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Un canale speciale di “percorsi” variegati, per favorire, virtualmente, esperienze di conoscenza di quelle risorse che - soprattutto quando non è possibile muoversi da casa - arricchiscono la mente e fanno stare bene insieme agli altri.
       
L’eremo di Pietro Celestino [ABRUZZO]
I luoghi dello spirito
Una passeggiata alle falde del Morrone, sulle orme di Celestino V, nel Parco nazionale della Majella, per scoprire straordinari intrecci tra paesaggio e natura, archeologia e arte, storia e religione.
Il percorso ha una lunghezza di circa 5 km. Sono da tenere in conto due ore per la percorrenza, escluse le visite.



ABRUZZO, l’eremo di Pietro Celestino » Introduzione

» itinerario: Abruzzo. L’eremo di Pietro Celestino 

» 2° Calabria. I boschi e la Certosa di san Bruno

» 3° Puglia. Sulle vie dell’Angelo

» 4° Marche. L’Abbadia di Fiastra

» 5° Toscana. Con Francesco sul monte della Verna

» 6° Friuli Venezia Giulia. Il sentiero Rilke

» 7° Lombardia. La Città santa sul Monte

8° Valle d’Aosta
La via Francigena sul Gran san Bernardo





Meta dell’escursione è l’eremo di Sant’Onofrio, dove fra Pietro Angelerio del Morrone ricevette la visita della delegazione del conclave che gli annunciava l’elezione a Papa.
È un facile percorso ad anello, vario e molto panoramico, nei dintorni di Sulmona.

Abbazia di Santo Spirito al Morrone Il punto di partenza è l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, detta comunemente Badia Morronese. Dista circa 5 Km da Sulmona ed esprime bene il prestigio e la potenza raggiunti dall’Ordine dei Celestini. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, essa fu adibita a carcere e ora, dopo una lunga fase di ristrutturazione e di restauro, è in attesa di una destinazione d’uso e di un’apertura stabile per la visita dell’interno e degli affreschi.
Possiamo ammirare le possenti mura secentesche e lo svettante campanile.


Ovidio Fatti pochi metri in discesa, si prosegue per 1,2 km lungo la strada per Marane fino a raggiungere Fonte d’Amore, la fontana celebrata da Ovidio.

“Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis milia qui novies distat ab Urbe decem “ (La mia patria è Sulmona, ricchissima di gelide acque, che dista nove volte dieci miglia da Roma) da Tristia (IV,10,3-4); “ Pars me Sulmo tenet Paeligni tertia ruris parva se inriguis ora salubris aquis “ (Sono a Sulmona, una delle tre città della campagna peligna; è una piccola località, resa però salubre dalle acque che la irrigano) dagli Amores (II,16,1-2).


Proseguendo in salita tra gli ulivi, in direzione delle incombenti pareti rocciose del Morrone, tra pini e cipressi si attraversano le pendici nord-occidentali della montagna che si aprono su un bel panorama della Conca Peligna in direzione dell’eremo.

Si raggiunge la recinzione dell’area archeologica per visitare i resti della chiesetta celestiniana e le terrazze del tempio italico-romano con il sacello. Dall’area una stradina in salita porta al belvedere. Fin qui il percorso richiede circa un’ora.

Un ripido sentiero, a tratti scalinato e scavato nella roccia, ascende in circa venti minuti all’eremo di Sant’Onofrio al Morrone a 637 metri di quota.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

















Restaurato dopo le cannonate dell’ultima guerra, l’eremo conserva ancora l’aspetto arcigno che aveva all’epoca di San Pietro Celestino. La struttura conserva l’oratorio, diversi affreschi e una serie di celle e locali che hanno ospitato figure isolate di religiosi ed eremiti laici. Un piccolo slargo consente di dominare con lo sguardo tutta la Valle Peligna e di riconoscere i principali gruppi montuosi che la delimitano.

Nella piana si distinguono in particolare la città di Sulmona, la base militare di Fonte d’Amore e la Badia Morronese. A sinistra si nota colle Mitra e tutta la cresta del monte Rotella, la valle del Gizio e il monte Genzana, la valle del Giovenco, la valle dell’Aterno con le gole di San Venanzio.
In piacevole discesa nel bosco si segue la strada asfaltata che per 1,8 km costeggia un’area giochi, tocca la cappella della Madonna degli Angeli dedicata ai caduti di guerra e, con un ultimo tratto di rettifilo, si torna al punto di partenza: l’ingresso della Badia Morronese.

L’avventura d’un povero cristiano In L’avventura d’un povero cristiano, Ignazio Silone rilegge la vita di Pietro da Morrone, il santo eremita della montagna abruzzese:
- l’austera ascesi negli eremi della Majella,
- l’elezione a papa nel 1294 con il nome di Celestino V,
- la tormentata esperienza del pontificato,
- la decisione del “gran rifiuto” e le dimissioni, la persecuzione, la prigionia e la morte nella rocca di Fumone.

Il contrasto tra la fede povera e profetica dei “fraticelli”del Trecento e il trionfalismo di una chiesa compromessa con il potere, non immune dalla corruzione e dalla sopraffazione, suggerisce ancora oggi qualche domanda sul destino dell’uomo a contatto con il potere.

Scrive Silone: “vi è nella coscienza dell’uomo un’inquietudine che nessuna riforma e nessun benessere materiale potranno mai placare. La storia dell’utopia è perciò la storia di una sempre delusa speranza, ma di una speranza tenace”.

    Ecco una scena del dramma celestiniano:

    Pier Celestino: I giovani come voi sono ora la mia speranza.
    Fra Angelo: Siamo ridotti in pochi. Tanti che erano con noi nel momento del trionfo, ora ci hanno abbandonato.
    Pier Celestino: Può darsi che altri, nell’intimo della loro coscienza, siano ora con noi, e noi neanche li conosciamo.
    Gioacchino: Non c’è da temere che, di fronte alle persecuzioni, la loro specie si diradi e si estingua?
    Pier Celestino: No, francamente non lo temo. Vi sarà sempre qualche cristiano che prenderà Cristo sul serio, qualche cristiano assurdo, come ama dire Bonifazio. Poiché gli stessi che lo tradiscono, non possono distruggere il Vangelo. Lo possono nascondere, ne possono dare interpretazioni di comodo, ma non distruggerlo. Per cui ogni tanto qualcuno lo riscoprirà e accetterà con animo sereno di andare allo sbaraglio.

Informazioni tratte da:
Sentieri per lo spirito, di Gianni Di Santo e Carlo Finocchietti (Paoline 2009)




Celestino V Papa del gran rifiuto prima parte (di Donato Tulliani)



 

Celestino V Papa del gran rifiuto seconda parte (di Donato Tulliani)



Se vuoi inviarci un tuo commento scrivi a: fsp@paoline.it

 

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Una preziosa guida di ventidue percorsi spirituali sui luoghi della spirito in Italia, con tutte le indicazioni pratiche. Di notevole valore culturale e spirituale sono anche i sei dialoghi-interviste sul tema del viaggio e del cammino.
Febbraio 2012
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