Un itinerario sconosciuto al grande turismo, nelle serre calabre, a metà strada tra la Sila e l’Aspromonte. L’escursione a piedi, dal paese Serra San Bruno alla Certosa e al bosco di Santa Maria, copre la distanza di 3,5 km e si percorre in un’ora e mezza, a cui va aggiunto il tempo del ritorno. Ci facciamo accompagnare da una guida d’eccezione: San Bruno da Colonia.
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Introduzione
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1° itinerario: Abruzzo. L’eremo di Pietro Celestino
» 2° Calabria. I boschi e la Certosa di san Bruno
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3° Puglia. Sulle vie dell’Angelo
» 4° Marche. L’Abbadia di Fiastra
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5° Toscana. Con Francesco sul monte della Verna
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6° Friuli Venezia Giulia. Il sentiero Rilke
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7° Lombardia. La Città santa sul Monte
8° Valle d’Aosta.
La via Francigena sul Gran san Bernardo
Bruno da Colonia, santo e fondatore dei Certosini, giunse nella terra calabra nel 1090. Arrivato nell’alta valle del fiume Ancinale, trovò una radura nel bosco, una “buona fontana” e una grotta. E lì sorse l’Eremo di Santa Maria. Più lontano fondò il Monastero di Santo Stefano (l’attuale Certosa), destinato ai fratelli conversi e ai servizi. Nei pressi si stabilirono anche gli operai e gli artigiani del monastero con le loro famiglie: sorsero così numerose abitazioni, il primo nucleo originario dell’attuale paese di Serra San Bruno.
Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, è ora una cittadina ricca di eleganti chiese barocche. Si può visitare subito la chiesa matrice di San Biagio e percorrere poi il lungo corso Umberto in direzione della chiesa della Madonna dei Sette Dolori.
Si toccano in successione la chiesa dell’Annunziata di Terravecchia e la chiesa dell’Assunta allo Spinetto.
Un Calvario e il Parco della Rimembranza introducono il viale di Pioppi che conduce alla Certosa di San Bruno, cinta da mura con bassi torrioni angolari. Dell’antica Certosa, distrutta da un terremoto nel 1783 e ricostruita nel 1900, restano alcuni elementi della facciata e del chiostro.
L’esperienza più coinvolgente è la visita del museo, concepito come un itinerario spirituale e storico sulla presenza dell’ordine certosino in Calabria: si visita la cella del Santo e la sua biblioteca; si ricostruisce la giornata del monaco (colpisce in particolare la lunga preghiera notturna); se ne apprezza la vita definita solitaria, fraterna, ascetica e contemplativa.
Il bosco di Santa Maria
Usciti dalla Certosa, si raccomanda la passeggiata ombreggiata di 3,5 km alla solitaria chiesa di Santa Maria. Nell’ampio piazzale si trova il “laghetto di San Bruno” dentro il quale il Santo s’immergeva per offrire a Dio la propria penitenza: l’episodio è ricordato da una statua del monaco in preghiera semisommersa nell’acqua e da una colonna con la croce.
Il santuario di Santa Maria del Bosco è stato ricostruito dopo il terremoto del 1783 sui resti dell’antica chiesa fatta erigere da san Bruno per raccogliere i monaci in preghiera. L’interno della chiesa ha linee molto semplici e alcuni pezzi d’arte provenienti dall’antica Certosa; sull’altare maggiore spicca l’ottocentesca statua lignea raffigurante santa Maria del Bosco. Sul lato opposto del Santuario, troviamo il “dormitorio di san Bruno”, ricostruzione del luogo dove il Santo trovava ricovero. Circonda il luogo sacro un lembo dell’antico bosco di Santa Maria dove si ammirano giganteschi abeti bianchi, di straordinaria bellezza. Per addentrarsi nella foresta basterà seguire una delle tante stradelle a fondo naturale che partono da questo punto.
Il Sentiero Frassati www.sentierifrassati.org
Il sentiero dedicato al
beato Pier Giorgio Frassati è stato inaugurato il 28 giugno 1998. È un percorso ad anello tra Serra San Bruno (cuore universale della spiritualità certosina) e Mongiana (sede di uno dei più attrezzati centri che il Corpo forestale dello Stato ha nel Meridione).
L’intero anello sviluppa una distanza di circa 20 chilometri, con un dislivello di 480 metri. Marcato dai segnavia bianco-rossi del CAI e privo di particolari difficoltà escursionistiche, richiede sette ore di cammino.
Parco letterario dedicato a Norman Douglas
wwww.oldcalabria.it
Passeggiando nel bosco di Santa Maria, leggiamo una frase che ci colpisce. È di
Norman Douglas, il viaggiatore inglese che ha visitato questi luoghi agli inizi del Novecento, autore del celebre diario di viaggio
"Old Calabria":
“Sul retro del Monastero c’è una maestosa foresta di abeti bianchi. Ero lì, nell’ora dorata che segue il tramonto e di nuovo nella luce fioca del mattino madido di rugiada; e mi sembrava che in questo tempio non eretto da mani umane risiedesse una magia più naturale e più sacra, che non negli ambulacri dei chiostri poco lontani”.
L’immagine che Douglas ci trasmette della foresta delle Serre è quella di un mistico tempio della natura. Essa riecheggia l’idea del “bosco sacro”, caratteristico luogo di culto delle antiche religioni europee...
Il monaco, coltivando gli abeti, aiutava se stesso a crescere nell’amore di Dio. E aiuta oggi noi a vedere in alcuni boschi lo splendore di una “cattedrale verde”. San Bruno che così parlava di queste terre romite: “Abito un eremo abbastanza lontano d’ogni parte dall’abitazione di uomini. Che cosa devo dire della sua amenità, clima e felicità o della pianura ampia e bella, distesa in lungo tra i monti, dove sono prati verdeggianti e floridi pascoli? Che cosa devo dire della veduta dei colli che da ogni parte s’innalzano dolcemente, del rifugio delle fresche valli e dell’amabile abbondanza di fiumi, ruscelli e fonti?”.
La spiritualità e la vita dei seguaci di san Bruno sono documentate nel sito
www.certosini.org
Informazioni tratte da:
Sentieri per lo spirito, di Gianni Di Santo e Carlo Finocchietti (Paoline 2009)
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