Ci sono luoghi in cui soffia lo Spirito,
ma c'è uno Spirito che soffia in tutti i luoghi.
C'è gente che Dio prende e mette da parte.
Ma ce n'è altra che egli lascia nella moltitudine,
che non «ritira dal mondo».
E' gente che fa un lavoro ordinario,
che ha una famiglia ordinaria o che vive un'ordinaria vita da celibe.
Gente che ha malattie ordinarie, lutti ordinari.
Gente che ha una casa ordinaria, vestiti ordinari.
E' la gente della vita ordinaria.
Gente che s'incontra in una qualsiasi strada.
Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via,
come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta
che si è rinchiusa definitivamente dietro di loro.
Noi altri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze
che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi
è per noi il luogo della nostra santità.
Noi crediamo che niente di necessario ci manca,
perché se questo necessario ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato.
Madeleine Delbrêl
Madeleine Delbrêl (1904-1964)
è una delle figure più interessanti del cristianesimo contemporaneo. I vescovi francesi, nel 2004, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita, hanno affiancato la sua figura a quella di santa Teresa di Lisieux e l'hanno chiamata «faro di luce per avventurarci nel terzo millennio».
Il cardinale Carlo Maria Martini l'ha definita «una delle più grandi mistiche del XX secolo». È in corso di istruzione a Roma il suo processo di beatificazione.
Nata a Mussidan, nella Francia sud-occidentale, si trasferisce con la famiglia a Parigi, dove vive la giovinezza nell'ateismo. Ma in seguito ad alcuni incontri significativi scopre a vent'anni il cristianesimo, conversione che la porta a stabilirsi con alcune amiche a Ivry-sur-Seine, una periferia di Parigi proletaria e marxista. Qui vivrà fino alla morte offrendo da laica la testimonianza del Vangelo sulle strade degli uomini, in particolare degli ultimi.