Note di metodologia didattica
Programmare... creativamente
[Franca Feliziani Kannheiser]
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Si ricomincia..
Dove ci condurrà
questo nuovo viaggio?
Quale sarà la sua meta?.
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Le domande dei catechisti• Come sarà il mio gruppo?
• I «miei» ragazzi saranno cambiati?
• Ce la farò a gestire «Pierino il terribile»?
• Lisa sarà ancora così timida?
• Riuscirò a coinvolgere le famiglie o i soliti mi «parcheggeranno» i loro figli per un’ora, pronti poi a lamentarsi se l’incontro non terminerà puntualmente?
La domanda importante che, spesso, ci si pone come ultima:
• Dove ci condurrà questo nuovo viaggio?
• Quale sarà la sua meta?
La scelta dell’obiettivo (obiettivi) dell’itinerario non è «cosa» del parroco o del coordinatore dei catechisti. Programmare, individuare mete, contenuti e metodi è diritto/dovere di ogni catechista che adempirà il suo compito con l’equipe dei catechisti, e non navigando a vista, ma con punti di riferimento, ben precisi, offerti dal progetto catechistico italiano.
No al «fai da te», sì alla responsabilità
• Mettersi nell’ottica della programmazione significa evitare due estremi:
- procedere rispondendo all’urgenza del momento, seguendo soltanto il proprio sentire;
- lasciare ad altri l’individuazione degli obiettivi, di contenuti e spesso di lezioni e materiali già pronti da applicare passivamente.
• Si tratta di assumersi la responsabilità del pensare insieme – parroco e catechisti – per mettere a punto itinerari catechistici flessibili, che nascono dalla conoscenza dei ragazzi e sanno adeguarsi ai loro bisogni senza perdere la loro specificità. Questo è lo scopo della programmazione: dal greco «pro-graphein» cioè «scrivere prima, scrivere per».
Il catechista, come un buon stratega, non si getta nella mischia impreparato, ma fa i suoi calcoli, prende le giuste precauzioni e stabilisce gli obiettivi.
Obiettivo
Dal verbo «ob-icere», indica una direzionalità, un movimento verso, per raggiungere alcune mete.
Pensare e programmare per obiettivi, sia nel campo scolastico sia nella catechesi, rappresenta una vera rivoluzione. Nel passato l’attenzione era posta sui contenuti da trasmettere. C’erano temi da trattare, «verità» da far conoscere e l’abilità del catechista consisteva nello spiegarli nel modo più chiaro possibile, incitando ad applicarli alla vita.
Si teneva anche conto delle modalità di apprendimento del discente, ma perché la comprensione dei contenuti fosse più rapida, e non per stimolare processi di apprendimento e di maturazione della persona. La domanda primaria era: «che cosa»; il perché era dato per scontato: «Per conoscere la dottrina cristiana» o nel migliore dei casi: «Per conoscere Gesù, il Vangelo, la Chiesa».
Le domande di partenza alla luce del Concilio Vaticano II e del Documento Base • Come posso aiutare i ragazzi a trovare un senso più profondo alla loro vita?
• Come rispondere alla loro domanda di felicità, facendo attenzione ai bisogni di crescita che si articolano diversamente a seconda dell’età?
Come Pietro, il catechista «non ha né oro né argento» da offrire, ma ha da annunciare una persona, Gesù. Nel suo nome può dire a chi ascolta: «Alzati e cammina» (At 3,6), cioè diventa protagonista della tua vita, muoviti in libertà e autonomia, in risposta a una chiamata che ti ha
preceduto e che posso aiutarti a conoscere. La catechesi acquista, così, un carattere dinamico, in vista della crescita delle persone, inserite nella comunità, attraverso l’ascolto, l’accoglienza, la comprensione e l’attualizzazione di una Parola viva.
Come una piramide
Mettiamo, ora, un po’ di ordine nell’intrico terminologico che circonda la programmazione. Un’immagine che ci può aiutare è una piramide rovesciata.
È necessario, prima di tutto, disegnarne il vertice, costituito dalle finalità che sono da modulare con i dati esistenziali. Leggiamo, ad esempio, nell’introduzione al catechismo Io sono con voi: «Con questo catechismo vogliamo metterci in mezzo ai fanciulli, per aiutarli a scoprire i segni della presenza del Signore, la gloriosa testimonianza di Cristo risorto: la sua vita, la sua passione, morte e risurrezione; la sua Parola, il suo perdono, la promessa del suo ritorno» (CdF/1 p. 4).
Si apre davanti un orizzonte ampio che si sviluppa nei diversi capitoli, dove si indicano le possibili tappe del cammino. Il catechista non seguirà il testo pagina dopo pagina, ma a partire dagli interessi, dalle conoscenze, dalle situazioni di vita dei fanciulli definirà un percorso flessibile e coerente, secondo un modello di correlazione che parte dalle esperienze di vita del destinatario per illuminarle con la luce del Vangelo.
Dati derivanti dall’analisi della situazione.
Le finalità rappresentano l’orizzonte in cui l’atto educativo si svolge,
le mete ultime; quelle della catechesi per le diverse età sono indicate nei catechismi.
Esperienze/bisogni del fanciullo |
Contenuti della fede |
Processi di apprendimento e interiorizzazione da favorire |
| Essere conosciuto e amato. |
Dio ti conosce e ti ama da sempre |
Riconoscere in Gesù il volto paterno di Dio. Sviluppare sentimenti di fiducia e di gioia di vivere. |
| Non possiamo vivere da soli. Bisogno di appartenenza. |
Dio è Padre di ogni persona: ci rende famiglia. Gesù ci insegna a chiamarlo: «Padre nostro». |
Sentirsi parte della grande famiglia umana. Imparare a chiamare Dio «Papà di tutti noi». Sviluppare sentimenti di empatia e di attenzione per l’altro. |
Prepararsi al nuovo anno
• Immagina il nuovo anno di catechismo come un libro chiuso da sfogliare, da leggere, da scrivere…
Come dipingeresti la copertina? Quale titolo gli daresti?
• Sulla prima pagina trovi una foto del tuo gruppo: come appaiono i volti dei componenti (alcuni più sfocati, altri più netti...)? Li riconosci tutti? Quali ti sono, in parte o del tutto, sconosciuti?
• Guardando questi volti, a uno a uno: quali sentimenti suscitano in te (fiducia, entusiasmo, diffidenza, paura…)?
• Qualche componente desta in te motivi di preoccupazione (perché hai già fatto esperienze negative con lui, perché te ne hanno parlato in un certo modo...)? Prova a decondizionarti nei suoi confronti, ricercandone almeno tre aspetti positivi.
• Prova a comporre un’inserzione pubblicitaria rivolta al tuo gruppo in cui descrivi brevemente te stesso e il tuo «programma» per il prossimo anno di catechesi.
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