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Introduzione
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1° itinerario: Abruzzo. L’eremo di Pietro Celestino
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2° Calabria. I boschi e la Certosa di san Bruno
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3° Puglia. Sulle vie dell’Angelo
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4° Marche. L’Abbadia di Fiastra
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5° Toscana. Con Francesco sul monte della Verna
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6° Friuli Venezia Giulia. Il sentiero Rilke
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7° Lombardia. La Città santa sul Monte
8° Valle d’Aosta.
La via Francigena sul Gran san Bernardo
Il Sentiero Rilke si sviluppa tra Sistiana e Duino, sul bellissimo tratto di costa adriatica che da Monfalcone scende a Trieste. L’alto numero di riserve naturali e la presenza di numerosi percorsi “d’autore“ (il sentiero Kugy, la strada Napoleonica, il sentiero Tiziana Weiss, la Vedetta Slataper) rendono giustizia a un territorio denso di fenomeni carsici, memorie storiche, attrazioni naturali, baie e promontori, palazzi e castelli.
La passeggiata, segnalata da un cartello, inizia al bivio per Sistiana Mare. Si cammina, protetti da una recinzione in legno, proprio sul ciglione carsico e si raggiunge un bel punto panoramico da cui si ammirano Sistiana, perla dell’alto Adriatico, Trieste e la costa dell’Istria.
Al termine della rete di recinzione, si trovano le prime pietre rugose, il solcato carsico che accompagna la passeggiata. È un esempio di carsismo superficiale, generato nel tempo dall’azione di dissoluzione dei calcari. Radi cespugli creano un contrasto di colore con il candore della pietra. Opere belliche costellano il sentiero, memorie di guerre ormai lontane, ma che hanno insanguinato tutto il Carso.
Voci, voci. Ascolta mio cuore, come soltanto i Santi/ ascoltarono un giorno: il grande richiamo/ li alzava dal suolo; ma essi, impassibili,/ restavano assorti in ginocchio;/ così ascoltavano. Non che tu possa mai reggere/ la voce di Dio. Ma lo spiro ascolta,/ l’ininterrotto messaggio che da silenzio si crea./ Ecco fruscia qualcosa da quei giovani morti e viene a te. (Rilke, Elegie di Duino I,62)
Il percorso
Il percorso alterna punti di osservazione ad aree di riposo; si procede tra le rocce della scogliera, con stupendi scorci di mare, alternando tratti nel rigoglioso bosco di pini marittimi. Si incontrano piante tipicamente mediterranee, come il leccio e l’olivo selvatico e altre caratteristiche del paesaggio carsico, come la quercia.

Sostando sui punti più esposti della falesia, nelle giornate di cielo terso, l’orizzonte arriva a comprendere la
costa dell’Istria, la
laguna di Grado e il
campanile di Aquileia, si spinge sino alle Dolomiti cadorine, ai
monti della Carnia e alle
Alpi Giulie, riscende alla
foce dell’Isonzo e ai cantieri di
Monfalcone. Altrove l’occhio si riempie solo di mare aperto e del volo delle rondini, dei falchi e dei gabbiani. Dopo un tratto del sentiero in cui la vegetazione è particolarmente fitta si giunge all’ultimo belvedere. Una piazzola offre una veduta della
costa di Grado e del
Castello di Duino, abbarbicato a un promontorio roccioso, sullo sfondo di torri e pareti a picco sul mare.
Ma chi ci ha rigirati così/ che qualsia quel che facciamo/ è sempre come fossimo nell’atto di partire?/ Come colui che sull’ultimo colle/ che gli prospetta per una volta ancora/ tutta la sua valle, si volta, si ferma, indugia,/ così viviamo per dir sempre addio.
(Rilke, Elegie di Duino VIII)
Rainer Maria Rilke
Rainer Maria Rilke, considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo è autore di opere in prosa e in poesia. Dal suo viaggio nella
Russia tolstojana, nacque
Das Stundenbuch, un Libro d’ore di profondo misticismo nel quale l’aspirazione a Dio si unisce alla pietà e all’amore per gli umili e i sofferenti. L’esperienza parigina con
Rodin generò le
Neue Gedichte (Nuove Poesie) e il romanzo-diario autobiografico sulla tormentosa condizione esistenziale dell’artista chiuso nella sua interiorità:
I quaderni di Malte Laurids Brigge. Verranno infine le
Elegie Duinesi, opere della maturità nelle quali lo spazio interiore è anche reazione allo sgomento della prima guerra mondiale. Dirà nella Elegia VII:
“Essere qui è splendido. In nessun dove, amata, ci sarà mai mondo se non in noi./ (…) La nostra vita scorre trasmutando. E quel ch’è fuori di noi /svanisce in forme sempre più meschine. Lo spirito del tempo si crea vasti sili di forza, informi,/ come l’incalzante tensione ch’esso da ogni cosa desume./ Templi non ne conosce più. Questo prodigarsi del cuore/ ora risparmiamolo più segreto. Se dove mai resti cosa/ un tempo implorata, servita, adorata in ginocchio,/ così come ora sta, si tende di già nell’invisibile. Molti non la scorgono più, senza per altro avere la grazia di edificarsela in cuore, con pilastri e statue, più grande”.
Per maggiori informazioni sulle attrattive paesaggistiche
più belle del Carso e sul Castelo di Duino visita i siti:
www.marecarso.it
www.castellodiduino.it
Informazioni tratte da:
Sentieri per lo spirito, di Gianni Di Santo e Carlo Finocchietti (Paoline 2009)
Foto di: Carlo Finocchietti - ©Curiosi di natura soc. coop (ringraziando per la gentile concessione)
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