò attenzione ai piccoli o grandi gesti in cui offro qualcosa di me, non del mio superfluo, per sperimentare cosa significhi dare tutto di sé. E cosa mi spinge a fare questo.


Per la condivisione in FB
Io sarei capace di donare la mia vita (la cosa più preziosa che posseggo) per la vita dei miei fratelli? Ho mai pensato seriamente ai martiri di oggi e alla loro fede?


Preghiera
Signore Gesù
per me,
per la mia salvezza,
tu hai offerto volontariamente la tua vita.
Fa’ che io ti renda grazie
non in maniera generica
ma perché hai salvato la mia vita.
Fammi fare questa esperienza di te
ed io non potrò mai più dimenticarla.
Amen.


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Progetto a cura della redazione www.paoline.it
Testi del Vangelo: Versione ufficiale CEI (2008)
Piste di riflessioni e preghiere di: Nadia Bonaldo, fsp
Voci: Romano Cappelletto, Silvia Mattolini, Loretta Toffoletti
Realizzazione tecnica: La Rocca Eleonora, fsp - Antonietta Ferriero

Brani musicali 5° settimana di Quaresima: canto Gloria e lode a te, da DOMENICHE DI QUARESIMA/A , musica dal CD TRA CIELO E TERRA di Renato Giorgi, Paoline Editoriale Audiovisivi.

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