La via Francigena sul Gran san Bernardo [VALLE D’AOSTA]
I luoghi dello spirito
Una facile passeggiata d’alta quota, tra il Monte Bianco e il Grand Combin, sotto lo sguardo di Bernardo del Montjou, patrono dei montanari e degli alpinisti. Al confine tra Italia e Svizzera, il valico del Gran San Bernardo è punto d’incontro di escursionisti e crocevia di percorsi: il Tour des Combins (TDC), la Traversata Aosta-Martigny (TAM), la Route Napoléon-Chemin historique, l’Alta Via dei Giganti. Partiamo dal celebre Ospizio e seguendo le frecce gialle con il simbolo del pellegrino, ricalchiamo, sull’antica strada romana delle Gallie, i primi passi del tratto italiano della Via Francigena. Ci fanno compagnia i segni della storia e della fede.
1° tappa italiana della Via Francigena, dal Gran San Bernardo a Etroubles, (distanza di 12 km) per una discesa di circa 3h e 30.
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Introduzione
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1° itinerario: Abruzzo. L’eremo di Pietro Celestino
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2° Calabria. I boschi e la Certosa di san Bruno
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3° Puglia. Sulle vie dell’Angelo
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4° Marche. L’Abbadia di Fiastra
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5° Toscana. Con Francesco sul monte della Verna
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6° Friuli Venezia Giulia. Il sentiero Rilke
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7° Lombardia. La Città santa sul Monte
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8° Valle d’Aosta
La via Francigena sul Gran san Bernardo
L’escursione si raccomanda nel periodo estivo per evitare di affrontare il muro di 15 metri di neve che occupa il Gran San Bernardo d’inverno. Dal Plan de Jupiter si segue la strada asfaltata che procede verso il lago, l’Ospizio e la catena nevosa del Mont Vélan.
Accanto all’Albergo Italia si ammira la grande statua di San Bernardo. Si passa il confine tra la dogana italiana e quella svizzera, in corrispondenza dell’antico cippo confinario tra Savoia e Vallese, e si procede tranquillamente lungo la riva del lago fino a raggiungere l’Ospizio.
Fondato nell’XI secolo dalla comunità religiosa istituita da San Bernardo e gestito oggi da una comunità di monaci agostiniani, è luogo di accoglienza e ospitalità anche d’inverno.
Le memorie custodite dalla chiesa e la visita del museo aiutano a ricostruire la lunga storia del colle. Qui transitarono condottieri, papi e imperatori. Ma il passaggio più spettacolare che si ricordi è quello di Napoleone con la sua armata di oltre quarantamila uomini e cinquemila cavalli, sceso ad affrontare gli austriaci a Marengo.
Dopo la visita al complesso dell’Ospizio, conviene salire alle spalle della grande statua di San Bernardo per scoprire il tratto più bello della strada romana e gli scavi dell’antico santuario di Giove Pennino.
La Via Francigena
La via dell’Alpis Poenina (così era noto nell’antichità il Gran San Bernardo), una delle più importanti strade del mondo antico, nel medioevo diventa la via di transito dei pellegrini che dal centro Europa scendono a Roma per visitare le tombe di Pietro e Paolo e le reliquie dei primi martiri.
Oggi la Via Francigena è proposta come grande itinerario culturale europeo che recupera gli antichi percorsi pedonali medievali ed educa i contemporanei a riappropriarsi delle radici cristiane dell’Europa. Chi desidera può proporsi una camminata più lunga alla scoperta del primissimo tratto italiano della Via Francigena.
La tappa inizia dal colle del Gran San Bernardo (che è il punto più alto di tutto il percorso francigeno) e si svolge quasi completamente su un sentiero (segnalato dal logo del pellegrino) che scende sul versante aostano; dopo aver attraversato Saint-Rhémy-en- Bosses arriva, tra prati e boschi, a Etroubles, antico “borgo di strada” sviluppatosi ai lati della via centrale e oggi tranquillo luogo di villeggiatura estiva.
La preghiera del pellegrino della montagna
San Bernardo fondò il rifugio in cima al valico (che prese poi il suo nome) per offrire aiuto ai viaggiatori stremati dall’impervia salita. Papa Pio XI, ricordato anche come appassionato alpinista, dettò il più bell’elogio ufficiale dell’opera di Bernardo:
“Da nove secoli l’Ospizio è eretto, solido e severo, ma a prezzo di quali fatiche, di quante spese, di quale inalterabile coraggio! Chi potrà descrivere gli innumerevoli benefici che, lungo tutti quei secoli, i santi seguaci di Bernardo prodigarono ai passanti di ogni fede religiosa e di ogni razza; quanto aiuto essi portarono nelle circostanze più critiche; quanti infelici, sul punto di perire, furono strappati alla morte, e ancora, quale contributo essi offrirono alle relazioni tra i popoli, nel rendere sicuri i valichi alpini?».
Nel 1923, come segno di gratitudine, Pio XI proclamò San Bernardo “Patrono celeste non solo dei valichi delle Alpi, ma anche di coloro che abitano su questi monti o per essi viaggiano. Con questi intendiamo anche indicare coloro che per ragioni sportive organizzano scalate sulle Alpi“.
All’Ospizio ai viandanti della fede è proposta una preghiera:
Signore Gesù, che hai preso così spesso il sentiero della montagna, per trovare il silenzio, e ritrovare il Padre, attirami verso l’alto, fa’ di me un pellegrino della montagna. Come San Bernardo, devo ascoltare la tua parola, devo lasciarmi scuotere dal tuo amore. A me continuamente tentato di sistemarmi definitivamente, chiedi di camminare nella speranza, verso di te, cima più alta.
Per maggiori informazioni sui percorsi culturali europei della Via Francigena visita i siti:
www.viafrancigena.eu
www.gransanbernardo.net
Curioso è il sito dedicato ai celebri cani San Bernardo
www.aisb.it
Informazioni tratte da:
Sentieri per lo spirito, di Gianni Di Santo e Carlo Finocchietti (Paoline 2009)
Se vuoi inviarci un tuo commento scrivi a:
fsp@paoline.it

GIANNI DI SANTO + CARLO FINOCCHIETTI
SENTIERI PER LO SPIRITO
Trekking (per tutti) nei luoghi della fede
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Una preziosa guida di ventidue percorsi spirituali sui luoghi della spirito in Italia, con tutte le indicazioni pratiche. Di notevole valore culturale e spirituale sono anche i sei dialoghi-interviste sul tema del viaggio e del cammino.
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