Introduzione
«Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il gioco della schiavitù... Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà» (Gal 5, 1.13).
- Paolo è l'apostolo della libertà e la sua esistenza ne è una conferma. «Sa quel che vuole» e rischia spesso la vita a favore dei fratelli e delle sorelle nella fede. La libertà vissuta, e da lui proposta agli altri, è ricevuta da Dio come un dono.
- Tutti siamo chiamati alla libertà: non si può essere «costretti» alla libertà; si può essere «invitati, esortati, attirati» . L'invito personale comunica già qualcosa della libertà alla quale Cristo invita e attira.
Paolo ci ricorda che Dio rispetta molto la nostra libertà e non la vuol violare per nessun motivo.
- Tutte le offerte e i comandi di Dio sono una proposta che interpella l'intelligenza e il cuore. Per far maturare nella libertà Dio lascia alla nostra responsabilità la scelta di accogliere il suo dono o di rifiutarlo. «Io sto alla porta e busso. Se qualcuno mi apre entrerò e cenerò con lui» (Ap 3,20).
Canto: Oggi ti chiamo (P. Fanelli, Canterò felicità, San Paolo)
Mentre si esegue il conto si pone in un lato sotto l’altare o sotto il tabernacolo un cartellone con immagini tratte da riviste dove vengono evidenziate le schiavitù antiche e nuove, dall’altro lato, ben visibile, si pone la Bibbia aperta.
Guida: Anche noi come Paolo viviamo la fatica della scelta del bene, dei valori, perché la libertà non è mai un dato definitivo, così come il nostro sentirci figli di Dio.
All’inizio di questa preghiera ci facciamo aiutare dallo stesso Paolo per accogliere il dono di Dio di essere chiamati figli, di essere in Lui persone libere.
Lettore: Voi avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!". Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo (Rm 8,15-17).
Tutti: Signore Gesù, con la tua morte e la tua risurrezione ci hai donato la vita nuova: la tua stessa vita. La vita di figli.
Lettore: Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo (Fil 3,8).
Tutti: Signore Gesù, l'incontro con ci rende uomini e donne diversi: ci dona di vivere come pensi, vuoi, ami Tu
Lettore: Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà (2Cor 3,17).
Tutti: Signore Gesù, la legge dello Spirito non è un codice esterno, un elenco di prescrizioni da osservare o di cose da fare, ma è la tua stessa forza che cambia i nostri cuori.
Canto: Vieni, vieni, Spirito d’amore
In ascolto della Parola
Guida: L'energia posta dallo Spirito in Paolo e nei cristiani è una spinta che coinvolge tutta la persona, raggiungendo
- la mente: Paolo, accogliendo Gesù, rivoluziona tutto il suo modo di pensare la vita, gli altri, ciò che conta, ciò che vale;
- il cuore: Paolo tocca con mano l'amore di Dio verso di lui, fa esperienza del suo amore misericordioso: lo accoglie, e l'amore di Dio diventa forza di amore per tutti coloro che incontra;
- la volontà: Paolo diventa «sapiente», valuta le situazioni, sceglie e agisce in linea con ciò che avrebbe scelto e fatto Gesù.
E la vita nuova traspare in Paolo come un albero che, al tempo della raccolta, mostra i propri frutti. I frutti secondo lo Spirito di Gesù sono elencati da Paolo in Galati 5,22.
Dalla Lettera di san Paolo Apostolo ai Galati (Gal 5, 13-35)
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c`è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.
Pausa di interiorizzazione della Parola