Paolo ha penetrato in profondità il mistero della croce come mistero di vita, mistero pasquale. Ci lasciamo illuminare dalla sua esperienza e dalle sue parole, lui che si è identificato al suo Signore crocifisso.
Quanto a me, non ci sia altro vanto
che nella croce del nostro Signore Gesù Cristo,
per mezzo della quale il mondo, per me,
è stato crocifisso come io per il mondo (Gal 6,14).
Sono stato crocifisso con Cristo,
e non vivo più io,
ma Cristo vive in me.
Questa vita che io vivo nel corpo,
la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato
e ha consegnato se stesso per me (Gal 2,20).
Se infatti, quando eravamo nemici,
siamo stati riconciliati con Dio
per mezzo della morte del Figlio suo,
molto più ora che siamo riconciliati,
saremo salvati mediante la sua vita (Rm 5,10).
Perciò sono lieto nelle sofferenze
che sopporto per voi e do compimento
a ciò che dei patimenti di Cristo
manca nella mia carne,
a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).
Preghiamo la Parola
Sia benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione!
Egli ci consola in ogni nostra tribolazione,
perché possiamo anche noi consolare
quelli che si trovano in ogni genere di afflizione
con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio.
Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi,
così, per mezzo di Cristo,
abbonda anche la nostra consolazione.
Quando siamo tribolati,
è per la vostra consolazione e salvezza;
quando siamo confortati,
è per la vostra consolazione.
La nostra speranza è ben salda:
sappiamo che come siete partecipi delle sofferenze
lo siete anche della consolazione.
Amen. (2Cor 1,3-7)