» Introduzione
» 1° itinerario: Abruzzo. L’eremo di Pietro Celestino
» 2° Calabria. I boschi e la Certosa di san Bruno
» 3° Puglia. Sulle vie dell’Angelo
» 4° Marche. L’Abbadia di Fiastra
» 5° Toscana. Con Francesco sul monte della Verna
» 6° Friuli Venezia Giulia. Il sentiero Rilke
»
7° Lombardia. La Città santa sul Monte
8° Valle d’Aosta.
La via Francigena sul Gran san Bernardo
Da Civate il percorso segnalato si lascia alle spalle il laghetto di Annone, segue un’antica mulattiera selciata immersa in un fitto castagneto, costeggia il torrente e risale la Valle dell’Oro, in direzione del Monte Cornizzolo. All’inizio il tracciato è quasi in piano; dopo la Cascina dell’Oro la mulattiera sale più sensibilmente, ma sempre ben curata per agevolare il passo agli escursionisti più inesperti.
L’arrivo all’abbazia benedettina è emozionante.
Appare subito l’oratorio di San Benedetto, dalla semplice pianta a croce e con tre absidi. Di fronte una scalinata sale all’aula basilicale di San Pietro preceduta da un pronao semicircolare con deliziose bifore. Siamo di fronte a un capolavoro dell’architettura romanica lombarda.
Un simbolo che questo luogo incarna è quello del paradiso. Per comprenderlo appieno dobbiamo entrare nell’abbazia e seguire il filo degli affreschi che essa contiene (un ciclo pittorico tra i più importanti dell’XI secolo).
Quattro sono le immagini che attirano la nostra attenzione.
· Il seno di Abramo, sulla lunetta interna sopra la porta principale. Il paradiso è rappresentato come un giardino nel quale siedono i tre patriarchi: Abramo, Isacco e Giacobbe. Portano in grembo le anime dei giusti, tra i lembi del mantello sollevati con le mani. L’immagine descrive teneramente l’amore del padre.
· La Gerusalemme celeste dell’Apocalisse, nella volta dell’ingresso.
Al centro della città, tra i due alberi della vita, è raffigurato Cristo Pantocratore che troneggia sul globo del mondo. Nella mano sinistra ha un libro aperto sul quale si legge Si quis sitis, veniat (se qualcuno ha sete, venga a me). Con la mano destra regge la canna per misurare la città.
· Quattro figure in ginocchio, nelle vele della volta versano acqua da altrettanti otri.
Le scritte dicono: Tigris, Eufrates, Geon, Fison, quattro fiumi che nascono dall’unica sorgente divina, secondo il racconto biblico “Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi“ (Gen 2,10).
· L’Agnello, all’interno della cupola del ciborio.
Attorno all’Agnello fanno corona diciotto figure che indossano una tunica. Sono le vittime della “grande tribolazione” (Ap 7,14-17), i martiri perseguitati e uccisi a causa della loro fede.
Queste immagini ci raccontano l’evoluzione dell’idea di paradiso e la sua progressiva urbanizzazione. Il paradiso è dapprima pensato come un Eden arboreo e floreale, un grande parco dalla lussureggiante natura. Evolve poi verso l’idea del giardino cinto da mura, del chiostro, dove è privilegiata la verticalità del rapporto terra-cielo rispetto all’orizzontalità spaziale. E infine approda all’idea della Città santa, della dimora di Dio con gli uomini (Ap 21,2).
Mentre si discende dal monte vengono alla mente espressioni della lettera agli Ebrei 13,14: “Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura“.
Eccoci tra le strade e le case di Civate. Questo paese evoca ancora un’immagine biblica:
“Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze“ (Zc 8,4-5).
Per informazioni precise e dettagliate consultare il sito dell’Associazione Amici di San Pietro
www.amicidisanpietro.it
Il Museo Virtuale del Comune di Civate offre un viaggio virtuale
nel complesso romanico di San Pietro
www.comune.civate.lc.it
Informazioni tratte da:
Sentieri per lo spirito, di Gianni Di Santo e Carlo Finocchietti (Paoline 2009)
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fsp@paoline.it