In questo periodo il pensiero di insegnanti, educatori e animatori corre all'immancabile saggio di fine anno. Cosa preparare di divertente, educativo e diverso di anno in anno? Ecco alcune idee per chiudere le attività in bellezza, per impegnare tutti in un lavoro gratificante e piacevole... e lasciare anche un bel ricordo.

Con i primi tepori della primavera, c'è chi comincia a pensare già all'estate, progettando mete e itinerari per le vacanze, e c'è chi invece si ritrova inevitabilmente concentrato su una scadenza imminente e a volte snervante: il saggio di fine anno. È quello che succede a insegnanti, educatori, animatori che puntualmente hanno il compito di organizzare più o meno piccoli eventi e manifestazioni per celebrare la chiusura delle attività didattiche. E certo non è facile, ogni anno e per svariati anni, inventarsi sempre qualcosa di nuovo per l'occasione, di adeguato all'età e alle esigenze dei partecipanti e spesso anche alle aspettative dei loro genitori.
Suggeriamo allora alcune proposte editoriali che possano contribuire a trovare per ognuno l'idea giusta.

Cominciamo dalla scuola e dai più piccoli.
Grazie scuola è un progetto ad hoc per i saggi di fine anni per i bimbi della scuola dell'infanzia, dai tre ai sei anni. Si tratta di una semplice e allegra drammatizzazione con sei simpatiche canzoni, tutte molto orecchiabili e ritmate. È un'occasione per dire grazie agli amici, agli insegnanti, ai genitori in modo allegro e con il coinvolgimento di tutti. Tra i brani, anche un pezzo dedicato ai remigini, i bambini del terzo anno, in procinto di passare alla scuola primaria. L'autrice, Dolores Olioso, è da molti anni impegnata sul fronte educativo-musicale ed è molto apprezzata e amata da insegnanti e bambini.
Sempre per la scuola dell’infanzia, ecco un progetto particolarmente adatto alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, evento senz'altro da promuovere e sottolineare anche nel saggio di fine anno: Piccoli cittadini crescono. Attraverso una piccola e simpatica drammatizzazione con sei allegre canzoni, si ripercorre un po' di storia italiana e si insegnano ai piccoli cittadini di oggi i diritti e i doveri di ognuno, per vivere nel rispetto di tutti.
Per chi lavora con i bambini dai quattro ai sette anni a scuola, ma anche in altri ambiti (parrocchie, scuole di musica e di danza), potrebbe essere una bella idea preparare un vero e proprio spettacolo teatrale. Il soggetto? Una fiaba! Nel repertorio delle fiabe classiche e tradizionali possiamo trovare tante storie intramontabili, incredibilmente affascinanti per i bambini e ancora straordinariamente efficaci dal punto di vista pedagogico.

Prendiamo
Il brutto anatroccolo: una favola sul tema dell'accettazione di sé, sulla diversità, sull'accoglienza. È disponibile una simpatica versione teatrale del celebre racconto di Andersen, arricchita da sei canzoni, che fanno diventare la rappresentazione un piccolo musical tenero e pieno di fantasia.

Per i ragazzi della scuola primaria, invece, proponiamo un tema d'attualità: il rispetto delle regole, la convivenza civile, la legalità.
Una sirena di nome Serena è uno spettacolo divertente ed educativo, la cui protagonista, una sirenetta strafottente e un po' teppista, impara a rispettare gli altri a sue spese. Sei canzoni ritmate e coinvolgenti si alternano ai dialoghi, caratterizzando i momenti più salienti della storia e favorendo la realizzazione di coloratissime coreografie.
Queste le novità. Ma le nostre proposte editoriali adatte ai saggi di fine anno sono davvero molte, divise per varie fasce d'età e su diversi argomenti.
Solo un cenno ai titoli di altri spettacoli teatrali e musicali per bambini: Il viaggio del girasole e Felici di essere amici, sul tema dell'amicizia; Ondina un tesoro in una nuvola, fiaba ecologica sul tema dell'acqua e della salvaguardia delle risorse idriche; Cantando s'impara, dove nella storia dell'antica Roma c'è lo spunto per parlare dell'Italia sulla base dell'educazione civica; Sorelle d'Italia, anche questa una proposta adatta ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità del nostro Paese.
