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Spazio a cui attingere tracce di preghiera per ogni occasione dell’anno e della vita. Per pregare da soli e in gruppo.
       
Mp3 QUARESIMA 2010 - Quarta settimana
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Mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te. (Lc 15,18)

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QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA - Anno C



Quarta domenica di Quaresima Dal Vangelo secondo Luca (15,1-3.11-32)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».


Risonanze
- Allora ritornò in sé e disse: “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
- Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
- “Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.


Preghiera
Padre,
spesso il nostro peccato
ci toglie la gioia di chiamarti Padre.
Ogni giorno ci lasciamo incantare
da facili miraggi
e dall’illusione di poterci rifare una vita
lontani dalla tua casa.
    E così scopriamo di avere il cuore del prodigo
    o il cuore del fratello maggiore:
    perché accampiamo diritti,
    o perché siamo incapaci di far festa
    di fronte ai gesti del tuo amore accogliente.
Aiutaci, o Signore,
a credere nel tuo perdono,
più grande dei nostri peccati,
più forte dei nostri rancori.
    Apri il nostro sguardo
    alla verità su noi stessi,
    e metti nel profondo del nostro spirito
    la nostalgia della tua casa.
Enrico Masseroni


Gloria al Padre



Quarto lunedì di Quaresima Dal Vangelo secondo Giovanni (4,43-54)

In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.


Risonanze
- Il funzionario del re gli disse: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.
- Gesù gli rispose: “Va’, tuo figlio vive”.
- Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto.


Preghiera
Signore,
benedici lo spirito affranto dei sofferenti,
la pesante solitudine degli uomini,
la sofferenza che non si osa confidare.
Benedici coloro che camminano
nella notte su strade sconosciute.
Benedici i cuori acerbi, o Signore,
    Dona sollievo agli ammalati,
    insegna il distacco
    a coloro che sono stati privati
    del loro bene più caro.
    Non lasciare nessuno al mondo
    nella disperazione.
Benedici coloro che sono nella gioia,
e proteggili.
Dona a coloro che in questo giorno
non sono ancora stati liberati
dalla tristezza o dalla prova,
la tua forza per sopportarle.

Edith Stein


Gloria al Padre



Quarto martedì di Quaresima Dal Vangelo secondo Giovanni (5,1-16)

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.


Risonanze
- Gesù gli disse: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. E all’istante quell’uomo guarì.
- “Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio”.
- I Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.


Preghiera
Gesù,
che nella ricchezza della tua misericordia
hai chiamato pubblicani e peccatori,
ora volgiti verso di me,
che sono come loro,
e accetta questo canto
come mirra molto preziosa:
    Gesù, forza invincibile.
    Gesù, tenerezza infinita.
    Gesù, bellezza radiosa.
Gesù, amore ineffabile
Gesù, Figlio del Dio vivente.
Gesù, abbi pietà di me, peccatore.
    Gesù, illumina me, che sono nel buio.
    Gesù, purificami da ogni colpa.
    Gesù, riconducimi a te,
    Gesù, figlio di Dio, abbi pietà di me.
Inno ortodosso attribuito a Teoctisto


Gloria al Padre



Quarto mercoledì di Quaresima Dal Vangelo secondo Giovanni (5,17-30)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.


Risonanze
- Giudei cercavano di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
- Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
- Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna … è passato dalla morte alla vita.
- Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso.


Preghiera
O Cristo, nostro unico mediatore,
tu ci sei necessario per vivere in comunione con Dio Padre,
per diventare con te, che sei suo Figlio unico e Signore nostro,
suoi figli adottivi, per essere rigenerati nello Spirito santo.
    Tu ci sei necessario, o solo vero maestro
    delle verità recondite e indispensabili della vita,
    per conoscere il nostro essere e il nostro destino,
    la via per conseguirlo.
O Cristo, tu ci sei necessario.

Paolo VI


Gloria al Padre



Quarto giovedì di Quaresima Dal Vangelo secondo Giovanni (5,31-47)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».


Risonanze
- Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
- Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi.
- Come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?


Preghiera 
Donaci, Padre,
di stupirci sempre nuovamente
di fronte al mistero
che tu compi per noi in Gesù, tuo figlio.
    Fa’ che sappiamo accogliere il dono
    con spirito di rendimento di grazie,
    affinché in tutto
    si compia la tua opera per noi
    e venga il tuo regno.
Fa’ che sappiamo sempre riconoscere
la provvisorietà di tutto ciò che è meno di te,
per cantare nella nostra vita
la gioia invincibile di chi ha creduto
nella parola della tua Promessa.

Bruno Forte


Gloria al Padre



Quarto venerdì di Quaresima 19 marzo festa di San Giuseppe

Dal Vangelo secondo Matteo
(1,16.18-21.24)


Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.


Risonanze
- Giuseppe sposo di Maria, era uomo giusto.
- Un angelo del Signore gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”.
- Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.


Preghiera
O san Giuseppe,
ti veneriamo come il modello dei lavoratori,
il consolatore dei sofferenti ed emigrati,
il santo della Provvidenza.
Soccorri con le tue preghiere
quanti faticano nel lavoro intellettuale, morale e materiale.
Alle nazioni ottieni una legislazione ispirata al Vangelo,
lo spirito di carità cristiana,
un ordinamento conforme a giustizia e pace.

O san Giuseppe, ti preghiamo anche
per tutti i papà del mondo:
dona loro saggezza nell’educare,
dolcezza nell’amare, fermezza nel governare.
Custodiscano e proteggano la famiglia che hai loro affidata
e non si scoraggino mai di fronte alle difficoltà della vita.


Gloria al Padre



Quarto sabato di Quaresima Dal Vangelo secondo Giovanni (7,40-53)

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.


Risonanze
- Mai un uomo ha parlato così!
- I farisei replicarono loro: “Vi siete lasciati ingannare anche voi?”
- Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!


Preghiera
Signore, insegnami a stare di fronte a te
con il cuore libero da pregiudizi
che offuscano in me la tua immagine.
    Donami un cuore semplice che sappia cogliere
    nella parola delle Scritture sante,
    meditate quotidianamente,
    il tuo volto di Dio che salva,
    si fa vicino a ogni uomo per liberarlo dal male.
Manda il tuo spirito perché mi dica la verità su di te,
la difenda in me dalle interpretazioni parziali e fuorvianti.
Donami un cuore
disposto a un ascolto obbediente.


Gloria  al Padre

Progetto a cura della redazione www.paoline.it
Testi del Vangelo:  Versione ufficiale CEI (2008)
Scelta delle preghiere: Nadia Bonaldo
Voci: Romano Cappelletto, Silvia Mattolini, Nadia Bonaldo

Brani musicali 4° settimana di Quaresima: canto Questo è il tempo, Ascolterò la tua Parola, da PARLA SIGNORE; musica Libertà da ORIZZONTI DI PACE, Paoline Editoriale Audiovisivi.

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