Paolo prima di Damasco viveva per una propria causa: la realizzazione umana attraverso la perfezione della Legge; dopo Damasco vive per una persona: Gesù Cristo.
Introduzione
L'incontro con Cristo a Damasco trasforma Paolo. Egli che ha sempre vissuto appassionatamente, non cambia il suo modo di affrontare la vita con un impegno serio e radicale. Cambia la motivazione, il perché delle sue scelte.
Prima di Damasco viveva per una propria causa: la realizzazione umana attraverso la perfezione della Legge; dopo Damasco vive per una persona: Gesù Cristo.
- Da egocentrico, centrato su di sé, diventa cristo-centrico, centrato su Gesù Cristo.
- Da una vita per la Legge passa a una vita per, con e in Cristo a vantaggio dei fratelli.
- Ora misura la propria perfezione dalla capacità di amare con l'amore di Cristo.
All’inizio di questa preghiera chiediamo al Signore di trasformare la nostra vita come ha trasformato quella di Paolo, di cambiare il nostro modo di essere e di vivere, di accrescere in noi la capacità di amare come ama Lui, come ha imparato ad amare Paolo.
Canto: Adoramus te, Domine
Preghiera di Adorazione
Guida: Io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome (Ef 3,14-15).
Tutti: Credo, mio Dio, di essere davanti a te. Ti contemplo Padre della creazione, Signore del tempo e dello spazio. Ti ascolto, certo di essere da te ascoltato, conosciuto, amato; perché ogni cosa, ogni creatura, la mia stessa vita da te è stata generata, da te illuminata, da te sostenuta.
Guida: Radicati e fondati nella carità, possiate comprendere quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità e conoscere l'amore di Cristo (Ef 3,17b-19a).
Tutti: Credo, mio Dio, che al di là di ogni conoscenza umana, ci sia il tuo amore, infinitamente più grande del mio pensiero, infinitamente più certo di ogni mio dubbio, infinitamente più forte di ogni mia debolezza. Credo, Maestro, che tu sei tanto grande e tanto santo: io ti adoro.
Guida: Il Cristo abiti, per la fede, nei vostri cuori (Ef 3,17a).
Tutti: Credo mio Dio, che la mia vita trovi in te il suo senso più profondo. In te la motivazione ultima del quotidiano ricominciare, in te la forza vera del silenzioso donare. In te la mia «casa» diventi casa per ogni fratello, perché tutto ciò che sono è dono tuo... Tu mi hai dato tutto: io ti ringrazio.
Guida: Il Padre, secondo la ricchezza della sua gloria vi conceda di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore (Ef 3,16).
Tutti: Credo, mio Dio, che in me spesso convivono desideri contrastanti. Desidero il bene e non so condividerlo: chiedo la pace e non so costruirla. Lascio che i limiti, le difficoltà, le paure, i dubbi rallentino il cammino. Alla strada in salita dell'amore, preferisco la via pianeggiante del compromesso. Tu mi chiami a volare alto, a scoprire orizzonti immensi; io preferisco non ascoltarti. Maestro, ti chiedo perdono con tutto il cuore.
Guida: Siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio (Ef 3,19b).
Tutti: Credo, mio Dio, nel tuo amore capace di penetrare ogni cuore e spalancarlo alla vita. Non so che cosa sia giusto chiederti per ogni fratello e sorella, per me, per questo frammento di storia che mi chiedi di vivere. Ma credo nella tua misericordia, nelle tue braccia sempre aperte e ti chiedo di donare tutto ciò che concorre al nostro vero bene.
Breve pausa di silenzio adorante
In ascolto della Parola
Guida: Invochiamo il dono dello Spirito perché illumini la nostra mente, fortifichi la nostra volontà e riempia di amore il nostro cuore per accogliere il dono della Parola.
Canto: Effonderò il mio Spirito
Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi
Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
Pausa di silenzio