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RUBRICA: IDEE PER PREGARE

Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.

La via crucis della vita
Un itinerario con: i cirenei senza stelle, le veroniche senza volto, i condannati senza nome, i piccoli che fanno grande la storia. Un brano biblico, una breve riflessione tratta da eventi attuali, una preghiera è la struttura della Via crucis che viene proposta. Può essere pregata con i giovani o con la comunità parrocchiale
Introduzione
La Via crucis è la via del dolore, dell’offerta d’amore, del supplizio più grande della storia, via della nostra vita.
Su questo ultimo tragitto verso il Calvario Gesù ci dimostra e ci insegna che la vita ha senso soltanto se è apertura, dono, condivisione verso tutti.
I suoi occhi incrociano altri occhi; le sue mani e il suo volto toccano e si lasciano toccare da altre mani, da altri volti.
Le sue parole diventano perdono e salvezza rivolte a chi nei suoi confronti dimostra soltanto disprezzo e derisione.
La Via crucis è via di relazioni, di incontri, di rapporti, ma nello stesso tempo è terribilmente solitaria.
La croce segna il limite estremo dell’abisso che separa la morte dalla vita. Se la si abbraccia con Cristo, si scopre una possibilità di rinascita, di riscatto, di luce.
La risurrezione di Gesù ne è il tesoro finale: la vita trionfa sulla morte, su tutte le morti, anche sulle nostre e su quelle dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, costretti a compiere una nuova Via crucis anche per noi.

Prima stazione
GESÙ È CONDANNATO A MORTE
Gesù è il mio fratello condannato a morire di fame

Genesi 4,8-10
Un giorno Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese il Signore: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!»

- Il 20% della popolazione mondiale consuma l’80% delle risorse. Un americano o un europeo consuma quanto 33 ruandesi. 
Signore, pietà.

- Metà della popolazione mondiale, cioè circa 3 miliardi di nostri fratelli e sorelle, per vivere ha a disposizione meno di 2 euro al giorno.   
Cristo, pietà.

- 500 milioni di nostri fratelli e sorelle nell’Asia meridionale e 300 milioni in Africa vivono con meno di un euro al giorno. 
Signore, pietà.
 (o altre situazioni vicine alla propria realtà territoriale)

Preghiera
Signore, ancora oggi
condanniamo a morte senza pietà
tanti nostri fratelli e sorelle.
Ancora oggi
emarginiamo
i più deboli nelle nostre città,
comunità e nei nostri quartieri;
lasciamo che in Africa
si uccidano in guerre fratricide,
ignorando che così diventiamo
anche noi complici degli assassini.
Anche noi oggi
opprimiamo e sfruttiamo
con un’economia
che cerca soltanto il proprio tornaconto.
Ancora oggi, come duemila anni fa,
ci dimentichiamo troppo spesso
che tutti siamo figli di un solo Padre...
Fa’ che ci ricordiamo
che tu sei ogni nostro fratello debole,
emarginato, sfruttato, oppresso.
Fa’ che non siamo indifferenti
a chi grida e chiede pace e giustizia.
Amen.

Simbolo: un sacco grigio dell’immondizia e una piantina fiorita. Chi lo presenta coprirà la piantina fiorita con il sacco di plastica dell’immondizia: la nostra indifferenza e la ricerca del nostro benessere privato soffocano la vita e le relazioni con gli altri.

Seconda stazione
GESÙ È CARICATO DELLA CROCE
Gesù è il mio fratello schiavo del benessere

Luca 9,23
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua».

Per noi oggi, che apparteniamo ai Paesi ricchi e industrializzati, perdere la vita per andare dietro a Gesù significa morire all’eccessivo benessere, al lusso sfrenato, al consumismo cieco. Significa rompere le catene che ci rendono schiavi del possesso e della rapina delle cose, senza altro orizzonte che la loro moltiplicazione. Quando viviamo soltanto per noi stessi, non ci comprendiamo più tra di noi, non abbiamo più voglia di aiutarci, ci guardiamo con sospetto e cattiveria. Ogni fatto diventa un pretesto per attaccare il prossimo e per salvaguardare il nostro benessere. Così facendo carichiamo addosso agli altri i nostri egoismi, le nostre frustrazioni, le nostre paure. Carichiamo ancora una volta la croce sulle spalle di Cristo.

Preghiera
Signore, rendici grati per ciò che ci dai.
Non fare che carichiamo il nostro benessere
sulle spalle dei più disgraziati del mondo.
Dacci una mano a imparare a vivere
con sobrietà e semplicità,
senza correre dietro alle apparenze.
Facci capire che il superfluo che abbiamo
è quello che noi abbiamo tolto
a chi è più povero di noi.
Donaci la capacità di capire
che non serve a nulla
essere avidi delle cose che possediamo.
Aiutaci piuttosto a imparare
il senso della fratellanza e della condivisione.
Liberaci da ogni schiavitù
e donaci la libertà dei tuoi figli.

Simbolo: due cestini del supermercato. Il primo, pieno di generi alimentari e di consumo, il secondo, completamente vuoto. Il nostro benessere egoistico e il nostro consumismo sfrenato derubano i più poveri del necessario e lasciano molti fratelli e sorelle a mani vuote.
»»» continua

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Agosto 2014
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